Fratoianni fa la predica sui rincari dal lido con gli ombrelloni a 80 euro
Nicola Fratoianni (Ansa)

Che cos’è un partito comunista senza il rispetto delle vecchie, care, tradizioni? Nell’Unione sovietica, i papaveri del Pcus andavano a trascorrere la villeggiatura estiva a Soci e negli altri paradisi del Mar Nero, utilizzando le dacie di Stato. Nicola Fratoianni, gioventù nella Fgci e poi iscritto dal 1992 alla federazione pisana di Rifondazione comunista, ieri mattina è andato a riflettere sul caro-vita e sull’Ilva di Taranto in una lussuosa spiaggia di Torre Lapillo, comune di Porto Cesareo, chiamata Togo Bay Beach.

L’ipocrisia di Nicola Fratoianni

Come un Briatore qualunque, il co-segretario di Avs si è concesso una giornata di relax tra palme, cocktail e mare caraibico. Interrotta solo dall’imperativo categorico di postare su Facebook una vibrante protesta per l’inflazione al 3,3%.

Ecco, partiamo dal post indignato. Ci stava anche, per carità, ma mentre sei spiaggiato come un cumenda in vacanza, con le bollicine in mano in un lido che chiede da 70 a 90 euro al giorno per un ombrellone e due lettini, il post avrebbe dovuto essere completamente ripensato. Per esempio, il compagno Fratoianni avrebbe potuto focalizzarsi sul caro ombrellone, come ha fatto il presidente della Puglia, Antonio Decaro, che a fine luglio ha lanciato il progetto «Mare democratico», con 56 tratti di costa gratuita in tutta la Regione e la realizzazione di diverse passerelle per accedere al mare.

Come il leader di Avs intende combattere i rincari

A ogni comune volenteroso Decaro, Pd, ex presidente dell’Anci, ha destinato fino a 50.000 euro. Un po’ demagogico, forse, e anche clientelare, pero così si fa se ci si intesta la battaglia politica contro i balneari avidi e «fascisti». Invece Fratoianni, che in serata è andato nella più pop Giovinazzo per la festa regionale del partito, ha preferito sdraiarsi al Togo Bay, da oltre quindici anni di proprietà della famiglia D’Amato, titolare di un avviato studio di progettazione edilizia e restauro, e in passato oggetto di una lunga disputa giudiziaria con il comune.

E qui, nella quiete operosa del Salento più bello, ha vergato: «Ad agosto l’inflazione schizza a +3,3%: la combinazione degli effetti delle guerre e della crisi climatica porta ad una spirale di speculazione e aumenti dei prezzi». Con la giusta ispirazione ha poi proseguito: «Il carrello della spesa invece che 100 ti costa 130 euro, tra settembre e dicembre le famiglie rischiano di pagare fino a mille euro di rincari, mentre benzina e diesel sono a ben oltre i 2 euro al litro. Gli stipendi invece sono fermi, immobili».

Quindi, l’immancabile attacco a Palazzo Chigi. «E in tutto ciò Meloni», ha lamentato il segretario, «pensa a festeggiare per la durata del suo governo e a come cambiare la legge elettorale per vincere anche se dovesse perdere». E la moralina finale? Non poteva mancare, eccola: «Sinceramente? Questo non è il comportamento di una patriota, ma quello della peggior politica italiana che pensa al potere e agli affari propri invece che al bene di lavoratori e famiglie. L’Italia e i suoi cittadini hanno bisogno di tutt’altro».

Perché la predica di Fratoianni è surreale

Ora, che i prezzi siano in rialzo da mesi, a cominciare da generi alimentari ed energia, è vero e nessuno lo nega. Così come gli stipendi bassi offerti dai datori di lavoro in Italia sono un problema che i giovani conoscono bene, ma che certo non è colpa del governo. Ma stigmatizzare dalla battigia davanti al Togo Bay Beach la presunta insensibilità altrui ai bisogni dei lavoratori è un po’ surreale. Fratoianni comunque è lo stesso politico che da anni si intesta ogni battaglia a favore di quel che resta del proletariato e del sottoproletariato, immigrati illegali compresi, e poi con la moglie gira su una Tesla del «fascistissimo» Elon Musk.

In ogni caso, proprio a Porto Cesareo, dall’estate del 2025 c’è un posto che avrà sicuramente meritato la visita del compagno Nicola. È la spiaggia attrezzata del progetto «Io posso», la quarta della provincia di Lecce, con accessi al mare speciali dedicati a chi ha disabilità motorie e malattie neuromuscolari. Per parafrasare un vecchio slogan dei no global, un altro mondo è possibile. Anche un’altra sinistra.

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