Wikipedia sotto attacco: la nuova frontiera della guerra cognitiva
(Getty Images)

Il Congresso Usa indaga sui tentativi di manipolazione straniera. L’esperto Pieguido Iezzi: «È come riscrivere la Bibbia».

Wikipedia, la più grande enciclopedia libera del web, è al centro di un’indagine avviata dal Congresso degli Stati Uniti. Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, dietro le modifiche a voci sensibili ci sarebbero tentativi coordinati da attori statali stranieri, con l’obiettivo di orientare la percezione dell’opinione pubblica americana.

Un terreno che non è più soltanto quello della disinformazione, ma che rientra a pieno titolo nella cosiddetta “guerra cognitiva”. A spiegarlo è Pierguido Iezzi, Cybersecurity Director di Maticmind, che all’Adnkronos ha commentato:

«Manipolare Wikipedia, per il ruolo che ha guadagnato nell’ecosistema digitale, è come riscrivere la Bibbia o un qualsiasi altro testo fondativo di una civiltà».

Non si tratta più di hackerare server o mandare in tilt infrastrutture critiche: il nuovo campo di battaglia è la mente. «Distorcere le informazioni consultabili su Wikipedia – prosegue Iezzi – non solo influenza nell’immediato la percezione pubblica, ma ha effetti che si riverberano in tutto il cyberspazio, perché l’enciclopedia libera è tra le fonti principali utilizzate per l’addestramento di numerosi sistemi di intelligenza artificiale».

Così, l’attacco diventa duplice: condiziona cittadini ed elettori da un lato, e plasma gli algoritmi che in futuro guideranno scelte, ricerche e perfino decisioni politiche dall’altro.

Per Iezzi la guerra cognitiva è «un caso emblematico di conflitto ibrido: non si mira più a distruggere, ma a colpire senza annientare, lanciando messaggi di deterrenza e testando la resilienza delle difese digitali».

Il confine tra cybercrime e hacktivismo si fa sempre più labile: entrambi possono operare come prolungamento indiretto di attori statali, spesso senza piena consapevolezza.

L’obiettivo ultimo non è solo tecnologico, ma sociale. «La vera posta in gioco – sottolinea l’esperto – è la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, fisiche e digitali». Interruzioni di servizi, violazioni percepite della privacy, la sensazione costante di una mercificazione dei dati personali: tutti fattori che minano la coesione, alimentano paura e sfiducia e diventano strumenti di pressione geopolitica, geoeconomica e persino militare.

Nella nuova competizione globale, la guerra cognitiva si afferma come arma strategica. Non si combatte con carri armati o missili, ma con parole, immagini e dati manipolati. Un conflitto invisibile, che non devasta infrastrutture ma la percezione stessa della realtà.

E Wikipedia, con il suo ruolo centrale nella diffusione e nell’elaborazione della conoscenza, si ritrova suo malgrado a essere una delle trincee decisive.

Il Comitato per il Controllo e la Riforma del Governo della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti (House Committee on Oversight and Accountability), che è il principale organo di vigilanza e investigazione della Camera, ha sottolineato in una lettera come Wikipedia abbia rilevante influenza non solo sui lettori, ma anche sui modelli di intelligenza artificiale, che spesso usano i contenuti enciclopedici come fonte.

Alcune reazioni — come quella del co-fondatore di Wikipedia, Larry Sanger — hanno accolto positivamente che il Congresso abbia aperto un’indagine sulla questione dell’editing pagato o influenzato da attori esterni.

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