Coldiretti: «Giansanti in Europa svende gli agricoltori»
Il presidente del Copa e di Confagricoltura Massimiliano Giansanti (Imagoeconomica)

A volte ritornano, anzi non se ne sono mai andati, e sono gli alfieri del cibo ultraprocessato, dell’agricoltura destinata a produrre solo commodity che poi l’industria trasforma moltiplicando i profitti mentre chi suda il campo deve tacere.

Però è singolare che la mosca cocchiera di questo progetto di espropriazione del valore agricolo siano alcune delle organizzazioni riunite nel Copa, la sigla che dovrebbe difendere i contadini in Europa e che a quel che pare si occupa di moltiplicare le occasioni di profitto dell’industria. E diventa durissima al polemica di Coldiretti contro il Copa, che ha però come presidente Massimiliano Giansanti, che guida Confagricoltura.

È uno scontro antico: appena due anni fa il ministro per l’agricoltura e per la sovranità alimentare Francesco Lollobrigida dovette imbastire una mediazione tra Unionfood, la sigla che raggruppa i maggiori operatori agroindustriali italiani, Coldiretti e Confagricoltura con Filiera Italia, l’associazione dell’agroalimentare di qualità, osservatore per la guerra della dieta mediterranea.

La storia di «Mediterranea»

Era accaduto che Paolo Barilla, vicepresidente della multinazionale degli spaghetti, ma anche presidente di Union Food aveva lanciato “Mediterranea” un’associazione che – suggeriva la pubblicità – doveva servire a diffondere i valori della dieta mediterranea attraverso i prodotti industriali.

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – la rappresentanza delle aziende agricole latifondiste – era stato appena eletto presidente del Copa che riunisce circa 22 milioni tra aziende agricole e agricoltori europei ed è un interlocutore centrale per la Pac – anche con i voti di Coldiretti e la promozione di “Mediterranea” fu letta come la scorciatoia per fare fuori i piccoli coltivatori sancendo una comunanza d’interessi tra agricoltura estensiva e industria di trasformazione.

La pace fu siglata con la rinuncia di Unionfood e di Confagricoltura del progetto Mediterranea che però ora ritorna sotto mentite spoglie. Peraltro la maggior quota va appunto dei soldi Pac va ai grandi gruppi terrieri: la famiglia Al Nahyan, al potere negli Emirati Arabi Uniti, siccome ha comprato 400.000 ettari di terreno in Europa per garantire ad Abu Dhabi quella sicurezza alimentare che non è in cima ai pensieri di Ursula von der Leyen, si porta a casa con la Pac 71 milioni di euro dei contribuenti europei.

La proposta europea per la competitività dell’agroalimentare

Ebbene, la pax siglata da Lollobrigida, che chiamò a sè Barilla (Unionfood), Giansanti (Confagricoltura) ed Ettore Prandini (Coldiretti) è di nuovo saltata. La ragione? Attraverso il Copa – quindi la rappresentanza di tutti gli agricoltori europei – si sta finanziando un progetto che si chiama Food4all (cibo per tutti sarebbe, ma così non è) che – come si legge sul sito dedicato – è «la proposta di partenariato pubblico-privato promossa da Confagricoltura e Federalimentare–Cluster Agrifood per costruire, nell’ambito del programma europeo di ricerca e innovazione 2028-2034, uno strumento stabile dedicato alla competitività del sistema agroalimentare.

L’iniziativa, alla quale hanno aderito le due organizzazioni di rappresentanza europee Copa-Cogeca e FooDrinkEurope, riunisce imprese agricole e industriali, cooperative, piattaforme tecnologiche, imprese, università ed enti di ricerca, enti territoriali nonché confederazioni agricole nazionali e industrie alimentari nazionali».

Il debutto dovrebbe avvenire a Parma a maggio 2027 quando si tiene Cibus che è la fiera dell’industria agroalimentare. Di fronte a questa iniziativa, l’associazione presieduta da Prandini che ha come segretario generale Vincenzo Gesmundo che si sta spendendo moltissimo per frenare la corsa dei cibi ultraprocessati (se ne occupa nel numero in edicola anche Panorama ndr), ha emesso una nota durissima.

Si legge a firma Coldiretti: «Chi rappresenta oggi il Copa del presidente Massimiliano Giansanti? Gli agricoltori e gli allevatori che ogni giorno garantiscono la produzione di cibo in Europa oppure i grandi gruppi industriali e biotecnologici che puntano a sostituirli con cibi realizzati in laboratorio e prodotti ultraformulati? Il Copa non può trasformarsi periodicamente nella foglia di fico dietro cui nascondere gli interessi delle multinazionali. L’autorevolezza degli agricoltori europei non può essere utilizzata per sostenere modelli industriali che puntano a sostituire la produzione agricola e zootecnica tradizionale con prodotti realizzati in laboratorio».

L’attacco di Coldiretti a Giansanti

Ad accrescere la polemica è la posizione assunta dai vertici del Copa sulla condizionalità sociale nella futura Politica agricola comune. «Non è accettabile – sostiene Coldiretti – che un’organizzazione finanziata dagli agricoltori europei si batta per indebolire le tutele del lavoro nei campi e contemporaneamente metta strutture e risorse a disposizione di interessi industriali che rischiano di sottrarre reddito e futuro alle stesse imprese che dovrebbe rappresentare».

Coldiretti chiede che il Copa ritirare immediatamente il proprio sostegno a Food4All . «Non intendiamo assistere passivamente – concludono Prandini e Gesmundo – alla trasformazione del sindacato agricolo europeo in uno strumento al servizio di interessi estranei a quelli dei suoi associati».

Da non perdere

L’Europa è un salasso
Schiavi dell'Ue

L’Europa è un salasso

Incredibile uscita dell’ex premier e Commissario: «È molto complicato che un Paese vada frontalmente contro l’orientamento europeo. Telefonate in Ungheria per sapere com’è andata». Bella democrazia.