Il commissario agli Affari interni svela: «Blinken mi ha detto che avremo problemi col fentanyl». Il fortissimo oppioide sintetico rende i tossici dei morti viventi e, negli Usa, ha causato una strage. Joe Biden ha lanciato un blitz in Messico. Da noi l’hanno già trovato a Viterbo.

Come La notte dei morti viventi, 28 giorni dopo, I morti non muoiono. Come un film dell’orrore. È questo lo spettacolo che osserveremo nelle città europee? Uomini trasformati in zombi? Corpi senza più mente, che si trascinando ciondolano, piegati in due, lo sguardo a terra, la pelle piagata?

L’allarme arriva dal Segretario di Stato americano, Antony Blinken. Negli Usa conoscono bene il problema. Negli ultimi anni, l’impennata del consumo di fentanyl, un oppioide sintetico fino a 300 volte più potente della morfina e 50 volte peggiore dell’eroina (con cui spesso è mischiato), ha riempito le strade delle metropoli di morti che camminano: Los Angeles, Nashville, San Francisco, Indianapolis, Detroit, New York, Boston, Denver, Phoenix, financo la capitale Washington. E chi non diventa uno zombi, muore.

Nel 2015, i decessi da abuso di questo farmaco, in teoria un antidolorifico, erano poco più di 9.500. L’anno dopo, erano diventati quasi 60.000. Nel 2021, erano saliti a 71.238. Ormai, sono circa 100.000. L’incremento percentuale di overdose per fentanyl è stato, su base annua, quello più consistente: dato un tasso medio del +21,5%, quello legato all’analgesico è arrivato al +69%. Solo pochi giorni fa, nella Grande Mela, un bimbo è morto all’asilo per aver inalato la polverina, nascosta sotto il materasso dove riposava. Per finire all’altro mondo basta poco: due milligrammi sono già un quantitativo letale. Nel 2022, l’agenzia antidroga statunitense, la Dea, ha sequestrato 379 milioni di dosi mortali dell’oppioide. E adesso la Casa Bianca ci avverte: la droga degli zombi inonderà il Vecchio continente.

L’ha rivelato pochi giorni fa a Politico il commissario Ue agli Affari interni, Ylva Johansson: «Quando ho parlato con il Segretario Blinken», ha riferito, «me l’ha messa così a proposito delle droghe sintetiche: o è un problema che avete, che non sapete di avere, oppure è un problema che avrete». La politica svedese ha aggiunto che in Europa c’è già «la capacità di produrre fentanyl». Abbiamo laboratori. Abbiamo i nostri Heisenberg – il chimico della serie cult Breaking bad – pronti a sintetizzare nuovi stupefacenti: nel 2021, sono stati smantellati 434 impianti. Immaginate quanti altri non sono stati scoperti. «Nel momento in cui decidessero di farlo», di fabbricare il fentanyl, «e ritenessero ci sia domanda, potranno partire molto rapidamente», ha concluso la Johansson. Secondo l’esponente della Commissione, le principali emergenze al momento restano la cannabis e la cocaina: la prima è la sostanza più utilizzata, la seconda è quella il cui consumo cresce a ritmo più alto. Ma proprio le «infrastrutture» a disposizione dei trafficanti in Europa rappresentano un segnale angosciante.

Noi possiamo produrlo autonomamente. Negli Usa, l’analgesico mortifero arriva dal Messico. E infatti il presidente, Joe Biden, ha appena promosso un’offensiva che ricorda la guerra alla droga degli anni Ottanta e Novanta, i tempi di Pablo Escobar o del cartello di Sinaloa. Washington ha più volte fatto appello – inutilmente – al leader del Paese confinante, Andrés Manuel Lopéz Obrador. Due anni fa, la crisi diplomatica toccò il suo apice con l’arresto, sul suolo americano, dell’ex ministro della Difesa, Salvador Cienfuegos, accusato di concorso in traffico di stupefacenti. Obrador reagì espellendo il personale della Dea. Alla fine, il ministro alla sbarra fu rispedito in patria. Ora, il Dipartimento Usa per la sicurezza nazionale ha reso pubblico un documento, dal quale si evince che, entro il 2025, inizierà un’operazione condotta «in modo aggressivo», per «combattere gli oppioidi illeciti». Squadre di agenti saranno spedite oltreconfine, allo scopo di sgominare le bande che agiscono per conto dei narcos.

Nel risiko criminale, peraltro, rientra anche la Cina. Secondo il presidente messicano, è da Pechino che arrivano i precursori chimici necessari per produrre il fentanyl. Il Dragone respinge le accuse e sostiene che tutte le spedizioni nel continente americano sono legali; una volta giunte a destinazione, spetta alle autorità locali impedirne impieghi dannosi.

Fatto sta che l’Europa deve preoccuparsi e studiare contromisure. Italia compresa. Una ventina di giorni fa, a Viterbo, la polizia ha sequestrato 78 grammi della sostanza che trasforma i tossici in morti viventi – se non li stronca. L’immobile in cui è stato rivenuto lo stupefacente era sia una centrale di spaccio sia un hub per la lavorazione della droga. La quantità confiscata sembra una bazzecola, a confronto dei chili di coca che ogni tanto spuntano nei quartieri malfamati delle città, o nei porti. Ma quel fentanyl bastava ad ammazzare 39.000 persone. Più di mezza Viterbo.

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