Il colmo per l’anticapitalista Bonelli: comprare azioni della big dei vaccini
Angelo Bonelli (Ansa)

Cinquant’anni fa Enrico Berlinguer denunciava le «distorsioni» del capitalismo. Da allora una parte della sinistra italiana continua a considerare il mercato più come un problema da correggere che come un’opportunità da cogliere. Ma poi c’è la vita di tutti i giorni, dove anche un leader verde può decidere di mettere i propri risparmi sul Nasdaq.

La polemica che ha investito Nicola Fratoianni, fotografato al Togo Bay, uno dei lidi più esclusivi del Salento, ha riaperto il tema delle differenze tra comportamenti privati e battaglie politiche, come ai tempi di Massimo D’Alema e della barca a vela da 18 metri Ikarus. Andare in uno stabilimento costoso è legittimo. E ascoltare poi le giustificazioni della moglie Elisabetta Piccolotti fa sorridere. Ma dopo il caso del leader di Sinistra italiana spunta una curiosità sull’altra metà della coppia alla guida di Alleanza Verdi e Sinistra, ovvero Angelo Bonelli. E questa volta non si parla di ombrelloni, ma di azioni.

Nella dichiarazione patrimoniale presentata alla Camera dopo l’elezione del 2022, Bonelli indicava 135.422 azioni Tiscali (il titolo poi ha perso valore) e 14.000 azioni della statunitense Inovio Pharmaceuticals. Il dato era già pubblico. Quello che non era mai stato chiarito era quando avesse deciso di investire sulla biotech americana. A spiegarlo è ora lo stesso Bonelli alla Verità: «2020, se non ricordo male».

Del resto, proprio nel 2020 Inovio fu una delle società sulle quali si concentrano le aspettative nella corsa mondiale al vaccino contro il Covid. Il suo candidato si chiamava INO-4800, un vaccino a Dna contro il coronavirus. Già il 23 gennaio 2020 la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations aveva annunciato finanziamenti fino a 9 milioni di dollari per accelerarne lo sviluppo. Arrivarono poi altri fondi, compresi quelli della Bill & Melinda Gates Foundation, mentre a giugno il Dipartimento della Difesa americano stanziò 71 milioni di dollari. La febbre del vaccino contagiò anche Wall Street. Inovio iniziò il 2020 attorno ai 3 dollari per azione e nel giro di pochi mesi la quotazione esplose. Il 26 giugno raggiunse 33,79 dollari, il massimo della stagione Covid: più di dieci volte i livelli di inizio anno. Una montagna russa alimentata dalle notizie sul vaccino e dalle speranze degli investitori.

Non c’è nulla di irregolare nell’investimento e il possesso dei titoli è stato dichiarato pubblicamente. Il paradosso è politico. Negli anni successivi Bonelli è diventato uno dei sostenitori della tassazione dei grandi patrimoni, ha attaccato le concentrazioni di ricchezza e ha parlato di «capitalismo malato». Durante la pandemia si schierò inoltre per la sospensione dei brevetti sui vaccini, sottolineando il peso dei finanziamenti pubblici alle aziende farmaceutiche. Intanto, nel 2020, aveva scelto di investire proprio in Inovio, una biotech che il mercato premiava per la sua corsa al vaccino anti-Covid. La scommessa, oltretutto, non si è rivelata fortunata. INO-4800 non è diventato uno dei vaccini protagonisti della campagna occidentale e, spenta l’euforia, il titolo ha cominciato una lunga discesa.

Dai 33,79 dollari del giugno 2020 Inovio arrivò, nelle vecchie quotazioni precedenti all’accorpamento, fino a circa 0,32 dollari nel novembre 2023. Nel gennaio 2024 la società ha effettuato così quello che viene chiamato un reverse split 1 a 12: dodici vecchie azioni furono accorpate in una sola nuova azione. Le 14.000 azioni sono diventate poco più di 1.160. È ancora Bonelli a fornire i numeri aggiornati: «Sono 1.163. Hanno fatto accorpamento 1/12. Ora sono 1.163 per un valore di 1.454 euro». Oggi, dunque, il controvalore è modesto rispetto alle fiammate speculative dell’epoca Covid. Insomma non arrivò alcun colpo di fortuna da piccolo capitalista. Bonelli fece piuttosto una scommessa finanziaria nel pieno della corsa al vaccino, mentre il mondo cercava una risposta al Covid e Wall Street premiava le biotech. Alla fine, anche chi critica il capitalismo, ogni tanto, sceglie di giocare secondo le sue regole. 

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