Il Pd condanna pure la solidarietà per Roggero: «Tutta propaganda sulla sicurezza»
Chiara Braga (Ansa)

Al Nazareno e dintorni sono riusciti in un’impresa da primato: condannare persino la solidarietà umana. Per i professionisti del ditino alzato la sensibilità verso un uomo anziano che ha visto la morte in faccia rappresenta un attentato alla Costituzione.

Il buonismo, nel codice progressista, è ammesso solo se l’interessato possiede la tessera corretta.

Lancia in resta si è fiondata su Sky Tg24 Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera. Con il tono pedagogico della ditta, ha emesso la sua sentenza: la destra fa «una gara di propaganda sulla sicurezza». Ma la vera perla della sua analisi geopolitica è un’altra. Secondo la parlamentare dem, il centrodestra difende il gioielliere «nel tentativo anche di archiviare lo scivolone sulla legge elettorale».

Capito il nesso? Due morti per strada, una tragedia umana, la galera, e il Pd ci vede il complotto parlamentare per nascondere i risultati del voto. Non contenta, ha accusato la maggioranza di alimentare uno scontro «senza farsi remore di attaccare una istituzione di garanzia come il presidente della Repubblica».

Ma dove c’è una telecamera accesa non può mancare l’avvocato del popolo, l’uomo che sussurrava alle pochette: Giuseppe Conte. Il leader del M5s ha vergato su Facebook un post che è un trattato di sociologia criminale. Per Giuseppi, il governo fa «sciacallaggio». Per dimostrarlo, è andato a scovare negli archivi un episodio del 2005 in cui Roggero litigò con il fidanzato della figlia, brandendo una pistola.

Con logica sublime, Conte ha sentenziato: applicando i ragionamenti della destra, gli aggrediti di allora avrebbero potuto sparargli alle spalle? Un sillogismo perfetto, se non fosse che confonde una rissa familiare di vent’anni fa con una rapina a mano armata. Conte ammonisce severo: lo Stato deve garantire la sicurezza, «se non vogliamo che l’Italia diventi un Far West».

Immaginiamo il premier Meloni e il vice Salvini che distribuiscono stelle di latta ai passanti, invitandoli a duellare a mezzogiorno davanti al tabaccaio. A sostenere la richiesta di grazia, ieri, è stato invece anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa: «Chiunque è condannato accettando la condanna, come ha fatto Roggero andando in carcere, ha il diritto di sperare nella grazia. Come ha detto il suo avvocato, non è un problema immediato ma a medio termine. E credo non ci sia da stupirsi se Roggero chiede la grazia».

E mentre la grancassa principale suona la marcia del disarmo civile, dal coro si levano le voci dei solisti minori. Per la deputata Pd Michela Di Biase «si stanno sacrificando le istituzioni sull’altare della propaganda».

Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e fondatore di «Più Uno» è abituato a far quadrare i bilanci. Un po’ meno i sentimenti. Snocciola decreti sicurezza come fossero cartelle esattoriali: «Si moltiplicano reati, pene e divieti a ogni fatto di cronaca e i problemi restano lì». Infine, ecco Daniella Ruffino di Azione, che preferisce il parruccone del costituzionalista. Codice alla mano, bacchetta il ministro Nordio per aver ipotizzato la grazia: «È una prerogativa esclusiva del Colle, un fuor d’opera che poteva risparmiarsi».

La morale di questa commedia è antica. Davanti a un uomo che ha perso la testa dopo essere stato minacciato e rapinato, la destra risponde intercettando il dramma profondo di chi rischia la vita lavorando. La sinistra risponde con la burocrazia del politicamente corretto. Spiegano che è sbagliato provare compassione, ricordano l’articolo del Codice e fanno una lezione sui cowboy. Se questa è l’alternativa viene quasi la tentazione di comprarsi un cappello da sceriffo.

Da non perdere

M5s contro M5s sul ddl Caccia
Sinistra a pezzi

M5s contro M5s sul ddl Caccia

Conte presenta 1 milione di emendamenti (quanti alberi saranno abbattuti?) per frenare la riforma dell’attività venatoria, ma le Regioni guidate dai pentastellati sono favorevoli.

Sinistra contro i fiumi: uccidono i migranti
Sinistra a pezzi

Sinistra contro i fiumi: uccidono i migranti

All’ennesimo straniero morto nel fiume Elsa, i dem di Siena riconoscono che i migranti non hanno la stessa nostra cultura (almeno per quanto riguarda il nuoto ci sono arrivati). E, dunque, propongono maggiori divieti (scritti in che lingua?) e corsi di «educazione».