Su Netflix arriva «Ferry», la serie spin-off di «Undercover»
«Ferry - La serie» (Netflix)

Lo show, articolato in otto episodi e al debutto oggi sulla piattaforma streaming, è stato realizzato per regalare al personaggio di Frank Lammers una profondità ulteriore, per spiegarne l’evoluzione umana e, insieme, le contraddizioni.

Ferry Bouman è capace di evocare un mondo nitido: la dimensione risicata e, a tratti, grezza di una vita vissuta in campeggio, gli abiti kitsch della moglie Danielle, la pancia resa tonda e tesa dalle troppe birre, le ciabatte in plastica, gli ordini urlati. Ferry Bouman, con il morso incrociato di Frank Lammers e il suo sguardo torvo, questo mondo lo ha costruito pezzo pezzo, negli anni in cui Undercover, serie di produzione belga-olandese, è andata in onda su Netflix. Poi, però, non lo ha abbandonato. Anzi. Il mondo di Bouman, il campeggio e lo chalet in legno, la droga spacciata attraverso mani altrui, hanno saputo esercitare un fascino tale sul pubblico da indurre Netflix a puntare ancora su tutto questo: non Undercover, ma Bouman e basta, il cattivo racchiuso in un film, poi una serie tv. Ferry – La serie, spin-off di Undercover, è stata realizzata per regalare al personaggio di Lammers una profondità ulteriore, per spiegarne l’evoluzione umana e, insieme, le contraddizioni. Lo show, ad oggi articolato in otto episodi, verrà rilasciato sulla piattaforma venerdì 3 novembre. E, allora, tutto avrà un suo senso.

Ferry Bouman, pur ispirato ad un personaggio reale, a Janus van W, signore della droga in Olanda, non è mai stato, non in una sola puntata delle tre stagioni di Undercover, un cattivo da cliché: un boss del narcotraffico, in bocca la retorica tipica del maschio alfa. È stato fragile, sempre, un insicuro perseguitato da dubbi e fantasmi antichi. Perché, da dove vengano, cosa li abbia causati e cosa, invece, lo abbia portato a dover sostenere il ruolo che la criminalità organizzata gli ha riservato, non è stato detto. Non in Undercover. La serie madre, ancora disponibile su Netflix, non ha approfondito la genesi del personaggio. Di qui, la scelta di farlo attraverso altri episodi, in una serie che sia dedicata ad hoc all’obiettivo.

Ferry – La serie torna, dunque, indietro nel tempo: ad un Lammers più giovane, deciso a scalare la piramide del narcotraffico. È Brabante la città, al confine Est del Limburgo. Bouman è inesperto, tallonato da gang più grosse e potenti della sua. Un arresto, però, gli apre la strada e, al contempo, la visuale di un bivio. È un bivio classico, di quelli dei quali il cinema e la televisione hanno raccontato a lungo: un bivio che implica una rinuncia, i sogni da un lato, l’integrità dall’altra. La scelta di Bauman è nota a chi guardi, le implicazioni no, però. Ed è su queste, sulla portata immensa delle decisioni di Ferry, che si gioca lo spin-off, da vedere prima o dopo la serie madre, poco importa.

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