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Elly Schlein (Ansa)

Nell’Italia alla rovescia vista da Matteo Lepore, sindaco di Bologna, molto vicino ai centri sociali e primo responsabile del disordine pubblico di questi giorni a seguito della morte del marocchino Abderrahim Fakir, anche i mulini a vento girano al contrario.

Il sindaco «Masaniello» o «Nerone», come in tanti lo chiamano dopo l’appello alla popolazione (violenta) a scendere in piazza, dice di sentirsi vicino solo a una delle due piazze, anche se lui è il sindaco pure dei violenti. E anzi, visto il suo pedigree politico, di sicuro tifa più per gli antagonisti. Figlio della Bologna bene, di professione politico, ha lavorato per la rossissima Lega Coop. Per il resto, ha sempre fatto lo stesso tragitto: casa-Pd, Pd-casa.

E allora, cosa pensa di lui il campo largo? Il Pd condanna le violenze con distinguo. Mentre Bologna brucia la sinistra sembra preoccuparsi soprattutto di proteggere la propria narrazione. I sindaci di sinistra si mettono tutti in fila indiana per difendere la scelta di Lepore di partecipare alla manifestazione e, 35 di loro, firmano pure una lettera per chiedere al governo di «rinunciare agli attacchi istituzionali». «Lepore ha condannato da subito quelle violenze», dicono i sindaci, «distinguendo la partecipazione democratica della città dall’azione di gruppi che hanno cercato e voluto trasformare il dolore in scontro». «Il sindaco si è assunto la responsabilità istituzionale», si legge nel testo, «di stare accanto alla famiglia di Fakir, di dare voce alla richiesta di verità e di contribuire a ricondurre il dolore e la tensione della comunità dentro un percorso democratico e rispettoso dello Stato di diritto». Il cordone sanitario rosso che si schiera a favore di Lepore è composto, tra gli altri, dai sindaci Stefano Lo Russo (Torino), Roberto Gualtieri (Roma), Silvia Salis (Genova), Beppe Sala (Milano), Sara Funaro (Firenze), Gaetano Manfredi (Napoli). Proprio quest’ultimo, ospite a Start su Sky Tg24, aggiunge: «Ha fatto bene Lepore a convocare l’assemblea della popolazione».

A difendere Lepore ci hanno pensato naturalmente anche i leader di Pd e M5s, Elly Schlein e Giuseppe Conte. «Vedo che il presidente del Consiglio considera grave quanto fatto dal sindaco Lepore», ha detto Schlein un’intervista al Foglio, «io non la penso così. Penso che Lepore abbia fatto ciò che dovrebbe fare un buon amministratore. Ha chiesto alla città un abbraccio alla famiglia. E ha scelto di dare un contributo per governare la frustrazione di una comunità, anziché lasciare quella frustrazione in balia degli antagonisti». Per la leader del Pd «se non ci fosse stata la piazza convocata dalle istituzioni, avremmo lasciato la frustrazione nelle mani dei violenti. La politica, dal mio punto di vista, deve combattere contro la violenza. E il sindaco ha cercato di governare quello smarrimento e di accertare la verità di quanto accaduto perché non accada mai più».

Conte, invece, vede una realtà tutta sua in un’intervista al Domani: «Lepore ha consentito alla comunità bolognese di poter manifestare pacificamente. Anzi, nonostante la presenza dei facinorosi in un’altra piazza, Lepore ha evitato che la guerriglia degenerasse».

Più o meno la stessa zolfa propinata dall’esimio Professore, Romano Prodi, padre nobile del Pd. «L’idea di far passare Bologna come una città divisa e violenta, è folle», dice in un’intervista al Quotidiano Nazionale. «Il sindaco sarebbe stato attaccato anche senza il presidio. E poi ricordiamoci che a Bologna ci sono state due manifestazioni, totalmente diverse e isolate tra di loro. I violenti hanno fatto una loro dimostrazione, che non c’entra nulla con la città». E fa lui stesso una domanda? «Chi ha messo a ferro e fuoco la città? Mi auguro che le identificazioni consentano al più presto di capire la matrice degli scontri». Insinuando forse che gli autori non siano stati gli antagonisti di sinistra, i collettivi, i centri sociali, come è, invece, palese a tutti.

Partito democratico, Movimento 5 stelle e Avs aspirano a governare insieme il Paese. Ma come pensano di garantire la sicurezza degli italiani se faticano persino a schierarsi senza riserve dalla parte degli agenti aggrediti?

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