Bruxelles sta dalla parte dell’Italia: «Madrid rimetta le cose a posto»

Non è stata esattamente un successone l’idea di Pedro Sánchez di rispondere alla decisione dell’Italia di ripristinare i controlli per chi proviene dalla Spagna con una decisione dello stesso tipo, che resterà in vigore fino al 7 settembre.

Del resto, l’Italia ha reintrodotto i controlli dopo una crisi epocale come quella di Ceuta, mentre quello di Sánchez, «el guapo» (il bello), è sembrato più un atteggiamento da guappo. Se n’è accorta pure la Commissione europea: «Ci aspettiamo che le autorità spagnole», dichiara a El Mundo il commissario europeo per gli Affari interni e le Migrazioni, Magnus Brunner, «lavorando congiuntamente con quelle marocchine, rispettino il loro impegno a garantire che le misure adottate in risposta alla situazione a Ceuta non abbiano alcun impatto sullo spazio Schengen.

La situazione a Ceuta è, innanzitutto, una questione che spetta alle autorità spagnole, responsabili della gestione del proprio sistema di accoglienza», aggiunge Brunner, «tutte le persone interessate devono essere registrate e sottoposte ai necessari controlli di sicurezza, in conformità con le norme dell’Ue. Coloro che non hanno il diritto di rimanere dovranno essere rimpatriati senza eccezioni, in modo rapido ed efficace.

La perdita di vite a Ceuta ricorda che i trafficanti traggono profitto dalla sofferenza umana». Poi, in serata, ha aggiunto su X: «Ho avuto contatti con i ministri dell’Interno spagnolo e italiano. Entrambi hanno confermato che i controlli alle frontiere sono temporanei. La fiducia fra Stati membri è la nostra risorsa più preziosa».

Le reazioni del centrodestra italiano

«Il commissario Brunner», commenta il presidente della commissione Affari esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri (Forza Italia), «richiama la Spagna a un comportamento più responsabile, evidenziando il rischio che alcune scelte possano avere ricadute negative sullo spazio Schengen. È proprio ciò che ha portato il governo italiano a sospendere questo tipo di procedure nei confronti della Spagna, dopo l’invasione di Ceuta.

Peraltro, la situazione è tutt’altro che risolta. A Ceuta ci sono alcune migliaia di persone provenienti dall’Africa subsahariana che il Marocco non intende riaccogliere. Ci sono infiltrazioni jihadiste e le stesse autorità italiane hanno respinto 15 persone provenienti dalla Spagna che non avevano titolo per entrare nel nostro Paese.

Le osservazioni del commissario», aggiunge Gasparri, «inducono a una maggiore serietà il governo Sánchez, che con l’annuncio della maxi sanatoria ha posto le premesse per il disastro di Ceuta». «La Spagna», argomenta il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi, «rimane un grande Paese amico dell’Italia, ma le politiche di Sánchez hanno dato spazio all’immigrazione clandestina e questo l’Italia e l’Europa non lo possono accettare. Non è con i ricatti che si risolve il problema, ma cambiando politica e seguendo le indicazioni dell’Europa e agendo uniti».

Le critiche dell’opposizione

Si fanno sentire anche le opposizioni: «La Meloni», sostiene Angelo Bonelli di Avs, «ha aperto un’inutile quanto dannosa crisi con la Spagna per cercare di recuperare consensi in Italia. Usare il potere di premier per fare propaganda contro un Paese come la Spagna, che ha sempre mostrato solidarietà all’Italia nei momenti difficili, da Lampedusa agli attacchi di Donald Trump, è inaccettabile.

Oggi Meloni usa la crisi con la Spagna, da lei voluta, per recuperare i rapporti con il presidente Usa». «Quello dell’immigrazione è un tema serio», argomenta Piero De Luca, deputato pd e capogruppo in commissione Politiche europee, a Rete 4, «da affrontare con responsabilità non con la solita propaganda della destra: buona per i social, ma incapace di risolvere i problemi, in Italia come in Europa.

La proposta di sospendere Schengen è stata una misura demagogica inutile, ma soprattutto dannosa e controproducente per il nostro Paese. È inutile perché Ceuta si trova in Nord Africa e Schengen non si applica già normalmente. Ma, come emerge anche in queste ore, è una misura dannosa per l’Italia».

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Pure il quotidiano di sinistra «El País» si è occupato dei due hub aperti dalla Spagna in Mauritania: «Le condizioni in quei centri sono spaventose, diritti umani calpestati per compiacere Madrid e la Ue. Gente arrestata e abbandonata al confine col Mali».