- La corte di Parigi (su input del governo) ha vietato la presenza a Eurosatory di aziende e consulenti da Tel Aviv. Uno stop clamoroso che può rompere i rapporti tra i due Paesi.
- Nel 2023 lo scambio commerciale nel settore della difesa tra Israele e Francia ha raggiunto un valore di 2,3 miliardi di euro, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente.
Lo speciale contiene due articoli.
Armi e diplomazia. Le forze di difesa israeliane (Idf) in una nota diffusa ieri mattina affermano che «effettueranno una pausa tattica dell’attività militare quotidiana nelle aree del sud della Striscia di Gaza per consentire la consegna degli aiuti umanitari ai palestinesi». L’Idf ha precisato che la pausa avrà luogo tutti i giorni tra le 8 e le 19 lungo una strada che porta dal valico di Kerem Shalom e poi a nord verso Khan Younis. «Questo è un ulteriore passo avanti negli sforzi di aiuto umanitario condotti dall’Idf e dal Cogat dall’inizio della guerra», affermano i militari. Una bella notizia se non fosse che fonti vicine a Yoav Gallant hanno rivelato al quotidiano Haaretz che il ministro della Difesa israeliano «non sapeva nulla della decisione dell’esercito di sospendere i combattimenti nell’area adiacente al corridoio umanitario di Gaza». Secondo queste fonti, «il governo non ha autorizzato la decisione», ma c’è di più perché secondo quanto riporta l’emittente Channel 13 il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la riunione del consiglio dei ministri di ieri ha affermato: «Abbiamo un Paese con un esercito, non un esercito con un Paese. Per raggiungere l’eliminazione di Hamas, ho preso decisioni che non sempre sono accettate dai vertici militari».
L’Idf come riporta Haaretz respinge le critiche sulla sospensione dei combattimenti nei pressi del corridoio umanitario di Gaza, e anche l’affermazione secondo cui la classe politica non sarebbe stata informata della decisione. Ma la vera notizia stavolta non arriva dal campo di battaglia. Oggi si apre a Parigi «Eurosatory 2024», evento globale per la difesa e la sicurezza. Quest’anno non vedrà la partecipazione delle 74 aziende di Difesa israeliane escluse dopo il clamoroso intervento di un tribunale distrettuale francese (sollecitato anche da interventi di Ong pro Palestina) che ha ordinato l’esclusione dei rappresentanti israeliani. Eurosatory, una delle maggiori fiere di difesa e sicurezza a livello mondiale, si svolge biennalmente vicino al principale aeroporto internazionale di Parigi. L’edizione del 2024, che inizia oggi e termina il 21 giugno, aveva pianificato di ospitare 74 aziende israeliane, di cui circa 10 avrebbero esposto armi. Questo evento solitamente attira oltre 1.700 aziende e più di 60.000 partecipanti provenienti da 150 Paesi con relativo giro d’affari multimiliardario. Charles Beaudoin, presidente di Coges Event, organizzatore di Eurosatory, ha espresso preoccupazione per la sentenza della Corte in una lettera datata sabato scorso. Ha osservato che «la decisione della corte va oltre la direttiva iniziale del governo, vietando la presenza di rappresentanti di aziende israeliane». Beaudoin ha anche sottolineato che Coges «sta perseguendo le vie legali più rapide per impugnare la decisione», anche se per ora la sentenza verrà applicata.
A questo proposito il governo francese dovrebbe rilasciare una risposta formale alla sentenza della Corte, tuttavia, appare improbabile che scoppi un conflitto tra poteri dello Stato. Il divieto riguarda i dipendenti di aziende israeliane, indipendentemente dalla loro nazionalità, mentre permette solo agli israeliani impiegati da aziende non israeliane di partecipare all’evento. Tutto nasce da una direttiva del ministero della Difesa francese, emessa nel maggio scorso che vieta alle aziende israeliane della difesa di allestire stand alla fiera di Parigi. Il ministero ha citato le condizioni insostenibili create dalle operazioni in corso dall’Idf a Rafah come ragione principale di questo divieto. Evidente come quella parte di magistratura di sinistra e proPal francese ha gradito e molto l’assist di Emmanuel Macron per impedire agli israeliani di prendere parte a Eurosatory 2024. Evidente come il divieto metta a dura prova le relazioni economiche tra Francia e Israele. Il commercio nell’ambito della Difesa è una componente critica delle relazioni commerciali bilaterali e l’esclusione delle aziende israeliane da Eurosatory potrebbe portare a misure di ritorsione o a una riduzione della cooperazione in altri settori con enormi danni economici per entrambi i Paesi. E portare persino a una rottura diplomatica.
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