Meno presenze alla Festa dell’Unità. La sinistra dà la colpa all’austerity

L’anno scorso l’avevano spacciata come una scelta per ritornare alle origini campestri.

«Piove governo ladro»: così la sinistra prova a spiegare il calo di presenze.

Quest’anno, invece, secondo il Pd bolognese, a ridimensionare la Festa dell’Unità saranno il meteo (probabilmente avverso), un drastico calo dei consumi (con un – 25% di cui solo i dem locali sembrano essere a conoscenza) e – ovviamente – il centrodestra, che in città «si è preso troppi spazi per parlare». Per dirla in breve un classico «piove governo ladro».

Non riesce a darsi una spiegazione, né a trovare una soluzione, il Partito democratico davanti al drastico calo di partecipazione alle Feste dell’Unità degli ultimi anni. Difficile digerire il fatto che anche le più goderecce tradizioni della sinistra, a furia di essere svuotate di senso, smettono di essere di richiamo.

Il caso Bologna: nuova location, addio a privati e concerti

A Bologna, per esempio, non solo si è passati dalla location storica del Parco Nord (30.000 metri quadrati attrezzati) al parco dedicato a Maurizio Cevenini (politico bolognese e già presidente del consiglio comunale che si tolse la vita l’8 maggio del 2012) che è poco più che un terreno brullo, piazzato nel bel mezzo di un quartiere periferico (Borgo Panigale) reso quasi irraggiungibile dai cantieri per il tram, ma si è rinunciato anche alla presenza dei privati che non animeranno più la kermesse di partito, non sono in programma concerti importanti e, infine, sono stati tagliati pure i dibattiti.

Anche nell’edizione 2026, infatti, a salire sul palco della Festa saranno esclusivamente politici pronti a darsi ragione l’un l’altro. «Abbiamo voluto valorizzare esponenti del nostro partito e del Campo largo. Questa destra si è già presa fin troppi spazi per parlare, perfino quelli istituzionali e pubblici» ha sostenuto il segretario del Pd bolognese Enrico Di Stasi.

Le giustificazioni dei Dem: la crisi dei consumi smentita dai dati

Secondo i democratici, però, tutto questo non ha nulla a che vedere con il calo di appeal e di entrate – stimato per quest’anno, dallo stesso Di Stasi «intorno al 10%» rispetto al milione di euro incassato nel 2025.

Piuttosto, per i dem, a remare contro è una «contrazione generale molto importante», così l’ha definita il responsabile della Festa provinciale, Lele Roveri, che ha portato «ad un calo del 25% dei consumi» e una «crisi pesante, di cui si parla poco». Più che poco, quasi nulla, considerato che, secondo le ultime stime del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Unioncamere, Bologna si piazza «al quarto posto assoluto nella classifica nazionale», con un «reddito pro-capite superiore del 14% rispetto alle altre province».

Tensioni nel Campo largo: lo scontro politico con Azione

Tornando al tema dibattiti: in vista delle amministrative e dopo le posizioni «forti» assunte dalla giunta Lepore (dal tram a tutti i costi alla città 30, dalle pipe gratis per fumare il crack alla vicenda Fakir) in ambito bolognese il Campo largo si è già definitivamente ristretto.

Azione è stata palesemente esclusa dagli invitati alla Festa e, in risposta, da parte del partito di Carlo Calenda, sono arrivate bordate pesanti: «Il Pd continua a dividere Bologna tra chi applaude Lepore e chi sarebbe di destra, un’affermazione culturalmente imbarazzante che rasenta il ridicolo», ha sentenziato il senatore di Azione, Marco Lombardo. «Non credo che ci saranno le condizioni per sostenere insieme il sindaco uscente», ha aggiunto il collega Matteo Richetti, parlando dal Meeting di Rimini.

Festa Nazionale a Reggio Emilia: l’incognita sul programma politico

Ma la vera perla arriva dalla Festa Nazionale che quest’anno si terrà all’Iren Green Park di Reggio Emilia (in zona Campovolo, presso l’Rcf Arena, quella gestita da una cordata partecipata dalle cooperative locali, dove doveva tenersi l’Hellwatt festival e il concerto di Kanye West, annullati poi all’ultimo momento).

Lì, dall’1 al 13 settembre è prevista l’edizione nazionale della Festa, ma mentre musica ed eventi sono già definiti, del programma politico non c’è traccia. Sul sito dedicato la sezione dibattiti si ferma al 31 di agosto e, interpellato sul tema dalla stampa locale, il segretario provinciale Pd, Massimo Gazza, ha ammesso di non sapere «nulla dell’organizzazione della kermesse nazionale», in quanto della faccenda, «se ne stanno occupando da Roma».

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