Per un’Italia che è da sempre malata di calcio (il suo sport d’elezione, almeno nel cuore degli appassionati), il risultato è storico: per la prima volta, il tennis ha più tesserati del calcio. A dire la verità, il sorpasso risale al 2024, quando la Federazione italiana tennis e padel ha superato la Federazione italiana giuoco calcio: 1.162.477 iscritti contro 1.123.054.
Un distacco di circa 40mila unità che, nel 2025, si è già ampliato ulteriormente, con la Fitp salita a ben 1.254.153 tesserati.
A fornire questa istantanea il periodico report Monitoraggio Coni-Fns-Dsa, il censimento delle associazioni affiliate alle 48 Federazioni sportive nazionali. Il quadro generale, in questo senso, appare positivo: per il terzo anno consecutivo il numero complessivo dei tesserati in Italia è cresciuto, raggiungendo il record storico di 6.069.891, con un aumento del 7,7 % rispetto al 2023. Dietro le prime due Federazioni, che quasi lasciano il vuoto dietro di loro, la pallavolo con 359.797 iscritti, la pallacanestro con 320.769 e l’atletica con 292.599.
Come il tennis ha superato il calcio
Ridurre questo storico risultato all’effetto Sinner sarebbe una valutazione errata, fortemente limitativa. Come scrive Il Sole 24 Ore, che ha visionato il report, «le vittorie sono state il prodotto, e non la causa del cambiamento». Quando Angelo Binaghi prese la guida della Fitp nel 2001, la federazione contava appena 130mila iscritti.
La crescita ottenuta nell’arco di 25 anni è frutto di una semina mirata: trasformare i più grandi tornei italiani, dagli Internazionali di Roma alle Atp Finals di Torino, in fonti di ricavi da reinvestire nella base e nella formazione. Beh, il prodigioso raccolto è sotto gli occhi di tutti. Oggi i circoli affiliati hanno superato le 4mila unità, le scuole tennis e padel sono più di 2.500, i tecnici hanno raggiunto quota 14mila e gli ufficiali di gara le 10mila unità.
E il sorpasso non riguarda esclusivamente i numeri degli iscritti. Nel 2025, la Fitp ha superato la Figc anche sul fronte economico: il valore della produzione della federazione tennistica ha toccato i 240 milioni di euro, contro i 214 milioni del calcio, penalizzato dall’assenza di grandi competizioni internazionali durante l’anno.
Il riconoscimento del Coni
Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha commentato così il sorpasso memorabile del tennis sul calcio: «Complimenti al presidente Binaghi. Ho visto la chiusura del bilancio, ma anche il numero dei tesserati, che meritano tutta l’attenzione del Coni». Buonfiglio ha individuato due fattori chiave nella crescita: i campioni da emulare e la capacità organizzativa degli eventi. «Quando i ragazzi e le ragazze hanno qualcosa da emulare si genera questo effetto», ha spiegato, citando gli Internazionali di Roma e le Atp Finals come «due elementi che creano attenzione da parte dei giovanissimi».
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