Alla sinistra piacciono gli sfollati solo se sono abusivi e magari immigrati. Gli altri possono attendere. In strada. In tenda. A casa di amici. Anche se sono terremotati. Come le ormai 4.000 persone vittima del bradisismo dei Campi Flegrei, in Campania, e che da settimane non hanno più un’abitazione. Nel dettaglio sono 3.900 quelli che hanno trovato autonoma sistemazione, appena 118 gli ospitati in strutture alberghiere e 50 sono state accolte nel Palatrincone.
La protesta sale ed è arrivata al Consiglio regionale campano, dove saldamente governa il campo largo, che non sa cosa fare. Roberto Fico, presidente della giunta campana, chiede una legge speciale. Lunedì il ministro Piantedosi sarà in zona per un vertice. Intanto non scatta la dichiarazione dello stato di emergenza, come chiesto dalle opposizioni. Inspiegabile. Persino il sindaco di Salerno, l’ex governatore Vincenzo De Luca, è dubbioso: «È importante che la Regione Campania abbia stanziato sette milioni di euro per aiuti e sostegno alle famiglie e alle attività. Ma non capisco perché la Regione non chieda lo stato d’emergenza, e solleciti invece l’approvazione di una legge speciale». Per il predecessore di Fico, «le due cose non sono alternative. Non capisco perché non si chiedano entrambe».
Cosa si aspetta? Anche perché a Roma, sempre il campo largo, è stato più veloce dell’umanoide che battuto il record mondiale di Bolt nel trovare una sistemazione a chi ha occupato per 13 anni uno stabile. Parliamo degli abusivi dello Spin time, il centro sociale in zona Esquilino, dichiarato inagibile per un principio d’incendio scoppiato a fine luglio. I magistrati hanno posto i sigilli e gli sfollati si sono riversati in strada. Roberto Gualtieri, l’uomo che varò il Superbonus nel governo Conte II, si è subito fatto in quattro, senza badare a spese, per dare una casa a chi viveva a sbafo dal 2013. In comunità, alberghi, nel salotto di qualche volontario. Ovunque. E così sono sparite tende e installazioni di in strada davanti allo stabile in via di Santa Croce in Gerusalemme. «Il traffico è stato riaperto e la viabilità è stata ripristinata. La strada è dunque nuovamente percorribile», ha fatto sapere il Campidoglio a inizio settimane. Tutti i 127 nuclei familiari hanno un tetto. Attenzione, però: non è finita. Via gli abusivi, restano gli attivisti a presidiare l’area dei parcheggi. «Abbiamo deciso di rimanere qui perché per noi è importante che questa comunità resista, non solo a livello ideale, ma proprio a livello fisico». Montati dunque i gazebo in cui verranno ricreate le attività che prima venivano svolte all’interno del palazzo. Il Comune in fondo è disponibile a concedere sette dehors e la chiusura della strada ogni sabato, fino alla grande manifestazione del 19 settembre per il diritto alla casa indetta dallo Spin time e che vedrà la partecipazione ovviamente di Pd e Giovani Democratici di Roma.
Il campo largo dunque tifa abusivi, lascia per strada le vittime del terremoto ma cerca se è possibile di fare dei soldi con gli immobili pubblici, in scia ad AirBnB. Basta andare a Firenze, dove la Procura ha aperto un fascicolo esplorativo, modello 45, senza ipotesi di reato né indagati, sulla gestione di 23 appartamenti di proprietà dell’Asp Montedomini finiti a società che gestiscono affitti brevi. L’inchiesta nasce da un esposto del comitato «Salviamo Firenze» e punta a ricostruire le procedure di assegnazione degli immobili, contestate per la scarsa pubblicizzazione dei bandi, i rilanci minimi alle aste e alcuni contratti registrati dopo l’introduzione dello stop agli affitti turistici.
Comune e vertici di Montedomini hanno sempre sostenuto che gli affidamenti siano avvenuti prima del blocco. Resta però da chiarire il caso dell’immobile di via Guelfa 81, per il quale è stato segnalato un «Cin» registrato prima del bando e in Consiglio comunale, il 4 settembre, si annunciano scintille con il sindaco Funaro.
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