estrazione oro africa
L'estrazione artigianale delle risorse minerarie rappresenta una delle principali fonti di ricchezza e di potere in diverse aree dell'Africa centrale (iStock)

I reduci della compagnia mercenaria russa Wagner avrebbero costruito nella Repubblica Centrafricana un sistema economico e militare fondato sull’estrazione dell’oro, sul controllo delle rotte commerciali e sul traffico di tramadolo.

Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, il principale centro di queste attività si troverebbe lungo il corso superiore del fiume Oubangui, in una zona difficilmente raggiungibile dalle autorità locali e ormai sottratta persino alla piena supervisione di Mosca.

Al centro del nuovo business c’è un analgesico oppioide normalmente utilizzato per attenuare dolori di intensità moderata o durante la convalescenza dopo un intervento chirurgico. Se consumato in quantità molto superiori a quelle terapeutiche, tuttavia, il tramadolo produce effetti stimolanti, riduce la percezione della fatica e può provocare una forte dipendenza. Per questo in diverse aree dell’Africa è conosciuto come la «cocaina dei poveri.

Gli operai impiegati nei giacimenti auriferi controllati da Wagner la utilizzano per sostenere turni prolungati, mentre i partecipanti alle manifestazioni favorevoli alla presenza russa ricorrono alle pillole per resistere alla fame e alla stanchezza. Anche i combattenti coinvolti nell’interminabile conflitto centrafricano ne assumono quantità elevate prima di entrare in azione.In condizioni normali, una dose terapeutica oscilla generalmente tra 50 e 100 milligrammi.

Nei mercati e nei negozi della Repubblica Centrafricana, invece, sono facilmente reperibili compresse da almeno 200 milligrammi. «Nei contesti bellici, il tramadolo viene assunto in dosi massicce», ha spiegato al Wall Street Journal Nathalia Dukhan, ricercatrice della Global Initiative Against Transnational Organized Crime, organizzazione con sede a Ginevra. «La paura svanisce e l’agitazione aumenta man mano che i combattenti entrano in una sorta di trance farmacologica». Il commercio illegale del farmaco avrebbe restituito risorse e capacità operative a ciò che resta di Wagner oggi Africa Corps, dopo la morte del fondatore Yevgeny Prigozhin, avvenuta nell’agosto 2023 nello schianto del suo aereo. Dopo la fallita ribellione contro i vertici militari russi, gran parte delle strutture internazionali della compagnia è stata assorbita dallo Stato russo. Nella Repubblica Centrafricana, però, il passaggio di consegne è risultato molto più complicato.

estrazione miniera oro africa
iStock

Lungo l’Oubangui sarebbero ancora presenti fino a 500 uomini legati alla vecchia organizzazione

Il controllo del traffico di tramadolo consente loro di finanziare le attività armate e, contemporaneamente, di proteggere gli interessi accumulati nel settore minerario e forestale. Secondo le valutazioni della Global Initiative, soltanto le esportazioni clandestine di oro garantirebbero alla rete circa 180 milioni di dollari ogni anno. La vendita dell’oppioide nella Repubblica Centrafricana e nei Paesi confinanti aggiungerebbe un’altra consistente fonte di guadagno. Un ex collaboratore della compagnia, oggi rifugiato in Europa, sostiene che l’influenza dei mercenari sia ormai estesa anche alle strutture incaricate di proteggere il potere politico. Il tramadolo verrebbe fornito a componenti della guardia presidenziale e agli Squali, una milizia giovanile che pattuglia armata le strade di Bangui ed è accusata di aggredire e intimidire gli oppositori.

Negli ultimi mesi, veterani di Wagner e formazioni alleate avrebbero ulteriormente consolidato il controllo delle vie utilizzate per trasportare le pillole dalla Repubblica Democratica del Congo. Una trasformazione significativa per un’organizzazione che, prima della scomparsa di Prigozhin, aveva fatto dell’intervento militare la propria principale moneta di scambio in Africa.

Per anni Wagner ha inviato uomini in Mali, Mozambico, Sudan e Repubblica Centrafricana, offrendo protezione a governi fragili o impegnati a contrastare rivolte armate. In cambio otteneva concessioni minerarie, accesso alle materie prime e una posizione privilegiata negli apparati statali.

Il Cremlino è riuscito a rilevare buona parte di questo sistema

A Bangui, invece, la distanza da Mosca e il profondo inserimento dei mercenari nelle istituzioni hanno ostacolato il completo assorbimento. La componente rimasta fedele alla vecchia compagnia sarebbe oggi guidata da Pavel Prigozhin, figlio del fondatore, che può contare sulle relazioni sviluppate dal gruppo all’interno dei servizi di sicurezza e delle Forze armate centrafricane.

La presenza russa nel Paese risale al 2018, quando il presidente Faustin-Archange Touadéra concluse un accordo con Wagner per contenere l’avanzata delle milizie ribelli. Equipaggiati con fuoristrada Toyota Land Cruiser e sostenuti da elicotteri da combattimento, i mercenari riuscirono in pochi mesi ad allontanare le formazioni che minacciavano Bangui. Da allora il loro peso è cresciuto fino a trasformarsi in un condizionamento diretto dello Stato.

milizia wagner africa
La milizia privata russa Wagner in Africa (Getty Images)

Secondo il Centro per gli studi strategici sull’Africa, istituto sostenuto dal Pentagono, la vecchia rete di Wagner esercita ormai un’influenza determinante sull’intero apparato pubblico. «La Repubblica Centrafricana è il Paese in cui Wagner esercitava maggiore influenza. Le sue risorse economiche nel Paese, compresi gli interessi nell’estrazione dell’oro, rimangono intatte», ha osservato Charles Bouëssel, analista dell’International Crisis Group. «La Russia sta gestendo la situazione evitando uno scontro aperto, proprio come fece con Prigozhin fino all’incidente aereo». Gli uomini della compagnia sono stati progressivamente incorporati nell’esercito e nelle milizie filogovernative. Attraverso queste alleanze controllano i percorsi del contrabbando, impongono pagamenti ai commercianti e orientano i flussi delle merci verso i territori sotto la propria influenza. Il fiume Oubangui rappresenta uno degli elementi essenziali di questo apparato.

