Nei prossimi anni gli Usa saranno al centro dello sport mondiale, ospitando tre eventi di portata planetaria: il Mondiale per Club nel 2025, la Coppa del Mondo nel 2026 e le Olimpiadi di Los Angeles nel 2028. E i numeri dicono che la Mls, spinta dall’effetto Messi, è in costante crescita economica stagione dopo stagione.
Nella nuova America pensata e voluta da Donald Trump, lo sport ha e avrà un ruolo di primaria importanza, sia per l’impatto significativo che può generare sull’economia nazionale, sia per continuare a far crescere il livello della cultura sportiva del Paese relativa ad alcune discipline che, per storia e tradizione non sono mai state tra le più popolari nel panorama sportivo a stelle strisce, come per esempio il calcio o, per dirla all’americana, il soccer.
Ecco quindi che dalla prossima estate a quella del 2028 gli Stati Uniti si candidano ad assumere la leadership globale, non solo del calcio, con l’organizzazione della prima edizione del Mondiale per Club Fifa nel 2025 e della Coppa del Mondo Fifa nel 2026, ma anche dello sport in generale nella sua espressione più importante e prestigiosa con le Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Una sorta di hub mondiale dello sport con tre eventi di portata planetaria che oltre a rappresentare momenti di grande spettacolo sportivo che saranno diffusi in tutto il mondo, avranno un impatto duraturo sull’economia americana, attirando investimenti, turismo e creando nuove opportunità lavorative. Il presidente Trump, che già nel corso del suo primo mandato aveva puntato forte sullo sport ottenendo dalla Fifa l’assegnazione del torneo iridato per nazionali del 2026, nella campagna elettorale sulla strada che lo ha riportato alla Casa Bianca, ha più volte sottolineato la volontà di far avere agli Stati Uniti un ruolo da protagonista nello sport mondiale. A sottolineare come sia stata decisiva la presenza del tycoon alla guida degli Usa per l’assegnazione del torneo è stato il presidente della Fifa, Gianni Infantino, che intervenendo all’assemblea generale annuale dell’International Football Association Board (Ifab), che stabilisce le leggi dello sport, ha dichiarato: ««Penso che sia assolutamente cruciale per il successo di una Coppa del Mondo avere uno stretto rapporto con il presidente. Stiamo organizzando una Coppa del Mondo per club quest’anno, la prima Coppa del Mondo per club Fifa in assoluto, con 32 squadre, negli Stati Uniti d’America. Stiamo organizzando una Coppa del Mondo l’anno prossimo negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. E non dimentichiamo che quando è avvenuta la gara per quella Coppa del Mondo, il presidente Trump era già presidente degli Stati Uniti». Sul tavolo, inoltre, c’è un fattore da non trascurare in questo delicato momento geopolitico in cui The Donald si sta attivando per raggiungere una risoluzione del conflitto in corso tra Ucraina e Russia. Dal febbraio 2022, ovvero dal momento in cui Mosca ha invaso Kiev, la Fifa ha provveduto all’esclusione da tutte le competizioni sportive dei club russi e della Nazionale russa. A tal proposito Infantino ha fatto sapere che nel caso in cui si raggiungesse una pace, la Fifa potrebbe riaprire le porte alla Federazione russa: «Non vediamo l’ora che tutti i Paesi del mondo possano giocare a calcio», ha detto Infantino al suo arrivo per .«Speriamo tutti che i colloqui di pace abbiano successo, perché penso che sia importante che li sosteniamo per il mondo, molto più che per il calcio, che abbiamo la pace. Se c’è un piccolo ruolo che il calcio può svolgere, una volta che la pace ci sarà, allora ovviamente, svolgeremo il nostro ruolo».
Il nuovo Mondiale per Club, al via il prossimo 14 giugno a Miami con il match inaugurale tra Al Ahly e Inter Miami (squadra in cui milita Lionel Messi), vedrà partecipare 32 squadre provenienti da tutto il mondo. A rappresentare l’Italia saranno Inter e Juventus. Si tratta di una sorta di antipasto, ma anche di una prova generale, in vista dell’appuntamento del 2026, quando la Coppa del Mondo tornerà negli Stati Uniti a distanza di 32 anni. L’ultima volta che si assegnò la «vecchia» Coppa Rimet negli States era il 1994. C’era l’Italia protagonista, guidata da Arrigo Sacchi in panchina e trascinata dai gol di Roberto Baggio in campo fino alla finalissima di Pasadena persa ai calci di rigore contro il Brasile, emozioni raccontate attraverso le telecronache di Bruno Pizzul che proprio oggi, all’età di 86 anni, ci ha lasciato. Proprio il Rose Bowl di Pasadena sarà uno degli 11 stadi in cui si giocheranno le partite del torneo. Il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, il Bank of America Stadium di Charlotte, il Paul Brown Stadium di Cincinnati, l’Hard Rock Stadium di Miami, il Nissan Stadium di Nashville, il Camping World Stadium di Orlando, il Lincoln Financial Field di Philadelphia, il Lumen Field di Seattle, l’Audi Field di Washington e il MetLife Stadium a East Rutherford nel New Jersey dove si disputerà la finale del 13 luglio. Sarà il modo per testare le città, le infrastrutture e la logistica in ottica del Mondiale del 2026 che gli Stati Uniti ospiteranno insieme a Canada e Messico.
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