- Il settimanale voluto da Arnoldo Mondadori in edicola e libreria con un volume tributo di 500 pagine in italiano e in inglese. Testi e foto inedite per celebrare la bellezza del Belpaese nel mondo. Servizi su Monica Bellucci, Bebe Vio e Chiara Ferragni.
- «Informare e far sognare tutti. Dalle nonne fino alle influencer». Per la seconda volta alla guida del giornale, la direttrice Silvia Grilli racconta le ambizioni di un progetto che «non demonizza il Web e si esprime anche sui social network».
Lo speciale contiene due articoli.
Per la lingua italiana, la parola «grazia» si riferisce a qualcosa o qualcuno in cui confluiscono bellezza, finezza, leggiadria. Nel linguaggio teologico è invece l’aiuto particolare che Dio concede all’uomo perché possa fare il bene e vincere il male. Nel mondo dell’editoria e del giornalismo, Grazia, con la g maiuscola, è una rivista patinata che si inserisce tra le voci più influenti dell’universo femminile e che, quest’anno, compirà i suoi primi 80 anni.
Un compleanno importante che verrà celebrato con la pubblicazione di un numero speciale, Celebrating – Made in Grazia (500 pagine, in italiano e inglese, in vendita nelle edicole e in alcune librerie dal 18 settembre al costo di 5 euro), che più che una rivista è un vero e proprio libro-tributo all’italianità che da 80 anni a questa parte contraddistingue la rivista voluta per le donne da Arnoldo Mondadori.
Nata nel 1938, Grazia è infatti molto più di un semplice giornale da sfogliare alla ricerca delle ultime mode del momento. Evoluzione della rivista Sovrana che veniva pubblicata fin dal 1927, divenne famosa durante il secondo femminismo degli anni Settanta per le sue rubriche di bon ton e galateo che aiutavano le donne a sopravvivere all’avvento del boom economico nel nostro Paese insegnando loro le regole dell’etichetta, il sapersi comportare a tavola e nella società.
Cantata da Francesco Guccini nella sua canzone Il compleanno del 1970 con il verso «Su Grazia hai imparato a ricevere gli ospiti…», da 80 anni questo giornale si evolve al fianco delle donne, capendone i bisogni e affiancandole nella vita di tutti i giorni.
Come non citare, nella storia di Grazia, i consigli di stile sapientemente dispensati da Irene Brin, conosciuta sulle patinatissime pagine del settimanale come la Contessa Clara Ràdjanny von Skèwitch? O l’indimenticabile rubrica «Il saper vivere» nata su esplicita richiesta di Arnoldo Mondadori a Colette Rosselli? Donna Letizia, come si faceva chiamare sulle pagine del giornale, è stata la prima giornalista italiana a portare sulla carta stampata il rapporto con il lettore rispondendo, con humor e pungente ironia, alle domande più disparate riguardanti questioni di galateo e buone maniere.
Come recita lo slogan che da un anno a questa parte compare su tutte le copertine del settimanale, «Young since 1938», letteralmente «giovane dal 1938», Grazia è una delle poche riviste dedicate alle donne in grado di evolversi al punto di diventare punto di riferimento anche per l’universo maschile. Una formula di successo, che unisce la curiosità e la passione, al raccontare la bellezza, la moda, i glitz e glamour dei party più esclusivi, senza però dimenticare la cultura e l’attualità. È la capacità di rimanere con i piedi ben piantati per terra, pur guardando al futuro abbracciando le mode del momento, che ha fatto di Grazia l’unica rivista italiana esportata nel mondo. Oggi, il settimanale è presente con ben 20 edizioni dalla Gran Bretagna (dove è sbarcata nel 2005) alla Francia, passando per la Cina e l’Australia.
Celebrating – Made in Grazia nasce dalla voglia dell’attuale direttore del giornale, Silvia Grilli, di creare qualcosa di davvero speciale per un anniversario così importante. «Ho pensato di non fare un qualcosa di autocelebrativo, che guardava al passato della rivista», ci ha raccontato il direttore in carica dal 2013, «ma di creare testi inediti e incroci inaspettati di personalità italiane di rilievo». Nelle 500 pagine del numero speciale ci sono tutti gli ingredienti che hanno reso famosa Grazia in questi anni. C’è Monica Bellucci, icona indiscussa della bellezza italiana nel mondo, fotografata da Vincent Peters, protagonista di un servizio esclusivo e della copertina scelta per il mercato americano e inglese. C’è l’oro paralimpico e mondiale Bebe Vio, che da sempre si definisce l’anti-moda, che chiacchiera sulle pagine di Grazia con la sua «zia Scialla», Maria Grazia Chiuri, il direttore artistico delle linee femminili di Dior. E c’è anche lei, Chiara Ferragni, icona indiscussa dell’evoluzione digitale del mondo della moda, intervistata da sua madre, Marina Di Guardo.
«È un volume tutto inedito tra testi e foto, che esalta quello che, secondo me, è e deve essere la missione della carta stampata: far sognare e al contempo informare il lettore» ha spiegato Silvia Grilli.
Celebrating – Made in Grazia sarà svelato in anteprima questa sera durante la grande festa organizzata a Milano, alla Rotonda della Besana e patrocinata dalla Camera della Moda e dal Comune di Milano. L’evento, che assicura Silvia Grilli «non vuole essere per nulla autocelebrativo» si aprirà con uno show «stile Golden Globes, molto veloce e che si ispirerà ai valori di Grazia».
Una festa esclusiva, a cui si vocifera parteciperanno famossimi come Patty Pravo, l’étoile Eleonora Abbagnato, la cantante inglese Pixie Lott e la modella Ireland Basinger-Baldwin, regina di Instagram e protagonista del numero in edicola di Grazia.
Le sorprese, insomma, non mancheranno. I riflettori sono tutti puntati sul volume da collezione in vendita da domani. «Nel toccare questo giornale, che con le sue 500 pagine è in realtà più un libro, la prima cosa che sentirete è il profumo inebriante della carta stampata e tutta la sua raffinatezza» ha concluso il direttore del settimanale che ha ribadito come, Celebrating – Made in Grazia «non è un catalogo, ma è un libro sfogliare, leggere, e poi riprendere e rileggere. È un tributo alla nostra italianità in un momento storico molto particolare in cui dobbiamo imparare nuovamente ad apprezzare e valorizzare i grandi talenti che offre questo Paese».
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