Durante le fasi più violente della guerra civile, il corso d’acqua che delimita parte del confine con il Congo costituiva una delle poche possibilità di fuga da Bangui. Oggi è diventato il corridoio privilegiato per l’ingresso di carburante, armi e sostanze stupefacenti. Fra tutte le merci illegali, il tramadolo è quella che sta assumendo il peso maggiore.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha evidenziato come il medicinale, pur essendo stato sviluppato per finalità cliniche, presenti un rischio di dipendenza paragonabile a quello della morfina. «Una volta sviluppata una dipendenza fisica o psicologica dal tramadolo, si può scoprire di non riuscire più a farne a meno in modo sereno», ha avvertito Matthew Parker, specialista nella cura delle dipendenze.

L’abuso della sostanza non è nuovo nella regione. Circa dieci anni fa, alcuni ricercatori di un’università di Dortmund scoprirono che nel Camerun settentrionale il consumo era talmente diffuso da lasciare tracce nelle falde acquifere e nei terreni attraverso i rifiuti umani e animali. Le radici di alcune piante assorbivano il principio attivo e venivano erroneamente considerate dotate di proprietà analgesiche naturali. Gli agricoltori somministravano inoltre il medicinale agli animali da lavoro per costringerli ad arare anche durante le ore più calde.

La Repubblica Centrafricana è diventata nel frattempo sia un mercato di consumo sia una piattaforma per la redistribuzione delle compresse ad alto dosaggio nell’Africa centrale e occidentale. Il prodotto arriverebbe principalmente dall’India, formalmente destinato a società farmaceutiche congolesi. Le spedizioni vengono registrate come normali confezioni da 50 milligrammi, ma all’interno dei carichi sarebbero nascoste pillole molto più potenti.

business tramadolo africa
iStock

Un grande business

Una volta giunte in Congo, le compresse vengono confezionate nuovamente e trasferite da Kinshasa a Zongo, città situata sulla sponda opposta rispetto a Bangui. Attraversato l’Oubangui, la merce entra nella Repubblica Centrafricana e viene distribuita attraverso motociclette e piccoli furgoni. Le pillole sono poi vendute nei mercati, nelle farmacie, nei supermercati e in numerosi esercizi commerciali.

La crescita della domanda avrebbe fatto triplicare il prezzo locale nell’arco di un anno. I margini aumentano quando il prodotto viene trasportato oltre frontiera. Un carico del valore di circa 7.000 dollari può essere rivenduto in Camerun per 21.000. Secondo gli operatori del mercato clandestino, lungo il tragitto devono però essere versati circa 4.000 dollari a Wagner e alle milizie collegate.

Questi introiti permettono alla rete di comprare nuove armi e finanziare i gruppi alleati. Nel febbraio dello scorso anno, una formazione anti-balaka vicina ai mercenari avrebbe ucciso circa 130 pastori Fulani nei pressi del confine camerunese.

Secondo l’Armed Conflict Location & Event Data Project, sarebbe stato l’episodio più sanguinoso contro la popolazione civile dal marzo 2022. Altre organizzazioni sostenute dalla rete russa, tra cui gli Squali e i Russi Neri, operano nella capitale con pattuglie armate e azioni intimidatorie. Il tramadolo avrebbe anche un impiego direttamente militare: prima degli scontri, i comandanti distribuirebbero compresse ad alto dosaggio per cancellare la paura e aumentare l’aggressività.Alla diffusione del farmaco è corrisposto un incremento della violenza. I dati dell’Università di Uppsala indicano che le vittime degli scontri per il controllo delle regioni minerarie sono cresciute di quasi il 20 per cento nell’ultimo anno, arrivando a circa 500.

L’isolamento della Repubblica Centrafricana ha contribuito a mantenere questa realtà lontana dall’attenzione internazionale. Cameron Hudson, già funzionario del Dipartimento di Stato americano, ritiene che Wagner abbia trovato nel Paese condizioni operative più favorevoli rispetto al Mali e al Mozambico, dove deve fronteggiare organizzazioni legate allo Stato Islamico. Il rischio è che la rete estenda ulteriormente la propria influenza verso il Sudan, aggravando l’instabilità di una regione già attraversata da guerre, traffici e rivalità internazionali. Le Forze di supporto rapido stanno consolidando le proprie posizioni nel Sudan occidentale e meridionale, a poca distanza dal confine centrafricano. «La Repubblica Centrafricana è l’ultimo centro operativo rimasto del Gruppo Wagner in Africa», ha concluso Dukhan. «Ma stanno entrando nel Darfur in coordinamento con le Forze di supporto rapido».

Da non perdere

L’Iran valuta di invadere le basi Usa in Kuwait
Mondo

L’Iran valuta di invadere le basi Usa in Kuwait

Al vaglio degli sciiti l’ipotesi di un’incursione a Camp Buehring e Camp Arifjana se gli States proseguono gli attacchi. Trump al Congresso: «Aggiungere Teheran al pacchetto di sanzioni contro Mosca». Bloccate quattro navi a Hormuz dai pasdaran.