Avs diventa l’acronimo di Attenti ai Vostri Santini: il caso di Ilaria Salis, con la figuraccia politica che ha prodotto e produrrà per Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, dimostra quanto sia pericoloso candidare alle elezioni personaggi che hanno raggiunto una certa popolarità per fatti indipendenti dalla politica, che non hanno una solida appartenenza a un partito, che portano in dote un certo quantitativo di consensi ma spesso e volentieri finiscono poi per arrecare grave danno di immagine alle forze politiche che credevano di sfruttarne la notorietà in termini elettorali. Alleanza verdi e sinistra si è dimostrata, in questi anni, un partito assai affascinato da questi cosiddetti «santini», e soprattutto quello che da questi stessi personaggi ha ricevuto i danni maggiori.
Prendiamo l’esempio più clamoroso, quello di Ilaria Salis. Sconosciuta militante di estrema sinistra, l’11 febbraio 2023 viene arrestata a Budapest dalla polizia ungherese perché accusata di aver partecipato al pestaggio di tre militanti di estrema destra. Nel dicembre 2023 le immagini della sua apparizione in tribunale a Budapest con le caviglie e i polsi incatenati scatenano un putiferio mediatico. Bonelli e Fratoianni sentono profumo di boom elettorale, e il 18 aprile 2024 arriva l’ufficialità: Ilaria Salis è candidata alle elezioni europee. L’obiettivo è farle ottenere l’immunità parlamentare. Ilaria corre nelle circoscrizioni Nord-occidentale e insulare e fa incetta di consensi: è prima in entrambe le circoscrizioni, con 126.147 voti nella prima e 50.407 nella seconda. È libera.
Poco più di due anni dopo, ecco il pasticcio: la Salis viene condannata dal tribunale di Milano, sezione Lavoro, per aver licenziato due collaboratori senza giusta causa. La notizia fa precipitare Avs nell’inferno mediatico e social: Nicola Fratoianni, gelido come un calippo al limone, commenta: «Per Alleanza verdi e sinistra il rispetto delle sentenze della magistratura, e a maggior ragione dei diritti dei lavoratori, è incrollabile. Ilaria Salis ha dichiarato che in appello è sicura di poter dimostrare le sue ragioni. Vedremo come andrà l’appello», aggiunge Fratoianni, «ma non c’è dubbio che per noi questo resta un punto fermo». La frittata è fatta.
I 176.000 voti che ha assicurato al partito sono stati pagati a caro prezzo: ogni volta che Bonelli e Fratoianni diranno mezza parola sui diritti dei lavoratori, tra l’altro bandiera ideologica della sinistra, verrà loro (giustamente) rinfacciato: «E allora la Salis?». Insieme a Ilaria, alle Europee, Avs candida pure un altro volto noto: Mimmo Lucano. Qui, più che a un santino, siamo di fronte a un santone: il leggendario sindaco di Riace, paesino di 1.800 abitanti in provincia di Reggio Calabria, celebre in tutto il mondo per i due bronzi e per il sindaco che ha creato un modello di accoglienza di migranti che ispira addirittura un cortometraggio di Wim Wenders, Il volo. Volo che Lucano spicca alle Europee 2024, candidato da Avs come capolista nella circoscrizione meridionale, e dietro la Salis in quella Nord occidentale e insulare. Anche in questo caso, è boom di preferenze: Lucano arriva primo della lista di Avs nella circoscrizione meridionale (76.787 voti), e dietro la Salis nelle altre due (45.983 e 25.788), contribuendo con Ilaria, in maniera determinante, al buon risultato nazionale di Avs (6,73%). Molti voti, ma anche in questo caso pure molti guai: dopo una serie di inchieste sul «sistema Riace», nel febbraio 2025 Lucano viene condannato in via definitiva a 18 mesi di reclusione, con pena sospesa, per falso: è stato trovato un documento falso nelle 57 delibere che gli sono state addebitate dall’accusa, sulla gestione dell’accoglienza dei migranti a Riace. Va anche detto che la stessa Cassazione rende definitive le assoluzioni per diversi altri reati contestati a Lucano. Il «santone» è contento, ma una condanna, tra le tante accuse, resta.
Il «padre di tutti i santini» di Avs è però senza dubbio Aboubakar Soumahoro. Paladino della difesa dei braccianti, protagonista di battaglie mediatiche sul tema, non sfugge all’acume politico ed elettorale di Avs, che nel 2022 lo candida alle politiche e lo fa eleggere deputato. Nell’aprile 2024, la bufera: il gup del tribunale di Latina rinvia a giudizio la moglie di Soumahoro, Liliane Murekatete, e la suocera Marie Therese Mukamatsindo: secondo l’accusa avrebbero usato i soldi destinati all’accoglienza e all’inserimento dei migranti ospitati nei loro centri nel Comune di Sezze, in provincia di Latina, per alberghi, ristoranti, abbigliamenti di lusso e gioielli, mentre altri denari e li avrebbero dirottati su conti all’estero. La famosa foto di Soumahoro che entra in Parlamento con gli stivali di gomma sporchi di fango si ritorce contro di lui e contro Avs. Soumahoro fa pure l’offeso e dice addio al partito, che, a suo dire, non lo avrebbe difeso abbastanza. «Sono deluso per tutta la vicenda», commenta uno sconsolato Bonelli. La speranza è che i sinistrelli di Avs abbiano finalmente compreso che candidare personaggi noti ma che non sono cresciuti nel partito per raggranellare consensi è un’arma a doppio taglio: il santino aumenta la velocità in accelerazione, ma alla lunga può far fondere il motore.
A questo punto, facciamo mea culpa sulle critiche rivolte alla candidatura con tanto di elezione alla Camera di Elisabetta Piccolotti, moglie di Fratoianni: a differenza dei santini lei ha alle spalle una solida carriera politica, e Nicola oltretutto la conosce bene, insomma dovrebbe essere al riparo da sorprese.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >