Harry Kane vince il Pallone d’Oro 2026
Harry Kane (Ansa)

Alla fine ce l’ha fatta. Harry Kane ha vinto il Pallone d’Oro 2026. La 70ª edizione del premio più ambito del calcio va al centravanti del Bayern Monaco e dell’Inghilterra, al termine di una carriera costruita sulla costanza e su numeri da capogiro, ma che fino a questa notte (per varie peripezie degne di un’«Odissea calcistica») non aveva mai trovato il riconoscimento individuale più ambito.

Ora sì però, ed è ampiamente meritato. Il trofeo gli è stato consegnato da Ronaldo il Fenomeno, a Londra, in una serata che ha celebrato anche il dominio spagnolo contemporaneo nel calcio mondiale.

La notte in larga parte «spagnola» del Pallone d’Oro 2026

Prima che Kane salisse sul palco, la Spagna aveva già messo il proprio sigillo più volte sulla cerimonia. Luis de la Fuente, commissario tecnico della «Roja» laureatasi campione del mondo l’estate scorsa, ha ricevuto il premio di miglior allenatore, succedendo nell’albo d’oro al connazionale Luis Enrique. A sua volta Unai Simòn, portiere dell’Athletic Bilbao e pilastro della nazionale iberica, ha conquistato il riconoscimento per il miglior estremo difensore.

Il Barcellona fa incetta di premi

Poche storie, il club blaugrana è stato il grande protagonista nelle categorie «minori». L’astro del calcio mondiale Lamine Yamal ha vinto per il terzo anno consecutivo il trofeo «Raymond Kopa», riservato ai migliori talenti Under 21: un primato che racconta la precocità straordinaria dell’ala catalana. In campo femminile, il tecnico Pere Romeu ha ricevuto il premio come miglior allenatore: il 32enne spagnolo, alla guida del Barcellona femminile dall’estate 2024 dopo l’addio di Jonatan Giraldez, di cui era vice, ha guidato il club a un «quadruplete» storico, con campionato, Coppa di Spagna, Supercoppa di Spagna e Champions League. Sempre in ambito femminile, anche l’attaccante Vicky Lopez ha confermato il titolo conquistato l’anno precedente. Miglior club della stagione, invece, è stato invece il Paris Saint-Germain, vincitore della «coppa dalle grandi orecchie» per la seconda volta consecutiva sotto la guida del tecnico Luis Enrique.

Le parole di Harry Kane

Sul palco, il fuoriclasse inglese, vincitore del trofeo più atteso della serata, ha tenuto un discorso misurato e al tempo stesso molto sentito. «Ringrazio tutti per questo meraviglioso premio», ha dichiarato il centravanti. «Essere qui a Londra lo rende ancora più speciale. La determinazione e il duro lavoro sono importanti per raggiungere i traguardi». Poi un pensiero per Vincent Kompany, suo allenatore al Bayern Monaco: «Un grande abbraccio a Kompany in questo momento». Insomma, a 33 anni, il leader silenzioso del suo club e della nazionale inglese è riuscito a dimostrare che il duro lavoro e la pazienza pagano sempre. E così, alla fine, Harry Kane ce l’ha fatta. Meritatamente.

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