M5s contro M5s sul ddl Caccia
Giuseppe Conte e Roberto Fico

Un milione di emendamenti per bloccare la riforma della legge sulla caccia. È questa la strategia scelta dal Movimento 5 Stelle alla Camera, con un’azione di ostruzionismo senza precedenti contro un provvedimento che i pentastellati definiscono «una norma che mette in pericolo il patrimonio naturale del nostro Paese».

L’obiettivo dichiarato è rallentare o impedire l’approvazione del testo licenziato dal Senato. Ma proprio questa scelta apre un interrogativo politico: come si concilia una simile offensiva parlamentare con il via libera espresso pochi giorni prima dalla Conferenza delle Regioni? In commissione Agricoltura della Camera, infatti, è stato depositato il parere favorevole della Conferenza delle Regioni sulla riforma. Un documento approvato all’unanimità, come ha ricordato il presidente della commissione Politiche Agricole, Dario Bond, sottolineando che il voto favorevole ha coinvolto tutte le amministrazioni regionali, comprese quelle governate dal Movimento 5 Stelle, come la Campania guidata da Roberto Fico. Se le Regioni amministrate dai pentastellati hanno condiviso il parere favorevole sul testo, perché il partito in Parlamento arriva a depositare addirittura 1 milione di emendamenti per impedirne l’approvazione?

Una domanda che alimenta le accuse della maggioranza. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Agricoltura, Marco Cerreto, parla di «opposizione strumentale» e ricorda che la riforma nasce da un indirizzo parlamentare condiviso in passato da tutte le forze politiche. Secondo Cerreto, le opposizioni rifiutano oggi perfino di entrare nel merito di un testo che ha già ottenuto il parere favorevole della Conferenza delle Regioni e sul quale, nelle audizioni, anche soggetti come Federparchi e Ispra hanno avanzato proposte di miglioramento piuttosto che richieste di ritiro.

Il Movimento 5 Stelle rivendica invece la scelta dell’ostruzionismo come unico strumento per fermare una riforma considerata dannosa per l’ambiente. I pentastellati respingono anche le ironie sull’eventuale utilizzo dell’intelligenza artificiale per predisporre il milione di emendamenti, sostenendo che il lavoro è frutto di anni di elaborazione del gruppo legislativo. Tuttavia, se parliamo di ambiente, non si può non considerare che per stampare un milione di emendamenti bisognerà – stando ai calcoli della solita Intelligenza artificiale – abbattere fino a 3.000 alberi.

Nel frattempo, anche all’interno della stessa maggioranza emergono distinguo. Forza Italia ha presentato 14 emendamenti, firmati tra le altre da Rita Dalla Chiesa, Deborah Bergamini e Michela Brambilla, per restringere alcune norme sulla caccia, limitare i periodi di attività venatoria, tutelare maggiormente le spiagge e vietare richiami vivi e visori notturni. Una posizione che il M5s ha definito un «ripensamento tardivo», ricordando come il partito azzurro abbia sostenuto il provvedimento al Senato. Resta però il nodo politico che il Movimento dovrà spiegare: se le proprie amministrazioni regionali non hanno sollevato obiezioni nella Conferenza delle Regioni, arrivando ad approvare all’unanimità il parere favorevole sulla riforma, perché a Montecitorio il partito sceglie la linea del muro contro muro con un milione di emendamenti?

Una distanza tra livello territoriale e iniziativa parlamentare cui può rispondere, a questo punto, solo l’Intelligenza artificiale…

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