Il vulcano sociale sul cui ciglio si trova la Francia sembra sempre più prossimo all’eruzione. Ieri mattina, un attentato terroristico di matrice razzista ha avuto l’effetto di una nuova forte scossa di avvertimento. Oggi pomeriggio, invece, le manifestazioni che si svolgeranno in tutta la Francia potrebbero far tremare la pace sociale o, peggio, farla andare in frantumi.
Il terremoto di ieri ha avuto come epicentro la banlieue di Versailles. A fine mattinata un uomo di 39 anni, Kevin T. residente a Plaisir e già noto alla polizia, è partito dal Comune di Trappes per provocare una strage che, in totale, è durata meno di dieci minuti.
Senza scendere dall’auto, l’uomo ha esploso dei colpi nei pressi di un ufficio postale e di un distributore di benzina. Il trentanovenne è poi ripartito alla volta della cittadina di La Verriere, dove ha nuovamente sparato in direzione di una farmacia e della stazione ferroviaria. L’attentatore è stato fermato dalla polizia nel Comune di Coignère. L’uomo non ha opposto resistenza e le motivazioni dell’attacco restano ignote.
Il bilancio dell’attentato è di un morto, un giovane di 26, e quattro feriti gravi, tra i quali figura una ragazzina di 12 anni, che è stata raggiunta da otto colpi. La piccola è stata ricoverata in urgenza all’ospedale pediatrico Necker.
Come si è svolto l’attentato in Francia
Secondo una testimone intervistata da Cnews, l’autore della strage avrebbe sparato anche in direzione delle moschee di La Verrière e di Trappes. In effetti, tutta l’area che comprende queste località è da decenni un punto d’arrivo dell’immigrazione extraeuropea. Secondo una fonte di polizia citata anonimamente da Le Figaro, l’attentatore avrebbe utilizzato una Sten Mk II, pistola-mitragliatrice britannica prodotta durante la seconda guerra mondiale. Lo stesso quotidiano ha riferito che Kevin T. era già noto alla polizia e che nel suo appartamento sono state rinvenute numerose bombole di gas.
Per questo sono intervenuti i reparti d’élite della polizia. Inoltre, sarebbero state trovate della cocaina e dei lacrimogeni appartenenti all’individuo. Anche per questa ragione, la Procura nazionale antiterrorismo (Pnat) ha acquisito l’inchiesta per «attentato terroristico» e «omicidio in relazione a un’impresa terroristica», con l’aggravante della «ragione dell’appartenenza vera o supposta a una razza, etnia, nazione o religione».
Le Figaro ha anche fornito i nomi delle vittime: il ventiseienne ucciso si chiamava Pengo Bossio Wangi ed era un lottatore di Mma, la ragazzina ferita si chiama Ramatou D.. Gli altri feriti si chiamerebbero Samba C. (29 anni), Ibrahima S. (48 anni) e Ahmed (21 anni).
I commenti dei politici francesi
Numerose le reazioni dal mondo politico. Su X, il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso la propria solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, ricordando che «in questa terribile prova, la nazione è al loro fianco». Poi, ha definito l’attacco un «attentato terroristico razzista».
Anche la leader del Rassemblement national (Rn), Marine Le Pen, ha espresso le proprie condoglianze su X e ha definito la strage come un «atto barbarico le cui motivazioni» e i «responsabili» dovranno essere «puniti severamente».
Il fondatore del partito di estrema sinistra La France Insoumise (Lfi), Jean-Luc Mélenchon, ha scritto sullo stesso social che «il razzismo uccide» e che «di fronte a questo odioso crimine, tutti gli esseri umani si ricordano che sono uguali, inorriditi e indignati». Un deputato dello stesso partito, Thomas Portes, ha invece gettato benzina sul fuoco ribadendo su X che «il razzismo uccide» e ha accusato la rete d’informazione Cnews e le altre tv del gruppo di Vincent Bolloré di avere contribuito ad alimentare il clima attuale.
Il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, del partito di sinistra Generation.s ha calcato la mano dichiarando davanti alla stampa che l’attacco «è probabilmente uno dei primi tentativi di crimini di massa con connotazione islamofoba e razzista». Sulla stessa linea il Consiglio francese del culto musulmano.
Perché questo attentato in Francia è molto preoccupante
L’attentato di ieri preoccupa molto perché potrebbe fungere da miccia alla polveriera delle manifestazioni che si terranno anche oggi. Non bastava il timore di rivedere scene di guerriglia urbana come quelle dello scorso weekend. Ora si rischia di avere anche una rivolta delle banlieue, che potrebbe scappare di mano. Il tutto a poco più di sei mesi dalle elezioni presidenziali.
Prima che si apprendesse dell’attentato a Trappes, in mattinata, Macron aveva riunito il Consiglio di Difesa. Poi ha ricevuto alcuni rappresentanti degli studenti. In serata, invece, Macron si è recato in una caserma della polizia parigina.
Nel frattempo, i gestori dei negozi situati sui percorsi delle manifestazioni continuano a temere il peggio. Il presidente delle Camere di commercio francesi, Alain di Crescenzo, ai microfoni di Europe 1 ha invitato i commercianti ad «abbassare la saracinesca» e a «lasciar fare alla polizia», invece di assumere dei vigilantes come avevano invitato a fare l’altro ieri le autorità parigine.
Da segnalare che 500 militari sorveglieranno le sedi delle istituzioni e le ambasciate. Inoltre la partita Psg-Olympique Lyon è stata spostata da domenica a lunedì sera. Ma tutta l’attenzione sarà puntata sulla città di Orléans dove, oggi e domani, si terrà il congresso del Rassemblement national. Sono attesi 20-30.000 contestatori e saranno schierati 3.000 uomini delle forze dell’ordine.
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