Sembravano risultati scontati, a pochi minuti dalla fine. In attesa solo del triplice fischio dell’arbitro a dare la conferma di quello che era già scritto, che già si sapeva. E invece no. Vale sempre la regola aurea del Trap: «Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco». Chi ama il calcio ha visto troppe rimonte inspiegabili, troppi stadi abbandonati anzitempo per una speranza venuta meno (per poi pentirsene amaramente a distanza di pochi minuti).
La partita di Champions di ieri sera (parliamo naturalmente di Roma-Real Madrid) è solo l’ultima di una serie di risultati che hanno talvolta riscritto la storia del calcio. La squadra capitolina è in vantaggio per 3-1 a sette minuti dal termine. La vittoria sembra ampiamente alla sua portata, nonostante cominci a palesarsi un calo fisico nei giocatori sempre più invalidante. Ma il Real è sempre il Real, soprattutto in Champions League. Poche storie.
Nell’arco di questi fatidici sette minuti (apparentemente un’inezia) il miracolo è compiuto: Espì, Endrick e Rüdiger ribaltano il tabellino e beffano i Giallorossi sul più bello. Tre gol su calcio d’angolo, certo, eppure tre gol decisivi.
Manchester United-Bayern Monaco (1999)
Un match che ha cambiato senza dubbio il corso della storia del calcio è la finale di Champions League del 1999. Si scontrano due titani: da un lato, il Manchester United di Sir Alex Ferguson; dall’altra, il Bayern Monaco di Ottmar Hitzfeld. A quell’epoca, il leggendario allenatore scozzese era ben lontano dalla fama che si guadagnò a fine carriera (quella, forse, di miglior allenatore di tutti i tempi). Aveva trovato la quadra con i Red Devils, sì, ma mancava ancora la «coppa dalle grandi orecchie», quella che regala gloria imperitura a chi riesce a sollevarla.
Nella prima frazione di gioco, i bavaresi vanno in vantaggio con Mario Basler. Lo United reagisce, ma non trova il pareggio. Sembra tutto già scritto fino al 91’ quando, nei minuti di recupero, Terry Sheringham manda in rete un tiro sporco di Ryan Giggs. Il caso vuole che fosse sempre su calcio d’angolo.
Gli uomini di Ferguson sono galvanizzati, i tedeschi totalmente inibiti. E dopo due minuti, la rimonta è completata. Altro corner, Sheringham prolunga a al centravanti norvegese Solskjaer che la mette dentro. Lo United trionfa e completa così il Triplete (vincendo campionato, coppa nazionale e Champions League nella stessa stagione).
Il resto della storia lo conoscono tutti gli appassionati di calcio: i Red Devils continueranno a collezionare titoli inglesi e vinceranno un’altra «coppa dalle grandi orecchie». Fino al ritiro di Ferguson, nel 2013, che coincide sostanzialmente (a parte una breve parentesi di gloria con Mourinho) alla fine del Manchester United come potenza calcistica mondiale.
Deportivo-Milan (2004)
Sarebbe stata una stagione strana, quella del 2003-04. Una stagione davvero speciale. Grecia vincitrice degli Europei, Valencia campione in Spagna, Werder Brema in Germania. E Porto vincitore della Champions (in una finale inedita contro il Monaco).
Nei quarti di finale di quest’ultima competizione, il Milan campione in carica e ricca di giocatori straordinari quali Maldini, Pirlo, Kakà, Shevchenko, Seedorf e tanti altri affronta il Deportivo La Coruña, che all’epoca era un’ottima squadra ma comunque nettamente inferiore ai Rossoneri. All’andata, peraltro, il Milan aveva rifilato alla squadra galiziana un sonoro 4-1.
Ma il ritorno si rivela surreale. Gli spagnoli sembrano posseduti, animati da una specie di «demone del pallone» che li fa correre il doppio, con una qualità sopraffina dei suoi palleggiatori e finalizzatori. E ribaltano il risultato con un perentorio 4-0, eliminando la squadra più forte del mondo.
Liverpool-Milan (2005)
Un’altra celebre rimonta è sicuramente quella della finale di Champions League 2004-05, Milan Liverpool. A Istanbul, in una serata tanto cara ai cugini interisti, i Rossoneri giocano un primo tempo di qualità assoluta. Lo chiude in vantaggio per 3-0. Il Liverpool di Rafa Benitez, che partiva nettamente sfavorito fin dal fischio d’inizio, pare già sconfitto. I tifosi del Millan preparano la grande festa, certi di avere il trofeo in pugno.
Ma il destino ha in serbo per loro uno scherzo beffardo: gli inglesi reagiscono con orgoglio e acciuffano il pareggio in appena 6 minuti con Gerrard, Šmicer e Xabi Alonso. Il Milan reagisce, domina, crea occasioni da gol una dopo l’altra. Quella più clamorosa ai supplementari, dove il portiere Jerzy Dudek compie una doppia parata ai limiti dell’impossibile sul fuoriclasse Shevchenko. L’estremo difensore polacco veste i panni dell’eroe anche ai calci di rigore, regalando ai Reds un successo che poco più un’ora prima sembrava molto più che insperato.
La rimonta più illustre della storia del calcio
E chiudiamo con quella che forse è la rimonta più famosa di tutte, una partita un po’ più recente rispetto alle precedenti (salvo, naturalmente, Roma-Real Madrid). Siamo sempre in Champions League. Negli ottavi di finale, si affrontano il Barcellona e il Paris-Saint Germain. All’andata, i francesi annichiliscono i catalani con un 4-0. La qualificazione appare scontata, il ritorno una semplice formalità.
Ma ancora una volta, il dio del calcio opera silenzioso e infonde una carica straordinaria al Barcellona così come uno sgomento paralizzante al Psg. E così, la squadra di casa parte fortissima al Camp Nou, andando in vantaggio per 3-0. Nel secondo tempo, Cavani accorcia le distanze per i parigini. Sembra finita, oramai: servono ben tre gol ai catalani per qualificarsi e manca meno di mezz’ora al termine. Ma il micidiale tridente d’attacco Messi–Suarez–Neymar si attiva e dà spettacolo in campo.
Al minuto 88, Neymar realizza una punizione perfetta e poi trasforma un rigore al 91’. Sembra comunque fatta per i francesi, fino a quando, al 95’, Sergi Roberto si lancia su un pallone in area di rigore e lo mette in rete, mandando il Camp Nou in visibilio. Il risultato finale è 6-1. L’impossibile è divenuto realtà.
E poco importa se, al turno successivo, quel Barcellona fu eliminato dalla coraggiosa Roma di Eusebio di Francesco. Quella rimonta rimarrà per sempre nella storia. Così come l’amara sconfitta della Roma di Gasperini, ieri sera, la quale, tuttavia, può consolarsi di aver fatto sognare all’Italia di poter battere il Real Madrid di Josè Mourinho.