Dimenticate i grandi nomi che hanno fatto la storia di Inter e Milan. Il «nuovo San Siro» si chiamerà Generali Stadium. L’impianto è stato svelato al Castello Sforzesco di Milano: il futuro stadio meneghino aprirà i cancelli nella stagione 2031-32.
Come sarà esteticamente il «nuovo San Siro»
Beh, le diversità saranno molte. Tanto per cominciare, niente più rettangolo: il Generali Stadium avrà una struttura ovale. La scelta più immediata agli occhi sarà la facciata esterna, disegnata dagli architetti Lord Norman Foster e David Manica con linee ondulate che scenderanno sui lati lunghi del campo e risaliranno in corrispondenza delle curve, raggiungendo oltre 60 metri nel punto più alto. A caratterizzare l’involucro esterno vi saranno 80 elementi a forma di diamante in membrana, ciascuno dotato di led interni per personalizzare i colori a seconda della squadra che giocherà in casa.
La capienza del «nuovo San Siro» prevede 71.500 posti. A livello pratico, le tribune inclinate di 37 gradi punteranno a riprodurre la sensazione di vicinanza al campo propria dell’attuale San Siro, accostata anche al celebre muro giallo del Borussia Dortmund. Il tetto, oltre a coprire l’anello, ospiterà 27mila metri quadri di pannelli fotovoltaici: l’obiettivo, in questo senso, è l’autosufficienza energetica. L’acustica è un altro punto di forza dichiarato per il futuro: il suono resterà all’interno del catino, uscendo solamente verso l’alto, con un effetto amplificazione del tifo molto difficile da replicare in strutture aperte.
Le voci contrarie: dagli ultras ai consiglieri comunali
Non tutti festeggiano. Anzi, non molti festeggiano. All’interno del Castello Sforzesco, infatti, durante la presentazione, si sono sentiti i potenti cori degli ultras dell’Inter: «Giù le mani dal nostro stadio. Luci a San Siro non le spegnerete mai». La curva del secondo anello verde aveva già preso posizione nelle settimane precedenti con un comunicato contro l’abbattimento dello storico stadio meneghino. Le contestazioni sono durate pochi minuti, è vero, eppure sono più che sufficienti a fotografare una frattura che somiglia quasi a una faglia sismica.
Non si tratta di una mera questione di tifo. Ambientalisti e tradizionalisti, in un tandem pressoché inedito, difendono San Siro come patrimonio storico, calcistico e architettonico di Milano. Sul piano politico, alcuni consiglieri comunali e presidenti di Municipio hanno criticato le modalità della presentazione, avvenuta in forma privata, e segnalato inoltre passaggi tecnici ancora aperti.
Ora, il cantiere non è ancora iniziato, e tra il progetto presentato e l’inaugurazione vi saranno ben cinque anni di lavori, iter burocratici e inevitabili incognite. Certo è che il Generali Stadium, adesso, vanta (almeno sulla carta) un nome e una forma: il percorso per costruirlo è appena cominciato.
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