Primarie, Pd sempre più in affanno

Ormai lo schema è chiaro: i riformisti dem non vogliono le primarie, il movimento 5 stelle invece spinge per andare al voto.

Il nodo della legge elettorale e l’ipotesi sabotaggio

Il timore dei primi, e la speranza dei secondi, è che possa vincere il presidente del Movimento, Giuseppe Conte. La necessità di scegliere un leader però, deriva dalla riforma della legge elettorale voluta dal governo e che aspetta di essere votata in Senato intorno a metà ottobre. Senza di questa, non ci sarebbe bisogno di indicare un premier e quindi nessuna necessità di fare primarie. Resterebbe tutto com’è.

Per questo tra i senatori dem serpeggia l’idea di organizzare un sabotaggio alla riforma che potrebbe avvenire grazie a qualche collega della maggioranza. D’altronde lo scenario è cambiato anche a destra e c’è più di qualcuno che mormora che sarebbe meglio restare con la legge attuale. A esprimersi apertamente a sinistra c’è Lorenzo Guerini che avrebbe detto: «Ma chi l’ha detto che passa questa legge elettorale?».

Le divisioni interne al PD: Schlein e Bonaccini

Intanto, on the record, la segretaria del Pd Elly Schlein continua a non dare indicazioni e a buttare acqua sul fuoco parlando di «dibattito inutile e dannoso». Ma al silenzio di Schlein si contrappongono le continue dichiarazioni del presidente del Pd Stefano Bonaccini che, dopo l’incommentabile scivolone sugli elettori di destra «che studiano poco», torna sul tema primarie.

«Evitiamo di farci del male, prima un patto e poi le primarie»: così a Repubblica all’indomani del commento dello scrittore Francesco Piccolo allo stesso quotidiano esprimendo la stessa preoccupazione. Per Bonaccini «è un rischio che va evitato in ogni modo, perché quelle che contano sono poi le secondarie, cioè la sfida con la destra alle elezioni politiche. Anche perché quattro anni fa le porte a Palazzo Chigi a Meloni gliel’hanno aperte le irresponsabili divisioni del centrosinistra, mentre le destre erano andata tutte unite. Costruire un programma insieme e siglare a monte un patto politico mi pare indispensabile anche per questo».

La posizione del M5s: la spinta di Silvestri e Pirondini

Opposta la visione dei 5 stelle. «Le primarie sono importanti e necessarie. Far partecipare le persone ai processi decisionali è una delle differenze sostanziali tra progressisti e conservatori. Non bisogna averne paura, ma andarne fieri», ha commentato Francesco Silvestri, deputato ed ex capogruppo del Movimento 5 Stelle, in un’intervista al Quotidiano Nazionale.

Per quanto riguarda le differenze interne alla coalizione spiega: «È chiaro che ci sono differenze tra i partiti. E il voto delle primarie traccerà il profilo delle sensibilità prevalenti dell’elettorato, di cui sarebbe sbagliato non tenere conto. Ma che serva un perimetro chiaro mi sembra importante».

Luca Pirondini, capogruppo 5 stelle al Senato, in un’intervista a Repubblica rincara: «Ho letto Piccolo. L’ho trovato stimolante ma non sono d’accordo nell’impostazione. Non dobbiamo aver paura di coinvolgere le persone e di farle scegliere. Anzi, sono convinto che gli elettori del campo progressista sarebbero indeboliti dall’imposizione di una persona scelta dai partiti. Le primarie saranno sicuramente uno sforzo ma anche la prova che si può far politica in maniera diversa».

Poi sottolinea: «Non deve esaurirsi l’ondata di partecipazione del referendum. Dobbiamo anzi coinvolgere tutti coloro che vogliono difendere la Carta dagli attacchi di Meloni e dei suoi sodali nostalgici. E lo dobbiamo fare saldando quella Alleanza per la Costituzione di cui ha parlato per primo Giuseppe Conte».

E circa un’eventuale vittoria di Schlein assicura: «Dal momento in cui decidiamo di partecipare in modo leale a una competizione, ne accettiamo le regole e le conseguenze. Inoltre, «la base dei 5 stelle ha sempre dimostrato lealtà».

L’ipotesi federatore: spunta Sigfrido Ranucci

E mentre si continua a discutere, si continua a parlare di una figura terza, di un federatore quando inaspettatamente arriva un nuovo nome papabile: e se fosse quello dell’ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci?

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