daniel ortega nicaragua casimirri
Il presidente del Nicaragua Daniel Ortega (Getty Images)

Le relazioni diplomatiche fra Italia e Nicaragua sono alla rottura totale dopo che il ministro degli Esteri italiano ha dichiarato di non condividere nulla con governi estremisti come quello di Managua, riferendosi soprattutto alla protezione concessa da decenni al terrorista Alessio Casimirri.

Il 25 giugno scorso i due paesi avevano celebrato la missione del Segretario Generale dell’Organizzazione Internazione Italo-Latino Americano (ILA) con l’arrivo in Nicaragua del sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, ribadendo la volontà comune di rafforzare il partenariato grazie a iniziative per lo sviluppo sostenibile e il rafforzamento delle relazioni economiche.

Adesso la situazione è radicalmente cambiata ed Antonio Tajani ha ribadito con forza che l’Italia non intende tollerare l’impunità di terroristi e criminali che si nascondono dietro a cittadinanze ottenute soltanto grazie a motivazioni politiche.

Il dicastero degli Esteri nicaraguense ha definito le dichiarazioni di Tajani ingiustificate ed aggressive e che vengono considerate come un insulto dovuto all’arroganza europea nei confronti del popolo e del governo del Nicaragua.

«Le parole del ministro italiano, ribadisce a La Verità Valdrack Jaentschke, co-cancelliere degli Esteri, colpiscono una gloriosa nazione e mettono in discussione la nostra sovranità e dignità nazionale. Vogliamo informare il governo di Roma ed in particolare il suo ministro che la nostra decisione di interrompere le relazioni diplomatiche è perentoria. Il Nicaragua ha vissuto con l’Italia periodi molto positivi, caratterizzati da assoluto rispetto e comprensione delle posizioni politiche e diplomatiche, collaborando negli anni passati. Oggi ci troviamo di fronte ad un’ignobile situazione e sono profondamente rammaricato che si sia potuta verificare un’aggressione di tale portata, che contrasta con lo storico legame fra le due nazioni. Il Nicaragua si augura che arrivino giorni migliori di cui l’intera umanità ha disperatamente bisogno, ma oggi dobbiamo agire per difendere la sacra patria nicaraguense a cui è stato negato ogni rispetto».

Il vicepremier italiano, che aveva aperto la questione con Managua al summit del Partito Popolare Europeo a Madrid, ha chiesto l’immediata estradizione del terrorista Casimirri, condannato a sei ergastoli per l’assassinio di Aldo Moro.

Tajani ha aggiunto che continuare a garantire l’immunità ad un criminale simile è ingiusto ed inaccettabile, perché dare copertura e diritto di cittadinanza ad un assassino resta un atto intollerabile.

Il ministro italiano ha concluso dicendo che la soluzione per ripristinare i rapporti è estremamente semplice e consiste nella consegna di Alessio Casimirri alle autorità italiane.

Il terrorista, che oggi ha 75 anni, è stato condannato in via definitiva nel 1988 e da molti anni ne viene richiesta l’estradizione, sempre negata perché la costituzione nicaraguense non consente che i propri cittadini vengano estradati all’estero.

La nazione centramericana è guidata dal 2007 da Daniel Ortega, che aveva governato anche negli anni ’80. Ortega, ormai ottantenne, è un ex guerrigliero del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, un movimento marxista-leninista che aveva preso il potere con la forza nel 1979.

L’ex rivoluzionario ha associato al potere la moglie Rosario Murillo, occupando con parenti ed amici tutti i posti di potere. Il presidente nicaraguense ha dichiarato che non ci saranno più elezioni nel paese, anche dopo la fine del suo ennesimo mandato.

«A Managua non si voterà più per evitare che tentino di prendere il potere, ha dichiarato il leader sandinista davanti ad una piazza gremita, i giorni in cui i partiti sostenuti dagli Stati Uniti e dai reazionari potevano tornare al potere sono finiti».

Tutto mentre continuano gli arresti dei pochi oppositori rimasti e vengono chiusi giornali e radio non allineate con il governo oscurantista dei coniugi Ortega.

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