Chi ha vissuto primavere sufficienti per veder sgambettare la nazionale Under 21 del gran maestro Cesare Maldini lo ricorderà: su quei successi e su quel gioco così italiano eppur così coordinato, si è sedimentato un immaginario fatto di cuore, pionierismo, tantissimo talento. Tra i portieri c’era il diciottenne Gigi Buffon, in difesa la coppia Nesta–Cannavaro, e poi Christian Panucci, Pippo Inzaghi, Francesco Totti, il piede magico, mai del tutto espresso, di Domenico Morfeo, e il dominio azzurrino negli anni Novanta puntellava la regola aurea del pallone: allestendo vivai frizzanti si ipoteca il futuro dei successivi vent’anni.
Ma non basta forgiare nidiate talentuose, occorre seguire con attenzione il passaggio di una giovane promessa dalle giovanili al calcio che conta. Qui entrano in gioco le società che, specie in Italia, hanno l’obbligo di osare di più su quel fronte. Lo testimoniano i recenti successi dell’Italia Under 17, Under 19 (tra un mese alla prova dell’Europeo di categoria), Under 20, non scordando che la Nazionale maggiore è campione d’Europa in carica. C’è un fil rouge che lega le compagini, il commissario tecnico dell’Under 17, Massimiliano Favo, lo identifica così: «È frutto del lavoro di tutti i tecnici del Club Italia, di tutta l’area scouting e del lavoro del nostro coordinatore, Maurizio Viscidi».
Ora non venga disperso il potenziale a disposizione. Sta ai blasoni della Serie A tracciare il percorso di crescita dei potenziali campioncini, facendo assaggiare loro spizzichi e bocconi di partite d’alto livello, mandandoli a farsi le ossa in prestito, cominciando pure ad aggregarli in prima squadra per percepirne atmosfera, gerarchie, tempi e metodi. Di potenziale ce n’è molto. I ragazzini di Favo, triturando il Portogallo 3-0 nella finale continentale di categoria a Cipro, hanno saggiato le capacità del milanista Francesco Camarda al di là delle acclamazioni di prammatica che celebrano i guizzi promettenti dei calciatori in erba. Il responso è unanime: per visione, piedi, fisicità, Camarda non è un Mastour qualsiasi. Poi c’è l’estro di Liberali, la velocità di movimento di Coletta, la tecnica di Emanuel e Cama.
Il 4-3-1-2 di Favo è pensato per esaltare le qualità degli atleti dal piede più educato, puntando ad avere tante pedine attorno al pallone in una densità di movimenti in cui il trequartista si abbassa a recuperare la sfera per poi dettare i tempi in fase di costruzione. C’è fluidità negli azzurrini trionfatori sui lusitani, un insieme di regole da osservare che non offuscano la libertà di assecondare l’inventiva e la necessità di adattarsi alla contingenza di gioco. Insomma, finalmente una squadra che non disperde gli spunti tecnici sull’altare del rigore ingessato. Tra un mese toccherà all’Under 19 di Bernardo Corradi provare a replicare il successo europeo già ottenuto l’anno scorso dagli omologhi di mister Alberto Bollini.
Val la pena soffermarsi su qualche nome destinato a essere protagonista in futuro. Partendo magari da quel Camarda che potrebbe rimpolpare i ranghi di un attacco italiano da tempo a digiuno di leoni d’area di rigore. Ascendenze siciliane, nato a Milano nel 2008, stazza circa 78 kg su una struttura di 185 cm. Ha le caratteristiche del numero 9 rifinito di tutto punto. Si sposta, sa rientrare sui piedi, accentrarsi e calciare di potenza. Arriva a Milanello col padre nel 2015, in questi giorni ha firmato un contratto di tre anni coi rossoneri, respingendo le sirene di Manchester United e Borussia Dortmund. Giocherà nella compagine Under 23, si aggregherà alla bisogna alla prima squadra in un progetto di crescita concordato con la società. È stato votato miglior giocatore del recente europeo Under 17, ha segnato 4 gol in 5 match, è abituato a confrontarsi con avversari anagraficamente più stagionati.
Il suo amico Mattia Liberali può seguirlo nelle prospettive di carriera in rossonero. Classe 2007, nato a Carate Brianza, a cavallo tra fascino discreto della borghesia cosmopolita meneghina e identità monzese, si applica come esterno destro ma non nasconde velleità da centrocampista offensivo centrale. Appena lo ha visto in campo, Billy Costacurta ha affermato: «Mi ha colpito, mi ricorda Foden», e lo ha detto in tempi non sospetti, vale a dire prima della vittoria all’Europeo e prima del gol rifilato agli inglesi nei quarti di finale del torneo: serpentina, doppio passo, intuito vigile, sinistro esplosivo per trafiggere il portiere avversario. Con la primavera del Milan allenata da Ignazio Abate, nella scorsa stagione ha disputato 39 gare, segnando 15 reti. L’ad del Diavolo, Giorgio Furlani, gli ha già offerto il contratto da professionista. Tra i ranghi rossoneri spicca anche il terzino sinistro Davide Bartesaghi, diciottenne, già impiegato in prima squadra da Stefano Pioli.
Tra i recenti giovanissimi trionfatori dell’Europeo non possono mancare i nomi di Federico Coletta e Lamine Ballo: il primo è un perno fisso della Primavera romanista, già blindato con un contratto da professionista, fantasista dal guizzo repentino che ha già scomodato l’ingombrante paragone con l’ottavo re dell’Urbe, Francesco Totti. Il secondo è di origine ivoriana, ha vissuto nel Piacentino e ora milita nelle giovanili dell’Inter. Terzino destro capace di incursioni vigorose, ha innescato lo spunto per il gol proprio di Coletta nel 2-0 dell’Italia di Favo sulla Polonia. «Sono anni che aspettavo di poter essere eleggibile per la Nazionale italiana e, quando è arrivata la convocazione, ho chiamato i miei genitori e ho fatto i salti di gioia: sono veramente orgoglioso di essere qui», ha dichiarato di recente. Tra i fanciulli interisti spicca pure Mattia Mosconi da Grosio, nel cuore della Valtellina, paese di 4.000 anime. Centravanti di 178 centimetri, sinistro naturale, sa giostrare la palla con entrambi i piedi, svariando sul fronte d’attacco come prima o seconda punta. Salta l’uomo con disinvoltura, mostra ancora qualche pecca nel gioco aereo poiché la mole non gargantuesca lo penalizza un pochino.
Segnatevi questi nomi. Sono solo alcuni di quelli da tenere d’occhio. E che le società nostrane ne abbiano a cuore il percorso.
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