- Il presidente del Coni, intervenuto ieri alla Triennale di Milano in occasione della presentazione del report Your Next Milano 2026, esalta il modello sportivo italiano dopo il record di medaglie superato a Milano-Cortina 2026. «Siamo condannati a vincere», dice Buonfiglio, rivendicando l’impatto economico, sociale e internazionale dei Giochi.
- Gli azzurri hanno eclissato i trionfi di Lillehammer, con ori in discipline prestigiose come lo sci alpino. Ma una fetta (statistica) dei meriti si deve anche all’allargamento della kermesse a gare «creative».
Lo speciale contiene due articoli.
Il record di Lillehammer è già alle spalle. Nel giro di poco più di una settimana l’Italia ha riscritto la propria storia olimpica, superando il primato di medaglie conquistato nel 1994 e trasformando Milano-Cortina 2026 in un palcoscenico tricolore. È su questa scia di successi che il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio, intervenuto ieri alla Triennale di Milano in occasione della presentazione del report Your Next Milano 2026, ha rivendicato dal palco il valore sistemico dello sport italiano.
«Sono 110.000 società sportive, ha un prodotto interno lordo dell’1,5%, e le aziende che si occupano di sport esportano 4 miliardi e 800 milioni di lire», ha ricordato, per sottolineare che lo sport «è un’attività che già di per sé produce attività economica». Non solo competizione, dunque, ma filiera produttiva, occupazione, indotto.
Per Buonfiglio, tuttavia, il punto è ancora più ampio: «Lo sport è un veicolo che può promuovere il turismo, sicuramente, con i grandi eventi. Può produrre miglioramento alla città che realizza impiantistica sportiva, può produrre innanzitutto benessere». E ancora: «Se fai una vita sana si vive meglio, si ricorre meno ai farmaci, si sta più in compagnia con gli altri, quindi un fattore sociale».
Alle Olimpiadi, ha spiegato, «tutti questi fattori sono alla massima potenza». Ha parlato di «sei località, una più bella dell’altra», citando Anterselva, Tesero, Livigno, Bormio, Milano e Cortina d’Ampezzo, come simboli di un’Olimpiade «diffusa» capace di portare «l’attenzione di 2 miliardi e 8, 3 miliardi di persone», mostrando «immagini stupende del nostro territorio».
Un risultato organizzativo che il presidente del Coni ha attribuito anche al «contributo determinante del governo e delle istituzioni locali», ringraziando «le regioni, il comune di Milano e il governo», perché «altrimenti non ci saremmo riusciti». «È stata una sfida fantastica e di questo ne siamo tutti orgogliosi». Ma, ha aggiunto, «tutto questo non avrebbe avuto la risonanza che ha se non avessimo vinto fino adesso». La chiave è la vittoria: «Si segue quello che è vincente e quindi noi continuiamo a dire che siamo condannati a vincere. Perché se non vinci non sei protagonista, se non sei protagonista non produci l’effetto trainante di un modello vincente».
Dopo i successi di Tokyo 2020 e di Parigi 2024, Buonfiglio vede nello slancio di Milano-Cortina la conferma di «un modello vincente», capace di reggere anche «alle Olimpiadi in casa nostra, dove è più difficile vincere per le pressioni che hai». Da qui l’orgoglio «delle nostre atlete, dei nostri atleti, degli staff tecnici, dei Presidenti federali, dei gruppi sportivi e militari, della preparazione olimpica del Coni», perché, ha concluso, «insieme si vince e siamo un bel esempio nel mondo».
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