In vista del trilaterale Usa-Russia-Ucraina del 10-11 novembre ad Abu Dhabi, il presidente americano Donald Trump s’è detto fiducioso nella mediazione di suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner: «Ci sarà un accordo importante, che andrà oltre l’Ucraina e potrebbe coinvolgere l’intera Europa. Saranno tutti entusiasti».
Aveva appena incontrato l’inviato russo Kirill Dmitriev, mantenendo il riserbo. Kushner, reduce dal vertice fra europei, americani e ucraini al quartier generale della Nato di Bruxelles, dove si stabilivano i parametri di sicurezza internazionale da proporre ai russi, ha enumerato i «cinque obbiettivi» dei negoziati: «Consultazioni permanenti sulla sicurezza, canali affidabili di comunicazione nelle crisi, maggior trasparenza militare, misure reciproche per ridurre i rischi di escalation e un quadro stabile per la sicurezza europea nel lungo periodo».
Pare si stia quindi tenendo conto anche delle richieste russe sulle «radici profonde della guerra», come le ha sempre definite il presidente russo Vladimir Putin, ovvero il complessivo equilibrio di forze Russia-Nato in Europa e forse anche i decaduti trattati Inf sui missili a medio raggio e New Start sulle testate nucleari strategiche.
Le ipotesi su Ucraina e Russia (oltre Zelensky)
Se ne sta rendendo conto anche il segretario della Nato, l’olandese Mark Rutte, che ieri, per la prima volta, ha ammesso che «Trump fa bene a tenere buoni rapporti con Putin per evitare malintesi fra due potenze nucleari». Un certo moralismo, fuori luogo in geopolitica, pare quindi lasciar posto al pragmatismo.
E si guarda al dopoguerra. Per la ricostruzione dell’Ucraina, oltre alla Banca Mondiale, sta entrando in scena il fondo d’investimenti americano Blackrock, che partecipa ai vertici fiutando l’affare. Il presidente ucraino Volodymir Zelensky, evocando elezioni in caso di cessate il fuoco, ha suggerito di tenerle online per consentire ai soldati al fronte di votare.
Cbs News ha anticipato che la delegazione ucraina ad Abu Dhabi sarà guidata da Kyrylo Budanov, capo dell’ufficio presidenziale ed ex capo dei servizi segreti Hur, chiamato a impuntarsi sui territori. Ma l’Ucraina deve affrontare anche le indagini sulla rete di corruzione scoperta dalla polizia speciale Nabu.
Da intercettazioni telefoniche, s’ipotizzano contatti a scopo di tangenti fra il cartello russo-ucraino della droga Khimprom e la rete di negozi di cannabis U420, da un lato, e, dall’altro lato, l’ex-ministro degli Interni Ihor Klymenko, destituito lo scorso luglio, e il ministro della Salute Viktor Liashko, sospettato di voler intervenire sui divieti legali di alcune sostanze.
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