In tv violano il decreto sulle mascherine
  • Multe per strade mentre nessuno le indossa in diretta. Errori nel dpcm. E il Cts ammette: «Norme senza basi scientifiche»
  • Dopo aver perso tempo fino a ottobre sui bandi per le nuove terapie intensive, Walter Ricciardi e Francesco Boccia attaccano le autonomie: «Hanno dormito». Ma Stefano Bonaccini non ci sta: «Rivendichiamo il nostro ruolo». E Giuseppe Conte si eclissa

Lo speciale contiene due articoli

Il diavolo fa le pentole, non fa i coperchi, a volte però scrive i decreti del presidente del Consiglio dei ministri, i famigerati dpcm, e inserisce al loro interno un bug che può, potenzialmente, far saltare tutto. Oppure lancia delle campagne televisive per la rieducazione dei cittadini, violando quelle stesse norme che vengono sbandierate in diretta tv, lasciando negli italiani la spiacevole sensazione di essere vittime di una colossale presa per i fondelli.

Ma andiamo con ordine. Il decreto del 7 ottobre 2020, entrato in vigore ieri, che riguarda le «Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza». È il dpcm che rende obbligatorio portare sempre con noi la mascherina, e indossarla anche all’aperto, oltre che nei luoghi chiusi che non siano abitazioni private. Bene (anzi, molto male): leggendo il testo del dpcm, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, spunta una contraddizione che dal punto di vista normativo appare gigantesca e foriera di possibili ricorsi.

L’articolo 1, lettera b, recita così: «Al comma 2, dopo la lettera hh) è aggiunta la seguente: «hh -bis) obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, restando esclusi da detti obblighi: 1) i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva; 2) i bambini di età inferiore ai sei anni; 3) i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità». Lo riportiamo integralmente perché è molto importante leggerlo tutto. All’inizio, come vedete, a proposito delle mascherine, si parla di «possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo». Possibilità di prevederne l’obbligo, non certezza.

All’articolo 5, però, il concetto cambia: «Nelle more», si legge, «dell’adozione dei decreti del presidente del Cdm ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge n. 19 del 2020, e comunque non oltre il 15 ottobre 2020, continuano ad applicarsi le misure previste nel decreto del presidente del Cdm del 7 settembre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 settembre 2020, n. 222, nonché le ulteriori misure, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera hh – bis ), del decreto legge n. 19 del 2020, come introdotta dal presente decreto, dell’obbligo di avere sempre con sé un dispositivo di protezione delle vie respiratorie, nonché dell’obbligo di indossarlo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi (poi continua come all’art. 1, ndr)».

Notate qualcosa? A proposito delle mascherine, la «possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo» nei luoghi al chiuso e così via, come scritto nell’articolo 1, diventa «l’obbligo di indossarlo nei luoghi al chiuso» nell’articolo 5. Non è più una possibilità, ma una imposizione. Capirete bene che una tale contraddizione è, dal punto di vista sia formale che sostanziale, assolutamente allucinante. Un comportamento che ha la possibilità di essere obbligatorio è un concetto molto diverso da un obbligo vero e proprio. Quale dei due articoli del Dpcm è quello valido? Il primo, che parla di possibilità, o il quinto, che parla di obbligo? Non si sa: quello che è certo è che siamo di fronte a una difformità tra i due articoli dello stesso dpcm che rappresenta l’ennesima prova della confusione che caratterizza il governo, che sembra più impegnato a prorogare lo stato di emergenza che a varare provvedimenti chiari. Non solo, il paradosso è che mentre nelle città – la Milano di Beppe Sala in primis – si sono inaspriti i controlli e sono scattate le multe a tappeto per punire i cittadini privi di mascherine all’aperto, le stesse tv (a partire dai principali telegiornali) che stanno facendo le crociate per rieducare gli italiani al rispetto delle norme anti Covid, stanno violando bellamente l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione, come se gli studi televisivi fossero delle abitazioni private.

Ma c’è un altro spunto interessante di discussione e di ragionamento, rappresentato da un’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera da Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria e membro del Comitato tecnico scientifico. «L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto», dice Villani, «è un richiamo. Non importa se scientificamente ha senso oppure no. È un segnale di attenzione per noi stessi e per la comunità». Non importa se scientificamente ha senso oppure no, dice un esponente del Comitato tecnico scientifico, sull’uso della mascherina all’aperto. Sembra di vivere in un film di fantascienza. Ma se il Cts prende decisioni così impattanti sulla vita quotidiana, come l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, ammettendo che scientificamente queste decisioni non hanno senso, a che serve? A terrorizzare i cittadini? A mantenere in piedi il governo avallandone tutti i provvedimenti? Siamo, come è evidente, alla follia totale o alla malafede, e non si sa quale delle due ipotesi sia la più funesta.

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