Bruxelles sta dalla parte dell’Italia: «Madrid rimetta le cose a posto»
Il commissario Brunner: «Nessun impatto su Schengen: l’impegno va rispettato».
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Il commissario Brunner: «Nessun impatto su Schengen: l’impegno va rispettato».
Madrid minaccia ritorsioni se non riapriamo immediatamente le frontiere. Ma Roma risponde a muso duro e rivela che in tre giorni sono già stati bloccati 15 irregolari provenienti dalla penisola iberica. E a Ceuta ora i marocchini arrivano anche con il parapendio.
Dopo gli ingressi di massa dal Marocco, circa 2.000 persone restano nell'enclave spagnola. Molti trascorrono la notte in spiaggia o per strada in attesa di poter proseguire verso l'Europa.
I servizi segreti confermano l’allarme: «L’ora X potrebbe essere anticipata». E in Rete il tam tam non si ferma. Identificati dall’Antiterrorismo almeno una dozzina di jihadisti.
Sui social marocchini impazzano le taglie per far fuori chi si è ribellato all’assalto della propria città. Online volti e dati. L’assessore italiano: «Temiamo un altro blitz».
Madrid non ha fatto nulla per i marocchini annegati. E i superstiti ancora a Ceuta sono lasciati al buon cuore della Croce Rossa.
Vari approdi sulla costa spagnola. Nell’exclave girano ancora 2.500 persone, i residenti denunciano saccheggi. Eppure il ministro degli Esteri attacca Roma: «Non all’altezza».
Andrea Riccardi (Sant’Egidio) parla di complotto anti Madrid. Poi dice che i migranti servono.
Piazzate nelle acque di Ceuta barriere da mezzo chilometro, alla faccia di quando il premier iberico Pedro Sánchez sposava lo slogan di papa Francesco: «Costruire ponti». Re Felipe VI tuona: «Lo Stato eviti che questi fatti si ripetano».
Le strutture sono state posizionate presso il molo del Tarajal, dove nei giorni scorsi migliaia di migranti avevano raggiunto a nuoto l'enclave spagnola dal Marocco.
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