I tamponi escludono la variante killer. «Niente restrizioni, faremo controlli»
  • Orazio Schillaci se la prende con Pechino: «Pessima gestione del virus». Il premier: «Vaccini ai fragili, gli altri parlino con il loro medico».
  • L’Ue boccia i test negli aeroporti. Oms surreale: «Non discriminare». Roma insiste: «Occorre un piano europeo». Francia e Germania però prendono tempo.

Lo speciale comprende due articoli.

Guardia alta ma nessun allarmismo: il governo affronta la nuova ondata di Covid che sta affliggendo la Cina, e le ripercussioni del fenomeno in tutto il mondo, con provvedimenti di prevenzione ma senza esasperazioni.

«In caso di una nuova emergenza per i casi provenienti dalla Cina», dice in conferenza stampa Giorgia Meloni, «credo che la soluzione siano sempre i controlli, quindi tamponi e mascherine, ma il modello di privazione delle libertà conosciuto in passato non mi è parso così efficace e lo dimostra bene il caso cinese. Per il momento stiamo affrontando la questione in coerenza con quanto avevamo chiesto di fare in passato, come ad esempio il tampone per chi arriva dalla Cina, ma questa misura rischia di essere non efficace se non viene presa a livello europeo. Il ministro Schillaci», sottolinea la Meloni, «mi dice che i casi rilevati sono varianti Omicron già presenti in Italia e questo dovrebbe essere tranquillizzante. La situazione è quindi sotto controllo. Per quello che riguarda il futuro», aggiunge la Meloni, «ci muoviamo in base a quello che dovremo affrontare. Penso che la soluzione siano sempre i controlli e che continuino a essere utili tamponi e mascherine. L’idea è che si debba lavorare prioritariamente sulla responsabilità dei cittadini e non sulla coercizione. Penso a un osservatorio sul Covid». E i vaccini? «C’è una campagna che il governo sta facendo», argomenta la Meloni, «che invita alla vaccinazione soprattutto per gli anziani e fragili, sono quelli ai quali mi sento di fare l’invito più deciso. Per gli altri l’invito è quello di rivolgersi al proprio medico, noi stiamo invitando a procedere in questo senso».

Nel pomeriggio è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, a delineare un dettagliato quadro della situazione attraverso una informativa urgente al Senato: «Il problema Cina», sottolinea Schillaci, «oggi va affrontato con tempestività e coesione internazionale. Il timore principale è che, in un Stato con un’alta percentuale di non vaccinati, si possa generare la selezione di una nuova variante, molto più immunoevasiva e trasmissibile. Anche questo timore», aggiunge Schillaci, «va comunque affrontato razionalmente, rimanendo ancorati alle basi scientifiche, ed evitando interpretazioni affrettate e allarmistiche che potrebbero generare sfiducia e inutili paure nella popolazione. Il salto evolutivo da monitorare con attenzione sarebbe quello oltre i confini di Omicron, ma al momento questa rimane un’ipotesi non supportata da dati epidemiologici reali. Il quadro descritto che potrebbe determinare una situazione potenzialmente emergenziale a livello internazionale richiede anzitutto un costante monitoraggio. A tale proposito», argomenta il ministro, «ho provveduto a emanare una ordinanza che prevede l’obbligatorietà dell’effettuazione di un test in partenza o un tampone molecolare una volta arrivati in Italia, ai passeggeri dei voli provenienti dalla Cina, con un duplice obiettivo: monitorare l’introduzione di eventuali varianti al fine di identificare rapidamente varianti, sottovarianti o sottolignaggi attualmente non circolanti in Italia e diminuire, per quanto possibile, il carico di passeggeri in arrivo positivi ma non identificati». Il ministro è stato durissimo con Pechino: ha parlato di «un percorso tutt’altro che virtuoso, gestito attraverso una politica sanitaria sbagliata», basata solo sulle restrizioni. «Una lezione per l’intero pianeta su come non vada mai gestita un’epidemia».

Disposizioni rigide, dunque, per chi arriva dalla Cina: obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato a effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare, o, nelle 48 ore antecedenti, a un antigenico, con risultato negativo; obbligo di sottoporsi a un test antigenico al momento dell’arrivo in aeroporto, ovvero, qualora ciò non fosse possibile, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento; in caso di esito positivo del test antigenico, obbligo di sottoporsi a un test molecolare ai fini del successivo sequenziamento e a isolamento fiduciario nel rispetto della normativa vigente; obbligo di effettuare un ulteriore test antigenico o molecolare con esito negativo per porre termine al periodo di isolamento.

«Per quanto riguarda i passeggeri provenienti dalla Cina attraverso voli indiretti», avverte Schillaci, «che hanno fatto scalo in paesi dell’area Schengen, è necessario un raccordo in sede Ue per prendere una decisione comune che possa servire a limitare l’afflusso di persone positive dal Paese asiatico. Ho chiesto alla commissaria Ue per la Salute, Stella Kyriakides, e alla presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, la Repubblica Ceca, che tutti i Paesi membri adottino analoghi provvedimenti».

«Con la gestione Speranza», commenta il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama, «abbiamo contato ben 160.000 decessi, il maggior numero in Europa, e un abbattimento del Pil di 9 punti. Oggi premiamo il pragmatismo del governo Meloni, che segna un netto cambio di visione. Il sistema sanitario tiene. Agiamo seguendo il criterio di temporaneità del provvedimento. Non vogliamo diffondere terrore», sottolinea Zaffini, «ma analizzare dati».

Critico con il governo il senatore del Pd, Andrea Crisanti, microbiologo: «L’identificazione dei casi all’origine e il controllo all’arrivo sui voli provenienti dalla Cina», afferma Crisanti in Aula, «avranno un impatto praticamente trascurabile. I test antigenici, in condizione di elevata trasmissione, non hanno la sufficiente capacità predittiva negativa, cioè quella di identificare tutti i falsi negativi. Inoltre queste misure non intercettano i viaggiatori provenienti dalla Cina che effettuano scali intermedi». «Auspico», sottolinea la deputata di Fdi, Marta Schifone, membro della commissione Affari sociali alla Camera, «che questa situazione non venga strumentalizzata da nessuna forza politica. La salute dei cittadini deve essere interesse primario di tutti».



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