Le inchieste e i dissidi bloccano le nomine. All’ente dell’aviazione manca ancora il cda
  • Lite giallorossa sul Consiglio. E i pm svelano l’ultimo scandalo: dipendente infedele faceva passare da Fiumicino merci a rischio.
  • Le accuse di malaffare sono un’abitudine. Nel 2011 fu sfiorato anche Massimo D’Alema.
  • Il caso dell’aeroporto Franco Bordoni Bisleri di Bresso, dove da tempo si consuma una battaglia tra Enac e Aero Club Milano per la gestione dello scalo.

Lo speciale contiene tre articoli.

Tra le diverse società statali che aspettano ancora di essere rinnovate, tra cui Consip, Consap o il Gse, c’è l’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, un carrozzone statale di notevole importanza strategica, molto ambito dai partiti, perché ha il controllo e la vigilanza degli aeroporti italiani, li monitora e li gestisce. Enac controlla altresì l’idoneità degli operatori aerei e del personale di volo ma rilascia anche le autorizzazioni per gli aerei e le linee.

Ha potere pure sugli aeroporti più piccoli, dove impone spesso, tramite i propri consiglieri indicati, decisioni e scelte. Sarà anche per questo che molti piloti privati scappano dagli aeroporti perché dispendiosissimi, in quanto le società di gestione chiedono costi molto alti per mantenersi. All’estero è tutto molto semplice: costi contenuti e gestioni affidate a camere di commercio locali con vincolo di uso aeronautico delle aree. Da almeno 20 anni Enac è al centro di inchieste della magistratura. È una costante di ogni esecutivo dover a un certo punto imbattersi nella palude dell’aviazione civile.

A gennaio del 2019 l’ex ministro Danilo Toninelli era riuscito a scalzare Vito Riggio, plenipotenziario dell’ente dal 2003 al 2018, un record assoluto di rinnovi per questo democristiano siciliano del 1947. È arrivato così Nicola Zaccheo, laureato in fisica all’Università di Bari con un Mba all’University of California, professore stimato, molto amico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, tanto che si dice che i due si sentano di continuo durante il giorno. Eppure da mesi manca ancora il consiglio di amministrazione. Non a caso sulla pagina ufficiale su Internet i consiglieri sono solo due, Alfredo Pallone e Luisa Riccardi, nominati nel 2016, durante il governo di Matteo Renzi. In realtà dovrebbero essere quattro, ma i ritardi del governo Conte sulle nomine non hanno ancora permesso di nominarli. Del resto nelle partecipate si assiste da mesi a un tutti contro tutti: da una parte i 5 stelle e dall’altra le anime in guerra del centrosinistra, dal Pd, a Leu, fino a Italia viva. Ai tempi del primo governo Conte, quando la Lega era in maggioranza, la spartizione era a due partiti, un po’ più facile. Ora su ogni dossier ci si scontra più volte, anche perché le voci intorno al tavolo sono troppe. Basta prendere l’esempio della giornata di martedì 28 luglio, quando le capigruppo di Camera e Senato si sono incontrate per discutere le nuove presidenze e vicepresidenze.

Dopo ben tre incontri durante la giornata è stato tutto rinviato. Eppure Enac avrebbe bisogno di un consiglio di amministrazione funzionante. Perché ormai da anni l’ente che dovrebbe garantire anche la sicurezza nei nostri aeroporti è nel mirino della magistratura. Spesso sono indagini molto simili tra loro. Qualche dipendente infedele si accorda con alcuni imprenditori per gli appalti negli aeroporti. L’ultima in ordine di tempo è della scorsa settimana, firmata dalla procura di Civitavecchia. Qui Mario Mancino, classe 1951, nato a Napoli e residente a Fiumicino, avrebbe beneficiato negli anni di telepass gratuiti per lui e la figlia, gomme nuove per la Mercedes, assicurazioni, persino un nuovo climatizzatore per l’auto della moglie. Non solo. Mancino incassava anche carburante. A pagare sarebbero stati Mirco Cutini e Cristian Colucci della società Lp Industrial. I due avevano bisogno che un loro dipendente, Valerio Palmieri, avesse un lasciapassare per l’aeroporto, nonostante fosse stato condannato in passato. Non solo. Mancino si sarebbe adoperato anche per far lavorare l’azienda, in cambio dei regali. È stato arrestato insieme con altri quattro, con le accuse di corruzione, induzione indebita a dare e promettere utilità, falso. In pratica, negli anni, Mancino aveva costruito «una strutturata attività di mercimonio della propria funzione, con sviamento dei pubblici poteri a beneficio degli imprenditori dietro pagamento di regalie più o meno grandi». Lo hanno intercettato. E le aziende coinvolte erano interessate a far transitare valige di soldi ma anche materiali pericolosi per l’aeroporto. Ora bisogna attendere il processo.

Ma non è l’unica notizia delle ultime settimane ad aver interessato l’ente per l’aviazione civile. Il 14 luglio Enac è stata colpita da un attacco hacker. A quanto pare si è trattato di un ransomware, tipo di malware che rende inaccessibili i dati dei computer infettati e chiede il pagamento di un riscatto per ripristinarli. Sono una sorta di Trojan horse crittografici, hanno come unico scopo l’estorsione di denaro dopo aver reso il pc inutilizzabile e aver sottratto file. Enac ha precisato che «i dati contenuti nel sistemi informatici dell’Ente sono, in ogni caso, salvaguardati in un sistema di backup». A quanto sostengono dall’ente non sarebbero stati toccati nemmeno i dati sensibili che riguardano la Nato. Ma la questione ha creato non poche polemiche nell’ambiente, anche perché da troppo tempo diverse aziende statali finiscono sotto attacco di hacker, come l’Inps il primo aprile di quest’anno. In tutto questo manca ancora un consiglio di amministrazione, come sempre per dissidi della politica, che vuole piazzare le sue pedine. Ma più che per la lottizzazione, Enac dovrebbe essere strategico perché fondamentale per il futuro dell’aeronautica civile nel nostro Paese.


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