- Una legge del 2006 impone l’obbligo di risarcimenti in caso di strutture pubbliche inadeguate. Ma i giudici intervengono pochissime volte nonostante le migliaia di segnalazioni che giungono al Centro anti disparità.
«Siamo un esercito di dimenticati». Carmelo Comisi, fondatore del movimento Vita indipendente Sicilia e presidente dell’associazione Disability pride onlus: «Mancano le tutele anche perché la Convenzione Onu è totalmente disapplicata».
Lo speciale comprende due articoli.
L’estate di Marco (nome di fantasia) non è stata divertente. A 15 anni ha trascorso le vacanze chiuso in casa, perché nel suo quartiere non esistono parchi adatti a bambini come lui. Marco vive a Napoli, in zona Ponticelli, e dalla nascita è affetto da cerebropatia perinatale. Per farlo stare all’aria aperta i suoi genitori devono affrontare imprese impossibili tra marciapiedi inesistenti, locali inaccessibili e aree verdi che, per chiunque non abbia perfette abilità motorie, risultano pericolosi.
Eppure, come ha riportato nei giorni scorsi il Mattino di Napoli, «la municipalità non ha partecipato all’avviso pubblico regionale per l’acquisto di giochi destinati a minori con disabilità rivolto a tutti i Comuni della Campania». Sempre nella inclusiva città di Luigi De Magistris, due mesi fa, uno studente ha scattato una foto simbolo delle discriminazioni contro cui nessuno combatte: una ragazza in carrozzina imprigionata tra le auto parcheggiate, in pieno centro, lungo strade impervie e sconnesse.
Ancora. La settimana scorsa, sempre in quel di Napoli, un turista arrivato con la carrozzina elettrica, esclusivamente per ammirare la meravigliosa Villa Poppea, ha dovuto rinunciare alla visita perché il sito, famoso in tutto il mondo, è sprovvisto di un accesso per persone con disabilità motoria. Alla denuncia del turista il Parco archeologico di Pompei ha risposto da copione: «I lavori per la realizzazione di un percorso dedicato sono in fase di avvio».
Nel resto d’Italia le cose non vanno meglio. Aida è una bimba di 7 anni con una grave disabilità che le impedisce di muovere quasi tutti i muscoli. La piccola «si sente più libera e leggera solamente in acqua», ha spiegato in una lettera aperta il papà Tiziano, «perché lì il peso del corpo agisce meno e lei riesce a muoversi divertendosi tantissimo».
La bimba vive a Latina, vicinissima al mare, eppure, per lei come per tante altre persone disabili la spiaggia è praticamente irraggiungibile. Sul litorale laziale, infatti, nonostante le promesse delle amministrazioni, la maggior parte delle spiagge pubbliche non sono dotate delle passerelle di cemento che permettano alle carrozzelle di arrivare sul bagnasciuga. Un muro invisibile che impedisce l’accesso al mare a chi non può camminare.
Passando alla evoluta Toscana, per smuovere (forse) le coscienze della giunta fiorentina di Dario Nardella sul tema delle barriere architettoniche c’è voluta tutta la perseveranza e la tenacia di Andrea Mucci, blogger fiorentino di 19 anni, dal 2016 in lotta «Contro ogni barriera» con lo slogan #Mollaloscivolo. Dopo segnalazioni, denunce e reportage, lo scorso marzo, il ragazzo ha convinto alcuni assessori a salire in carrozzina e a seguirlo in un tour per le vie della città, per vedere, in diretta, che cosa si prova. Risultato? «Cercheremo sicuramente di migliorare», hanno garantito i referenti di Palazzo Vecchio.
«Non c’è giorno in cui un disabile non sia discriminato. Nell’accedere al trasporto pubblico, andare al bar per prendere un caffè, parcheggiare nei posti riservati, andare in vacanza, visitare un museo, sentirsi negare l’insegnante di sostegno. Eppure, esiste una legge che serve per tutelare le persone con disabilità, ma questa viene spesso ignorata».
A spiegare la situazione delle persone disabili nel nostro Paese è, tra gli altri, un articolo pubblicato dalla Fondazione Cesare Serono. La legge è la numero 67 del 2006, che porta il seguente titolo magniloquente: «Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni». La normativa espressamente prevede che davanti a discriminazioni comprovate il giudice possa stabilire il «risarcimento del danno, anche non patrimoniale, ordinare la cessazione del comportamento e adottare ogni altro provvedimento idoneo».
Secondo gli ultimi dati, però, in questi 13 anni, sono stati appena 64 i provvedimenti giudiziari emessi, quasi tutti relativi all’accessibilità dei luoghi pubblici. Di contro, invece, tra 2015 e il 2018, il Centro antidiscriminazione Franco Bomprezzi ha ricevuto oltre 3.000 segnalazioni, il 33% delle quali riguarda la scuola.
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