«L’ovaio policistico non c’entra nulla Il Dna parla chiaro: Khelif è uomo»
Mariano Bizzarri (Youtube)
Il dottor Mariano Bizzarri smentisce le balle sul sesso dell’algerino: «I cromosomi non mentono».

«Se taglio i testicoli, come si faceva una volta in caso di tumore della prostata, non è che il giorno dopo un uomo diventi donna. Rimane quello che è, con i suoi muscoli», esclama l’oncologo Mariano Bizzarri, professore di patologia clinica all’Università La Sapienza di Roma.

Indignato per le sciocchezze che sta sentendo su Imane Khelif, il pugile algerino contro il quale ha dovuto gareggiare la nostra azzurra Angela Carini, costringendola a ritirarsi, si dice trasecolato dopo aver letto l’intervento della bioeticista Silvia Camporesi sul Corriere della Sera. La professoressa ha affermato che la sindrome dell’ovaio policistico «può comportare anche iperandrogenismo, cioè una produzione di ormoni superiori a una ipotetica media femminile. Colpisce fra l’8 e il 13% delle donne. Sarebbero da escludere anche loro?».

Ha tratto queste conclusioni senza nulla sapere del pugile che ha fatto piangere e umiliare la Carini. «Da quello che leggo, è una persona con “variazioni delle caratteristiche del sesso” Vcs/Dsd […] Qui poi si tratta di condizioni naturali e produzione endogena, non doping», è stata la sua valutazione.

Quindi, Khelif sarebbe donna. «Niente affatto, è un maschio e lo dicono i cromosomi», protesta Bizzarri. Aggiunge: «Sbagliatissimo far riferimento a una sindrome complessa come quella dell’ovaio policistico, dove c’è un aumento intraovarico degli androgeni. Tutte le donne producono molto testosterone nell’ovaio, dove viene trasformato in estrogeno, mentre quando ci si trova in questa condizione manca l’elaborazione dell’ormone maschile e non si formano livelli di estrogeni adeguati. Le conseguenze sono assenza costante di ovulazione, mancanza del flusso mestruale, tendenza ad avere alterazioni anche metaboliche», elenca il professore.

Attenzione, il testosterone non trasformato rimane nell’ovaio, «non va in giro a gonfiare i muscoli. Non c’entra nulla con l’effetto virilizzante perché questo dipende dagli androgeni prodotti a livello del surrene», sottolinea Bizzarri. E nel caso del pugile algerino non si possono inventare collegamenti a sindromi di cui soffrirebbe pur di farlo passare donna.

«Ho letto bestialità del tipo che avrebbe la “patata”, ma il punto è che non ha le ovaie. Come si fa a parlare di sindrome dell’ovaio policistico?», tuona l’esperto. «È un uomo al quale hanno ridotto artatamente il testosterone», prosegue Bizzarri. «Non si ha la certezza che Khelif abbassi il livello con farmaci solo un paio di settimane prima di una gara», avanza come dubbio, ricordando però che «quello che il testosterone ha fatto nei periodi di sviluppo del corpo, con un’azione biologica su tutti i tessuti ed essenziale anche per conformare le reti neurali, non si cambia: è conforme a quello del sesso di appartenenza».

La professoressa Camporesi concludeva l’intervento affermando: «La questione è etica. Lo sport, come la società, deve cercare l’inclusione, non l’esclusione». Ma non c’entra nulla col mettere un uomo a tirare pugni a una donna.

Marco Rizzo ieri commentava con un post su X: «Il totalitarismo globalista e liberista vuole ribaltare il mondo». Anche Bizzarri crede che «il problema vero è che vogliono ribaltare l’ordine naturale delle cose, per il semplice motivo che non riescono più a capire il senso della realtà. Agiscono come coloro che vogliono abolire le forze gravitazionali».

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