La 110ª edizione scatterà l’8 maggio e si concluderà il 30 maggio nella Capitale. In programma 3.418,9 chilometri e 50.250 metri di dislivello. Omaggio a Michele Scarponi a dieci anni dalla morte e ritorno sulla salita del Friuli
Il Giro d’Italia si prepara a festeggiare la sua 110ª edizione con una partenza da Trieste, uno sconfinamento in Slovenia e il ritorno su una delle salite più temute del ciclismo. La Corsa Rosa del 2027 scatterà sabato 8 maggio dalla città giuliana e si concluderà domenica 30 maggio a Roma, per la quinta volta consecutiva. Il percorso presentato all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone della Capitale prevede 21 tappe, per un totale di 3.418,9 chilometri e soprattutto 50.250 metri di dislivello. Numeri che raccontano una corsa particolarmente impegnativa per gli uomini di classifica.
La scelta di Trieste per la Grande Partenza porterà subito il gruppo oltre i confini nazionali. La prima frazione partirà e si concluderà nella città friulana, ma nel mezzo attraverserà anche la Slovenia. Gli ultimi 40 chilometri presenteranno tre difficoltà altimetriche, un modo per rendere movimentato il debutto della corsa e mettere subito alla prova le gambe dei partecipanti.
Dalla Slovenia alle prime salite
La seconda tappa si svolgerà interamente in territorio sloveno, con partenza da Lubiana e arrivo a Capodistria. Il rientro in Italia avverrà nella terza frazione, da Cervignano del Friuli a Possagno: 163 chilometri su un tracciato definito insidioso.
Il primo appuntamento importante per la classifica generale arriverà invece alla quinta tappa. La partenza sarà da Filottrano, nelle Marche, e l’arrivo a Sarnano-Sassotetto. Soltanto 139 chilometri, ma con 3.300 metri di dislivello: una frazione breve e impegnativa, destinata a offrire indicazioni sulle ambizioni dei corridori più attesi.
La scelta di Filottrano ha anche un significato particolare. Il Giro renderà omaggio a Michele Scarponi, il campione marchigiano scomparso il 22 aprile 2017, a dieci anni dalla sua morte. Un passaggio che lega il percorso alla memoria di uno dei protagonisti più amati del ciclismo italiano.
Il ritorno sullo Zoncolan
Tra gli appuntamenti più attesi c’è anche il ritorno sul Monte Zoncolan. La montagna friulana sarà protagonista di una tappa con partenza da Pordenone e salita affrontata dal versante di Ovaro, quello che nel 2018 vide il successo di Chris Froome. Il Giro tornerà così su una delle ascese più impegnative della corsa, a sei anni dalla vittoria di Lorenzo Fortunato, che nel 2021 riuscì a imporsi su questa salita.
Il gran finale sarà ancora una volta a Roma, dove il gruppo arriverà il 30 maggio. Per la Capitale sarà la quinta conclusione consecutiva della Corsa Rosa e la nona in assoluto. Una continuità che Urbano Cairo, presidente di Rcs, ha definito una scelta importante, sottolineando il valore dell’arrivo nella città che negli ultimi anni è diventata il tradizionale palcoscenico dell’ultima giornata.
La 110ª edizione si svilupperà dunque tra Italia e Slovenia, con oltre 3.400 chilometri da affrontare e più di 50.000 metri di dislivello. Un percorso che, già dai primi appuntamenti annunciati, mette in evidenza salite, memoria e alcuni luoghi simbolo della storia del Giro.