Nessuno imita l’Italia. Addio a divieti e pass anche in Danimarca, Svizzera e Finlandia
Ansa
  • Copenaghen abolisce card e mascherine. Berna prevede la fine dei limiti dal 16. Uk verso lo stop alla puntura forzata ai sanitari.
  • Ottawa resta bloccata dai camionisti in rivolta contro l’obbligo vaccinale. Dimostranti riuniti vicino al Parlamento canadese. Trump Jr: «Eroi».

Lo speciale comprende due articoli.

In Danimarca da ieri mascherine e green pass sono diventati un ricordo, mentre la Svizzera progetta di fare lo stesso da oggi e in Israele si ipotizza una linea analoga. In Gran Bretagna, poi, il ministro della Salute ha annunciato che intende togliere l’obbligo di vaccino per operatori sanitari e delle case di riposo.

In tutta Europa prende il sopravvento l’idea di alleggerire le restrizioni introdotte dopo la diffusione della variante Omicron, mentre in Italia si continuano a usare le maschere all’aperto, i green pass rafforzati, le regole ferree. Una situazione strana, alla luce del fatto che dove i governi sono più «liberali» i contagi sembrano comunque diminuire.

La rassegna dei Paesi che hanno deciso di allentare la tensione sul fronte del Covid comincia dalla Danimarca, dove appunto dal primo febbraio non è più necessario indossare le mascherine o esibire il green pass. Non solo: gli eventi con tanto pubblico adesso sono permessi, come l’apertura delle discoteche. Secondo il primo ministro Mette Frederiksen si può cominciare a pensare di non considerare più il Covid-19 come una patologia «socialmente critica». Non che questo significhi che la pandemia è finita e che non ci saranno altre ondate. L’intento del governo danese è piuttosto quello di far capire che si può riprendere a vivere, indossando le mascherine quando si va in ospedale, sottoponendosi ai test per valutare l’andamento della situazione e chiedendo di mostrare prova della vaccinazione soltanto a chi arriva dall’estero e si presenta ai confini.

Anche la Finlandia si sta muovendo in una direzione simile. Il primo ministro Sanna Marin (SDP) ha annunciato ieri che è disponibile a revocare le restrizioni nell’arco dei prossimi giorni. Già la scorsa settimana, del resto, si era deciso di estendere l’orario di apertura dei ristoranti e di cancellare il divieto di eventi a basso rischio, in modo che i teatri potessero riprendere la loro attività.

Quanto alla Gran Bretagna, da sempre in prima linea nel lasciare margini di libertà ai suoi sudditi, molte prescrizioni come le mascherine obbligatorie sono state già cancellate e la novità annunciata è quella di non dar seguito alla proposta di introdurre l’obbligo di vaccino anti Covid per coloro che lavorano nel mondo della sanità. Il ministro della Salute Javid sta valutando questa mossa, anche per evitare che le file degli operatori in presidi clinici e case di riposo si assottiglino troppo, considerando il numero di coloro che sono disposti a rinunciare al lavoro pur di non sottoporsi a nuove dosi di vaccino.

In Israele, invece, i responsabili del ministero della Salute hanno confermato di voler eliminare il green pass, dal momento che risulta irrilevante di fronte alla variante Omicron, che ormai è quella dominante. Si ipotizza l’annullamento di questo passaporto, anche se si continua a raccomandare una nuova dose di vaccino. All’origine di questa scelta c’è la convinzione che di fronte a Omicron il lasciapassare sia inutile. «Lo scopo del green pass era originariamente quello di cercare di creare una sorta di ambiente più sicuro per le persone vaccinate, specialmente quelle più fragili – ha spiegato il professor Cyrille Cohen, immunologo della Bar-Ilan University – ma adesso non ha più molto senso visto che la variante Omicron infetta sia i vaccinati che i non vaccinati ad un tasso simile». L’invito da parte del governo è dunque quello di attenersi a regole di buon senso. Solo che secondo alcuni esperti la presenza del green pass potrebbe in qualche modo rendere questa tendenza meno efficace, visto che chi lo possiede si sente protetto contro il virus e agisce in modo meno cauto.

In Svizzera, intanto, oggi il governo federale discuterà nuovi provvedimenti più libertari, dall’esenzione della quarantena per le persone entrate in contatto con i positivi al tampone fino alla cancellazione dell’obbligo di green pass. Si parla addirittura di un vero e proprio giorno della «liberazione» per il 16 febbraio, ma sarà solo il dibattito di oggi a definire questa possibilità.

Scelte diametralmente opposte a quelle dell’Italia, che continua a insistere sulla campagna vaccinale anche per i piccoli, a imporre le mascherine all’aperto e a chiedere il green pass rafforzato. Un atteggiamento di protezione, che però forse con Omicron non ha dato tutti i risultati che si sarebbe potuti aspettare. Come dimostrano i dati dell’università John Hopkins, dai quali emerge che negli ultimi 28 giorni l’Italia ha avuto 4,5 milioni di casi di contagio, pari al 7,7 per cento della popolazione, con un totale di 8.700 morti. Un numero comunque significativo che colpisce visto che in realtà nelle ultime settimane un calo dei contagi è stato registrato nei Paesi che hanno scelto una linea di azione più morbida per contenere la pandemia. Nel Regno Unito, ad esempio, negli ultimi 28 giorni si sono registrati 3,9 milioni di casi, pari al 5,8 per cento della popolazione. I decessi sono stati 6.900.


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