Nell’ambito di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, i Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nucleo CITES, con il supporto della Sezione Operativa per i Reati a Danno degli Animali del Raggruppamento Carabinieri CITES e dei Carabinieri della Stazione di San Giuseppe Jato, hanno eseguito un articolato intervento in un’abitazione del comune palermitano dove era stata segnalata la presenza di una struttura fatiscente nella quale erano detenute decine di cani in condizioni precarie.
L’operazione, preceduta da sopralluoghi e da un’attività di coordinamento con le istituzioni e gli enti coinvolti, ha consentito di accertare la presenza di oltre 100 cani meticci.
Alcuni animali erano rinchiusi all’interno dell’abitazione, altri in piccoli box esterni e altri ancora nelle aree di pertinenza dell’immobile. Tutti gli ambienti presentavano gravissime carenze igienico-sanitarie: erano colmi di deiezioni e rifiuti di ogni genere, in condizioni ritenute incompatibili con la natura degli animali e tali da provocare loro gravi sofferenze.
Gli accertamenti sanitari effettuati sul posto hanno inoltre evidenziato la presenza di diffuse patologie infettive e parassitarie, riconducibili alla totale assenza di cure veterinarie e di adeguati interventi di profilassi. L’elevato numero di cuccioli ha inoltre dimostrato l’assenza di qualsiasi misura volta a impedire la riproduzione degli animali: i cani non erano mai stati sterilizzati né separati per sesso, favorendo così un continuo aumento delle presenze.
Grazie al determinante contributo dei veterinari dell’Asp di Palermo sono stati identificati complessivamente 93 cani, dei quali 86 sono risultati privi di microchip e sono stati immediatamente identificati con il previsto sistema elettronico. Per altri dieci esemplari, particolarmente aggressivi, non è stato possibile completare nell’immediato le verifiche.
I Carabinieri Forestali hanno quindi proceduto al sequestro preventivo di tutti gli animali rinvenuti e al deferimento all’Autorità giudiziaria di due persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro, dei reati di maltrattamento di animali e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.
Grazie al supporto dei volontari della LAV (Lega Anti Vivisezione), durante la prima fase dell’operazione sono stati trasferiti sette cani. Nella giornata odierna le attività sono proseguite con il trasferimento di altri 34 esemplari, tra cui undici fattrici con diciannove cuccioli, tre maschi adulti e una femmina gravida.
Tutti gli animali sono stati trasferiti al Canile sanitario di Carini e affidati in custodia al sindaco del Comune di San Giuseppe Jato, quale autorità sanitaria locale, per consentire le necessarie cure veterinarie e la successiva gestione.
L’operazione, che ha richiesto un importante impiego di uomini e mezzi, conferma l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nella tutela del benessere animale e nel contrasto ai reati in danno degli animali, grazie alla collaborazione tra i reparti specializzati dell’Arma, i servizi veterinari dell’Asp e le associazioni di protezione animale.
Nei prossimi giorni proseguirà il trasferimento dei restanti esemplari verso le strutture che si renderanno disponibili ad accoglierli. Successivamente, d’intesa con la Procura della Repubblica, saranno avviate le procedure per l’affidamento definitivo alle associazioni animaliste, secondo quanto previsto dalla legge n. 82/2025, nota come Legge Brambilla.