Il Papilloma fa impennare il numero dei tumori al cavo orale e al collo
Quasi la metà delle neoplasie orofaringee è causata dal virus, che è sempre più trasmesso per via sessuale. La vaccinazione è l’arma di prevenzione più efficace, ma la copertura è ancora lontana da quella auspicata.

I tumori della testa e del collo rappresentano il 20% di tutti i tumori maligni nell’uomo e sono un gruppo di neoplasie che origina principalmente dalle cellule squamose dei tessuti di organi quali labbra, cavo orale, lingua, gola, laringe, faringe, cavità nasali e seni paranasali, ma anche da ghiandole salivari, tiroide, cute del viso e del collo, orbita. In Italia si stima che vi siano ogni anno circa 6.500 nuovi casi di tumori del cavo orale e della faringe e poco meno, circa 5.500, di tumori della laringe; i tumori della tiroide sono meno frequenti, più numerosi nella donna, e sono circa 1.000-1.500 nuovi casi all’anno. La sopravvivenza globale è migliore rispetto a quella di tumori di altre sedi, generalmente più aggressivi, con una media di guarigioni che va dal 50-60% a quasi il 90% per i tumori tiroidei.

Le cause del cancro

«Negli ultimi dieci anni i tumori orofaringei sono aumentati significativamente, soprattutto in relazione all’aumento di infezioni da Papilloma virus, responsabile, in Italia, del 40% dei casi, percentuale che sale al 85% negli Stati Uniti. Tuttavia ci aspettiamo un’ulteriore crescita di questi tumori legata al virus, che è sempre più trasmesso per via sessuale», spiega Giuseppe Spriano, responsabile otorinolaringoiatria dell’Irccs humanitas e docente di Humanitas University. Il professor Harald Zur Hausen, medico e professore emerito tedesco, vincitore del premio Nobel per la medicina nel 2008 per aver scoperto la correlazione tra virus e tumori: «Fino all’inizio di questo secolo quasi il 20% dell’incidenza globale del tumore è stata legata a vari tipi di infezioni, tra cui virus, batteri e parassiti. Oggi esistono crescenti evidenze che questa percentuale stia aumentando. Attualmente stiamo calcolando che fino al 50% di tutti i tumori ci sono alcuni collegamenti con eventi infettivi», afferma.

Il principale responsabile dei tumori del capo e collo è il virus del Papilloma umano (Hpv), un’infezione molto diffusa, trasmessa prevalentemente per via sessuale e nella maggior parte dei casi asintomatica. L’aumento dell’incidenza di questi tumori sta alla base dell’attuale disponibilità in Italia della vaccinazione anti-Hpv che viene effettuata non solo per le femmine (già dal 2008), ma dall’anno scorso anche per i maschi a partire dagli 11 anni di età.

«La vaccinazione oggi rappresenta l’arma di prevenzione più importante contro questi tumori, ma la copertura è ancora lontana da quella auspicata, soprattutto nei maschi che sono maggiormente colpiti dai tumori alla gola», afferma Spriano. «La riduzione d’incidenza legata all’immunizzazione della vaccinazione richiederà comunque decenni e solo dopo il 2060 potremo assistere ad una diminuzione di questi tumori».

Colpiti i giovani

I tumori della gola causati dall’Hpv si presentano in soggetti più giovani rispetto ai casi di tumore da fumo. Fortunatamente oggi, però, la possibilità di guarigione è più alta. Recentemente è stata pubblicata una importante metanalisi, cioè una valutazione di diversi studi pubblicati in letteratura medica, sull’efficacia della vaccinazione anti Hpv nel mondo in particolare occidentale e il suo impatto dopo circa 10 anni e dopo che 60 milioni di persone sono state studiate, sulla riduzione dei tumori del collo dell’utero, dell’ano e della tonsilla, tutti correlati con l’infezione da Hpv. Ebbene, non solo il vaccino è stato molto ben tollerato, come succede quasi sempre con i vaccini, ma c’è stata una riduzione significativa dell’insorgenza di nuove infezioni pretumorali o tumori veri e propri sia nel collo dell’utero, nell’ano, che nella tonsilla, dimostrando l’efficacia della vaccinazione nella riduzione di queste patologie oncologiche.

Va ricordato che anche con la vaccinazione contro l’epatite B, che è praticata ormai in tutto il mondo avanzato da anni, c’è stata una riduzione dei tumori del fegato, in particolare dell’epatocarcinoma, grazie a questa vaccinazione. In alcuni Paesi dell’Asia orientale, l’epatocarcinoma era in passato il tumore più frequente nei bambini proprio perché questi acquisivano l’infezione da epatite B durante il parto dalle madri infette: oggi l’epatocarcinoma dei bambini in queste aree è nettamente ridotto grazie al fatto che le loro mamme sono state vaccinate e quindi non hanno sviluppato l’infezione da epatite B e non l’hanno trasmessa ai loro bambini.

Infine, quando si parla di vaccini ci si riferisce prevalentemente o quasi sempre ai vaccini anti infettivi dei bambini, ma bisogna ricordare che i vaccini che danno risultati molto importanti sono anche quelli antitumorali, cioè quelli contro il papilloma virus e quelli contro il virus dell’epatite B che hanno dimostrato, in entrambi i casi, una riduzione netta di alcuni tumori grazie alla vaccinazione.

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