Procedono gli sviluppi giudiziari del terremoto bancario che ha colpito il Paraguay. L’ex presidente Santiago Peña è stato arrestato. Secondo quanto riferito da ABC Color, è stato trasferito da casa sua nel quartiere di Mbocayaty al Reggimento di scorta presidenziale.
La ragione ufficiale sarebbe legata a misure di sicurezza. Le manette sono scattate nell’ambito del caso di presunta violazione di fiducia e altri atti punibili per il caso del crac della Banca Ueno.
Alla guida del Paese, è subentrato Pedro Alliana, che ha prestato giuramento dopo che il Senato ha rimosso il suo predecessore dall’incarico.
Proteste e scontri davanti alla casa dell’ex presidente
Nella notte, centinaia di persone si sono radunate di fronte alla casa dell’ex presidente, per chiedere il suo trasferimento in carcere e manifestare il loro disaccordo con la decisione di concedergli gli arresti domiciliari.
Nel corso della protesta sono avvenuti lanci di sassi da parte di alcuni soggetti contro il cordone di agenti schierato all’ingresso dell’abitazione. Una pietra ha colpito al volto un ufficiale, e la polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni per disperdere la folla.
Le tappe della crisi in Paraguay
La crisi nel Paese è scoppiata dopo la clamorosa bancarotta di Ueno Bank, istituto a cui Peña era legato a doppio filo e sequestrato dalla Banca centrale. Ben tre milioni di correntisti si sono ritrovati con i conti congelati.
Migliaia di persone sono scese in strada, dichiarando di volere la testa dell’ex presidente, e il timore di un crollo dell’intero sistema finanziario paraguaiano ha spinto agli accessi tramite home banking o ai bancomat di un numero di utenti tale da mandare il sistema in tilt, costringendo altri istituti bancari a bloccare le operazioni.
Santiago Peña, isolato e al centro dello scandalo, ha presentato le sue dimissioni giovedì, ma il Parlamento non le ha accettate per poter proseguire con il giudizio politico.
Nel frattempo, sono iniziati i rimborsi ai correntisti di Ueno Bank. La prima fase riguarda i correntisti che soddisfano tre requisiti specifici: avere sul conto meno di 10 milioni di guaraní (circa 1.450 euro), non avere debiti con la banca e disporre di un’altra posizione presso un diverso istituto bancario o finanziario del Paese. Ogni ex cliente dovrebbe ricevere il denaro che gli spetta entro 24 ore dalla ricezione di una notifica via mail.