- Il fondo nazionale nel 2019 arriva a 114,4 miliardi per poi salire a 118 nel 2021. Servirà però un accordo Stato-Regioni per riorganizzare le spese e la rete dell’offerta ospedaliera. 26 miliardi destinati all’edilizia.
- Secondo la bozza in via di definizione, le società di calcio di Serie A e B che vogliono avere i proventi generati dai diritti tv dovranno avere i conti in ordine.
- Tra le novità dell’ultima legge di bilancio c’è n’è una che interessa le Regioni e le Province autonome.
- C’è anche la la norma sull’incentivo all’assunzione dell’innovation manager da tempo promessa dal governo.
- Chi non è più giovanissimo potrà chiedere fino a un massimo di 200.000 euro per aprire un’attività imprenditoriale nel Mezzogiorno.
Lo speciale contiene cinque articoli
Il testo della manovra è ormai approdato in Parlamento. Arriveranno emendamenti soprattutto sul tema delle pensioni d’oro, mentre il comparto sanità dovrebbe essere definito e non si attendono sorprese né agguati in Aula.
Come già annunciato dal ministro della Salute, Giulia Grillo, il fondo sanitario nazionale si attesterà a 114,4 miliardi rispetto ai 113 dell’anno corrente. Una cifra destinata a crescere nei prossimi anni. Il pacchetto verrà infatti incrementato di due miliardi per il 2019 e per l’anno 2021 di ulteriori 1,5. Per il taglio del ticket bisognerà aspettare il 2020. «Questi aumenti, però, sono subordinati, alla stipula entro il 31 gennaio 2019 di una specifica intesa in Stato Regioni», spiega quotidianosanità.it, «per il Patto per la salute 2019-2021 che contempli misure di programmazione e di miglioramento della qualità delle cure e dei servizi erogati e di efficientamento dei costi».
Si tratta di misure che riguardano la revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti al fine di promuovere maggiore equità nell’accesso alle cure. Il rispetto degli obblighi di programmazione a livello nazionale e regionale in coerenza con il processo di riorganizzazione delle reti strutturali dell’offerta ospedaliera e dell’assistenza territoriale, con particolare riferimento alla cronicità e alle liste d’attesa. Ma anche la valutazione dei fabbisogni del personale del servizio sanitario nazionale e riflessi sulla programmazione della formazione di base e specialistica e sulle necessità assunzionali, ricomprendendo l’aggiornamento del parametro di riferimento relativo al personale. Passano, infine, da 24 a 26 miliardi le risorse destinate all’edilizia sanitaria.
Anche in questo caso le parti in causa dovranno trovare un accordo per definire l’implementazione di infrastrutture e modelli organizzativi finalizzati alla realizzazione del sistema di interconnessione dei sistemi informativi del servizio sanitario che consentiranno di tracciare il percorso seguito dal paziente attraverso le strutture sanitarie e i diversi livelli assistenziali del territorio nazionale tenendo conto delle infrastrutture già disponibili nell’ambito del sistema tessera sanitaria e del fascicolo sanitario elettronico. Per il resto, si ingrandisce il menù della manovra da 37 miliardi e che comprende – come si evince nell’ultima versione – tutta una serie di misure, tra cui le più importanti il reddito di cittadinanza e l’introduzione della quota 100 per il superamento della riforma Fornero, per i quali la legge di bilancio istituisce due appositi fondi. Tali interventi arriveranno però in un secondo momento tramite provvedimenti ad hoc, probabilmente nei ddl collegati. Gli eventuali risparmi rispetto agli stanziamenti dei due fondi, potranno essere usati in compensazione, redistribuendo le risorse tra reddito e pensioni, ma si lascia la strada aperta anche ad un’altra destinazione delle risorse, a partire dal contenimento del deficit. Nell’ultima versione spunta il bonus per le assunzioni di giovani eccellenze.
L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro privati che, dal 1 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, assumono con contratto subordinato a tempo indeterminato laureati o dottori di ricerca, ed è concesso sotto forma di esonero dal versamento dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi e contributi Inail, per un periodo massimo di 12 mesi dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata. Il bonus è riconosciuto anche per assunzioni a tempo parziale, purché con contratto subordinato di tipo indeterminato e anche nei casi di trasformazione, avvenuta tra il 1 gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019, di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. Da segnalare infine la cabina di regia, Investitalia. Nata come entità alternativa per rafforzare il potere del Mef a discapito del ministero guidato da Danilo Toninelli, nell’ultima versione è diventata una nuova struttura con soli 25 milioni di dotazione e compito molto teorici da realizzare: dallo stimolo agli investimenti fino alla razionalizzaizone dei centri di spesa.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >