- Concentrazione, gestione delle emozioni e obiettivi chiari: allenare la mente diventa fondamentale quanto allenare il corpo. Michele Surian, nel libro Mental training per sportivi – Strategie e abilità mentali per la performance atletica, spiega come trasformare la mente in alleato della performance.
- Sempre più atleti di élite si affidano al mental coach per gestire ansia, pressione e motivazione. Dall’oro olimpico Marcell Jacobs a grandi campioni del recente passato come Roger Federer, Federica Pellegrini e Serena Williams, allenare la mente è diventato fondamentale per trasformare talento e preparazione fisica in risultati concreti.
Lo speciale contiene due articoli.
Non basta allenare i muscoli. Chi fa sport, sia amatoriale sia agonistico, e desidera ottenere risultati concreti ma a un certo punto con ce la fa più, lo sa: il limite non è fisico, è mentale. Saper gestire ansia, emozioni e concentrazione e fissare obiettivi chiari e realistici, può fare la differenza tra un buon allenamento e uno mediocre, tra una performance vincente e una deludente sconfitta. Ma anche, più banalmente, un semplice allenamento di uno sportivo medio che pratica corsa outdoor, tanto per citare un esempio, e che a un certo punto si trova a fare i conti con la routine dell’allenamento e fatica a trovare dentro se stesso la giusta motivazione per non mollare. È lì, nei meandri della mente che si gioca una partita decisiva e spesso invisibile. Ed è proprio qui che può diventare fondamentale il supporto di un allenatore o un trainer in grado di toccare le corde giuste nel momento in cui chiunque vorrebbe mollare. Ricordo, per esempio, quando praticavo calcio agonistico, avevo un allenatore che insisteva parecchio sulla parte fisica dell’allenamento ad alta intensità con veri circuiti da crossfit. Quando qualcuno del gruppo non ce la faceva più, arrivava puntuale la frase magica: «Ricordate: non è il vostro corpo che sta mollando, ma la vostra mente». E chiunque trovava le forze e le energie per completare l’esercizio.
A spiegarlo è Michele Surian, maestro di numerosi campioni del mondo, nel libro Mental training per sportivi – Strategie e abilità mentali per la performance atletica (Edizioni Lswr). «Le stesse leggi che regolano lo sviluppo delle capacità fisiche valgono anche per quelle mentali – scrive Surian –. Con ripetizione, carichi progressivi e pratica di qualità, è possibile far crescere l’atleta come un sistema integrato, dove mente e corpo, tecnica e tattica si influenzano a vicenda». Il volume di Surian, pubblicato nel 2021, oggi torna particolarmente attuale alla luce del periodo di grande fermento sportivo con le gare delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 in primo piano e le imprese che gli atleti ci stanno regalando ogni giorno, ma anche in concomitanza dell’imminente arrivo della primavera. Una stagione in cui molti decidono di iniziare – o riprendere – a fare attività fisica. Senza una strategia chiara, però, l’entusiasmo iniziale rischia di spegnersi in fretta. Ed è qui che il mental training può rappresentare uno strumento concreto per dare continuità e direzione ai propri obiettivi.
Concentrazione, controllo emotivo e gestione dello stress non sono doti innate: si costruiscono e si consolidano attraverso un percorso graduale. Come nel gesto tecnico, l’apprendimento mentale passa da una fase iniziale di comprensione, alla ripetizione corretta, fino all’automatizzazione. Solo così le competenze mentali diventano affidabili, pronte a emergere nei momenti decisivi della gara. «Chi pensa di ottenere subito risultati concreti con una tecnica mentale appena appresa – avverte Surian – rischia di restare deluso. Serve tempo, pratica e integrazione tra mente e corpo».
Al centro del mental training c’è il goal-setting, la capacità di stabilire e perseguire obiettivi specifici e misurabili. Obiettivi chiari danno una direzione alle azioni, permettono di valutare i progressi e mantengono alta la motivazione. Devono essere sfidanti ma realistici, aggiornati continuamente e suddivisi in tappe brevi, medie e lunghe. Per rendere efficace il processo, Surian suggerisce il modello SMARTER: ogni obiettivo deve essere Specifico, Misurabile, Accessibile, Realistico, Temporalmente definito, Emozionante e Registrato. Così si costruisce una mappa concreta dei propri progressi, con piccoli successi che alimentano fiducia e senso di autoefficacia. La strategia del goal-setting non si limita alla performance atletica: può migliorare la qualità della vita, lo studio, il lavoro e le relazioni. Obiettivi ben formulati aiutano a diventare più consapevoli e a crescere, senza trascurare equilibrio e valori personali. Concetti molto cari a Surian, che ha alle spalle una lunga esperienza maturata prima sul tatami e poi in palestra. Ex atleta della Nazionale italiana di kickboxing, campione europeo e nove volte campione italiano, oggi è professore di Scienze motorie e tecnico di IV livello europeo Coni, oltre che Maestro 7° dan, negli anni ha seguito e formato numerosi campioni del mondo, portando nel lavoro quotidiano con gli atleti non solo competenze tecniche, ma una visione che mette al centro la crescita mentale oltre a quella fisica.
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