Anche se le 400 persone che abitavano nel palazzo sgomberato di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma sono state tutte ricollocate, gli ex occupanti di Spin Time non mollano la presa e, dopo aver bloccato per quasi un mese la strada di fronte accampandosi sul nastro d’asfalto, adesso puntano ai parcheggi adiacenti.
L’imperativo è quello di presidiare il palazzo, nella speranza, neanche tanto nascosta, che il Campidoglio compri davvero il palazzo e che tutto torni come prima.
Sette gazebo per mantenere vive le attività dello Spin Time
Intanto, durante una riunione con i rappresentanti di Roma Capitale gli ex occupanti hanno messo sul tavolo la richiesta di occupare i parcheggi di via Santa Croce in Gerusalemme con sette gazebo, da utilizzare per laboratori e sportelli di ascolto. Detto in parole povere, per mantenere aperte una parte delle attività che si svolgevano all’interno del palazzo occupato.
Il Campidoglio apre alle richieste degli ex occupanti
Come se non bastasse, gli attivisti hanno inoltre chiesto la chiusura della strada nei fine settimana, per proseguire il presidio nato nei giorni successivi allo sgombero, con eventi culturali, dibattiti e assemblee. Secondo quanto riferito dalla comunità di Spin Time ci sarebbe disponibilità da parte del Comune guidato dal dem Roberto Gualtieri su entrambe le richieste.
Non a caso, i toni della nota diffusa dagli ex occupanti sono trionfali: «È da poco terminato l’incontro con il comune di Roma che è stato collaborativo rispetto alla nostra richiesta di continuare il presidio. Non appena sarà confermata la richiesta dell’occupazione di suolo pubblico, monteremo 7 gazebo pavimentati sulle strisce blu davanti al palazzo.
In quei Gazebo vivrà Spin Time e vivranno le sue attività dal lunedì al venerdì, sicuramente fino a dopo il corteo nazionale del 19 settembre. Abbiamo inoltre predisposto la richiesta per occupare tutta la strada come è stato lo scorso mese per organizzare attività socio culturali per tutto il quartiere e mantenere alta l’attenzione».
Ma la chiosa finale è un capolavoro: «Attualmente Spin Time non ha un luogo ed è per questo che continueremo a prenderci la strada».
Eppure, nonostante i toni di sfida, dal Campidoglio non è uscita una parola per smentire o ridimensionare la ricostruzione degli occupanti.
Il Pd romano si schiera con Spin Time: «Saremo in piazza»
Del resto, secondo le ricostruzioni delle scorse ore, al tavolo con gli attivisti erano seduti l’assessore al patrimonio Tobia Zevi, l’assessore alle Politiche sociali Barbara Funari e alcuni esponenti della segreteria di Gualtieri. E il Pd, tramite una nota del segretario romano Enzo Foschi e del suo omologo dei Giovani democratici Jacopo Augenti ha già annunciato: «Il 19 settembre aderiamo e saremo in piazza al fianco degli abitanti e delle associazioni di Spin Time».
L’opposizione: «Un premio a chi ha occupato illegalmente»
L’opposizione però annuncia battaglia, a partire dal presidente della commissione Trasparenza del Campidoglio, Federico Rocca.
Per il consigliere di Fratelli d’Italia «ancora una volta sembra che siano gli ex occupanti a dettare tempi e condizioni e che il Campidoglio sia pronto ad assecondarne le richieste».
Poi l’esponente di Fdi aggiunge: «Occorre ricordare un principio molto semplice: né l’immobile sgomberato né la strada appartengono agli occupanti e non esiste alcun diritto acquisito a continuare a disporne».
Sulla stessa linea Lusia Regimenti, segretaria romana di Forza Italia che parla di «un incredibile premio agli occupanti, cioè a chi ha commesso un’illegalità occupando il palazzo ex Inpdap.
Il presidio fisso, inoltre, rappresenterebbe una forte e indebita pressione sulla società proprietaria del palazzo, che ha già manifestato la volontà di non vendere il palazzo al Comune».
La parlamentare leghista Simonetta Matone stigmatizza invece «l’arroganza del sindaco che autorizza il commercio in strada agli occupanti» che definisce senza mezzi termini «uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini romani che per lavorare pagano le tasse e rimangono con pochi spiccioli alla fine del mese».
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