Maggioranza in stallo sulla manovra. Il maxiemendamento slitta ancora
Giorgia Meloni (Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)
Il testo, che sarebbe dovuto essere pronto giovedì, forse vedrà la luce oggi. Il 23 la legge di bilancio è attesa in aula alla Camera. Probabile luce verde per l’innalzamento della minima a 600 euro per gli over 75.

Slittano ancora i tempi dell’esame della legge di bilancio. Il maxiemendamento del governo, che sarebbe dovuto arrivare ieri pomeriggio, è ancora in fase di definizione, e quindi il suo approdo in commissione Bilancio alla Camera è stato rinviato a oggi. Il tempo stringe: «Gli emendamenti alla manovra del governo e dei relatori», ha spiegato ieri Roberto Pella, deputato di Forza Italia, uno dei relatori, «andranno di pari passo e sono attesi domani (oggi, ndr) in tarda mattinata, tra le 10 e le 14». I temi che verranno inseriti nel maxiemendamento, aggiunge Pella, riguardano «il Sud, norme giudiziarie, ma anche Superbonus e norme sulle società sportive, decontribuzione per i giovani, enti territoriali e imprese. Verrà convocato un ufficio di presidenza per definire il percorso dei lavori nel fine settimana e saranno avviate dalla maggioranza le trattative con tutti i singoli gruppi sugli emendamenti, con l’obiettivo di dare il via alle votazioni e arrivare al voto finale lunedì».

La manovra dovrebbe approdare il 23 dicembre in aula a Montecitorio e il 27 al Senato. Per quel che riguarda i versamenti delle società sportive, l’idea è di permettere di spalmare su cinque anni i debiti con il fisco delle società sportive, comprese le squadre di calcio.

Tra le modifiche alla legge di bilancio, sembra avere possibilità di entrare a far parte del maxiemendamento quella proposta da Forza Italia, che chiede l’aumento delle pensioni minime a 600 euro al mese per gli over 75. Discussione ancora in corso sulla rivalutazione al 100% degli assegni fino a 2.600 euro, che il testo originario della finanziaria prevede solo per gli importi sotto i 2.100. Resta ancora aperto il dossier riguardante Opzione donna.

Allo studio anche le decontribuzioni per le assunzioni dei giovani e la soglia entro la quale non si incorre in sanzioni nel caso di mancato uso del Pos, tra i nodi principali da sciogliere: molto probabile che si scenda a 30 euro.

Sul Superbonus, la commissione Bilancio del Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il governo a inserire nella legge di bilancio la proroga dal 25 novembre al 31 dicembre 2022 del termine per la presentazione della Cila (Comunicazione di inizio lavori asseverata) per poter continuare a usufruire del Superbonus al 110%. L’ordine del giorno, accolto dalla commissione con il parere favorevole del governo, ha come prima firmataria la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli. Sul reddito di cittadinanza, si va reso la riduzione dell’erogazione per gli occupabili da otto a sette mesi per il 2023, sforbiciata che consentirebbe di recuperare circa 200 milioni di euro.

Arriva inoltre lo stop ai versamenti fiscali nelle zone alluvionate delle Marche, colpite dal maltempo a metà settembre. Lo prevede una proposta emendativa alla manovra in cui si specifica che sono sospesi «i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle, scadenti nel periodo compreso tra il 15 settembre 2022 e il 15 settembre 2023». La norma precisa che «non si procede al rimborso di quanto già versato» e che i versamenti dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 ottobre 2023.

Infaticabile nel suo ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Bilancio alla Camera, la deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli, che ha svolto un ruolo di collegamento con il Mef e con tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, difende il lavoro di governo e maggioranza: «Bankitalia rivede a rialzo le stime sulla crescita dell’economia italiana. Per quanto si tratti di un momento congiunturale difficile», sottolinea la Lucaselli, «si tratta sicuramente di cifre che premiano il sistema Italia, e il patto tra imprese e lavoratori mai venuto meno. Nell’obiettivo del suo mantenimento si colloca il percorso della manovra economica. Taglio del cuneo fiscale, flat tax, aiuti alle famiglie e interventi sulle pensioni, oltre a una ingente quantità di risorse per contrastare il caro energia. Il governo», aggiunge la Lucaselli, «tutelerà la coesione sociale».

Polemiche le opposizioni: «Si continua a perdere tempo», dice Luigi Marattin, capogruppo del Terzo polo in commissione Bilancio alla Camera, al termine dell’ufficio di presidenza, «è stallo. Dal governo sono giunti solo titoli sui temi che saranno affrontati con il maximendamento. Si parlerà di politica industriale, sociale, Sud, giustizia. Non è stata fatta una cifra».

«Questo governo», attacca la capogruppo del M5s in commissione Bilancio alla Camera, Daniela Torto, «continua a calpestare il Parlamento. Non c’è traccia degli emendamenti di governo e relatori, che sarebbero dovuti arrivare oggi pomeriggio (ieri, ndr). Lo diciamo chiaro e tondo: non ce ne andremo da qui fin quando tali emendamenti non saranno arrivati e, altresì, non avremo avuto risposte puntuali sulle proposte presentate dal M5s Non è questo il modo di lavorare».

«Sull’esame della manovra», sottolineano il capogruppo del Pd in commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano, e quello di Alleanza Verdi-Sinistra, Marco Grimaldi, «non c’è accordo né sul metodo né sul merito e si rischia di non riuscire a discutere nemmeno gli emendamenti segnalati tanto da far sospettare che una parte del governo punti a non approvare nessuna modifica». Sobrio e signorile il commento di Carlo Calenda: «Questa manovra», dice il leader di Azione, «è uno schifo. È la manovra di Matteo Salvini, contiene solo i suoi provvedimenti, non ha un’idea di Paese ma contiene solo mance».

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