Il summit verde dei leader mondiali? Una scampagnata con il codazzo di Suv
Il G20 è un flop, però i big si godono la «cacio e pepe di Draghi» e il cenone senza le mascherine. E Joe Biden fa il green con 85 auto.

Come direbbero a Oxford (o forse a Cambridge: non vorremmo essere imprecisi), anche questo G20 ce lo siamo levati dalle p…: insomma, è finito.

E si è concluso a livelli perfino provocatori di presa in giro rispetto ai cittadini di tutto il mondo: i parrucconi pro tempore al potere non riescono nemmeno a gestire il livello dell’inflazione nell’area euro, ma pretendono di fissare il livello del clima su tutto il pianeta nel 2050. Non sono in grado di fare in patria previsioni a sei mesi, ma ne fanno su scala globale su uno spettro di vent’anni. E chi se ne frega se la Cina continuerà imperterrita a bruciare carbone come se non ci fosse un domani: i 20 «grandi della terra» ridono felici e si applaudono fra loro, compiaciuti e tronfi, incartapecoriti e cotonatissimi, un po’ finti tonti e un po’ tonti veri, come se le loro parole al vento avessero davvero qualcosa di storico e di solenne.

E nel frattempo? Vacanze romane, dolce vita e gran turismo a spese dei rispettivi contribuenti. Non senza momenti da Marchese del Grillo («Io so’ io e voi non siete un c…»): prendete Joe Biden che arriva al vertice con 85 auto (avete letto bene: 85, e pare che due abbiano pure avuto un piccolo incidente). Però lui è «green», si capisce. Mica come voi, brutti inquinatori che non siete altro, che distruggete il pianeta con la vostra vecchia Ypsilon del 1995 tutta scassata. Sbrigatevi a cambiarla, altrimenti fate piangere Greta!

Poi c’è la tragicomica gestione dell’emergenza Covid, che compare e scompare tipo mostro di Loch Ness. Ecco le foto con i potentoni tutti smascherati e gli inservienti dietro di loro sistematicamente imbavagliati. Ma sarà mica un po’ classista questo virus, pronto a colpire solo gli inquilini del piano di sotto, salvando quelli del piano di sopra? Servirebbe una seduta del Cts per spiegare il comportamento del virus, che – desumiamo – citofona oppure manda un messaggino Whatsapp e chiede: «Scusi, lei è per caso un potente della terra? Ah sì? Allora stia tranquillo, mi sposto e vado a infettare il cameriere lì dietro di lei…».

Stessa storia per il momento del magna-magna. In tv, ci avevano raccontato con la faccetta di circostanza e la boccuccia a culo di gallina che avremmo dovuto rinunciare – noi – al cenone di Natale e a quello di Capodanno («Fateli via Zoom», aveva ammonito non so più quale virologo di corte), ma loro li abbiamo visti attovagliati e smascherati («vicini vicini», mormorerebbero a Striscia la notizia) al gran pranzo di stato offerto al Quirinale dai contribuenti italiani. I quali saranno ben lieti di aver sfamato le venti bisognose comitive con: salmone marinato all’aneto con polvere d’olive, risotto alla zucca, e filetti di spigola.

Tra l’altro, a leggere le cronache, non si capisce bene quando e come i nostri illuminati leader abbiano discusso così pensosamente dei problemi del pianeta, se stavano in giro a svacanzare. Abbiamo appreso della grande amicizia tra le signore Jill Biden e Brigitte Macron (non fate battute, per carità, se no vi arrestano per sessismo, hate speech e vilipendio); abbiamo saputo di frenetici giri tra Vaticano, Colosseo e le viuzze del centro di Roma; e di un lavoro massacrante degli staff per procurare ai vipponi cene extra presso ristoranti stellati. Anche se, ci informa Repubblica, sempre attenta agli aspetti geopolitici decisivi, i grandi erano «tutti pazzi per la cacio e pepe di Mario Draghi» (che deve essere anche diventato chef, presumiamo).

Gran finale alla Fontana di Trevi, dove i 20, di spalle come da tradizione, hanno lanciato una monetina all’indietro. Poi, a scenetta conclusa, Angela Merkel si è avvicinata al bordo della fontana, suscitando il panico generale: voleva forse ripetere le gesta felliniane di Anita Ekberg? No, con sollievo, gli altri 19 hanno constatato che la cancelliera voleva solo bagnarsi le mani. Qualcuno – più perfido – ha perfino temuto che intendesse recuperare le monetine.

Alla fine di questo circo, sfiniti (noi, non loro), osiamo supplicare: i prossimi G20 fateli online. Ci avete imposto per mesi lo smart working e la didattica a distanza? Fatene un po’ anche voi. State a casa vostra e accendete il computer per parlarvi e chattare coi colleghi. Tanto non decidete niente lo stesso, ma almeno ci risparmiamo il turismo politico di familiari e famigli, i resoconti vassalli della stampa di regime, e soprattutto i contribuenti di mezzo mondo non saranno chiamati un’altra volta a finanziare i vostri gruppi vacanze. Grazie in anticipo.

Da non perdere

Geopolitica

A Mosca altro plebiscito per Putin

Russia unita, sigla dello zar, vince le elezioni con il 58%: record di seggi (355) alla Duma. Gli 007 europei temono blitz del Cremlino sul suolo Nato. Oggi vertice Trump-Zelensky.

Trump, l’accordo per la Groenlandia gela l’Europa
Geopolitica

Trump, l’accordo per la Groenlandia gela l’Europa

Il presidente Usa chiude un’intesa con Copenaghen e Nuuk: a Washington il controllo della sicurezza, nessun altro Paese potrà avere basi sull’isola. Schiaffo alla Von de Leyen (la Commissione non commenta) che aveva annunciato 200 milioni d’investimenti in loco.

Droni Huthi in Arabia, colpito caccia italiano
Mondo

Droni Huthi in Arabia, colpito caccia italiano

Un nostro Eurofighter danneggiato dal gruppo yemenita nella base saudita di Al Taif. Crosetto: «Non ci sono militari feriti». Ma chiede alla Kallas più contributi europei per la missione Aspides nel Mar Rosso. Trump: «Parliamo coi ribelli filo Iran».