Una notizia inaspettata arriva dalla Casa Bianca. Secondo quanto riferito, la first lady Melania Trump ha mediato con successo un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina localizzato a Oleshky, città che si trova in prima linea lungo il fiume Dnipro in mezzo al fuoco incrociato dei due eserciti in guerra.
La tregua inizierà il 29 ottobre. In una nota di Washington, si legge che «i due Paesi si sono detti d’accordo a fermare temporaneamente le azioni militari per consentire agli aiuti umanitari di entrare e preparare l’evacuazione dei civili tramite passaggi stabiliti».
L’intervento di Melania: «La situazione è drammatica, bisogna far arrivare aiuti»
«La situazione a Oleshky è drammatica. Oleshky è una città situata sulla linea del fronte, sull’orlo del disastro. La popolazione che vi è rimasta è composta principalmente da anziani che necessitano urgentemente di assistenza medica, medicinali, cibo e acqua potabile», ha dichiarato Melania Trump. «Gli abitanti di Oleshky dispongono di elettricità limitata, vivono circondati da strade minate e subiscono costanti attacchi militari. È apparso del tutto evidente che, senza il mio intervento, sarebbe stato impossibile far arrivare aiuti umanitari in città ed evacuare gli anziani».
Stando a quanto riferito, la moglie del presidente Usa ha lavorato direttamente con i vertici russi e ucraini per definire i termini del cessate il fuoco circoscritto, coordinando le parti sugli obiettivi dell’accordo, gli aspetti tecnici, le tempistiche, le modalità operative e le condizioni.
«Ho inoltre coinvolto un’organizzazione media americana imparziale, che accompagnerà le équipe russe e ucraine sul campo e documenterà l’intero processo», ha aggiunto Melania. Un aspetto, questo, che secondo la first lady, garantirà che la volontà di ogni famiglia venga rispettata fedelmente.
Il lavoro del Papa per una tregua umanitaria
Di Oleshky si era già parlato nei giorni scorsi, quando papa Leone XIV, appena operatosi, ha sentito Zelensky e Putin con l’obiettivo di raggiungere una tregua per consentire l’arrivo di aiuti umanitari e l’evacuazione dei circa 2.000 civili ancora intrappolati in città. In entrambe le telefonate, il Pontefice ha sottolineato la «grave situazione della città».
Il presidente russo ha espresso il suo sostegno «all’intenzione del Vaticano di aiutare» la popolazione e proprio oggi, poco prima dell’annuncio della first lady americana, il commissario per i diritti umani del parlamento ucraino Dmytro Lubinets ha riferito di un canale aperto tra Kiev e Mosca per definire i dettagli finali dell’evacuazione in territorio ucraino di civili da Oleshy e altre località, per un totale di circa 6.000 persone.