Soldati israeliani in Cisgiordania
Militari israeliani in Cisgiordania (Ansa)

La Cisgiordania potrebbe presto trasformarsi nel nuovo fronte caldo della guerra in Medio Oriente. Cinque israeliani sono rimasti feriti in un attacco armato palestinese ad un posto di blocco vicino ad Hebron. Due di loro verserebbero in gravi condizioni.

Il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato che le Idf stanno preparando una «chiusura totale» del territorio sotto il controllo dell’Anp, sottolineando che è stato evitato un «attacco su larga scala».

«Ho dato istruzioni alle forze di sicurezza di imporre immediatamente un cordone di sicurezza sulla città di Hebron e di prepararsi a un blocco totale di tutta la Giudea e la Samaria a partire da oggi», ha annunciato il primo ministro dello Stato ebraico, dopo una consultazione con il ministro della Difesa e i vertici delle agenzie di sicurezza. «Le nostre forze stanno operando con un contingente rafforzato per contrastare il terrorismo e stanno conducendo vaste ondate di arresti. Daremo la caccia ai terroristi di Hamas e ai loro emissari ovunque e in qualsiasi momento. Non avete nessun posto dove nascondervi».

Due attentatori e 20 minuti di sparatoria: la dinamica dell’attacco

Secondo quanto riportato da diversi media israeliani, tra cui Ynet, la sparatoria, avvenuta sull’autostrada 35, sarebbe durata circa una ventina di minuti. Gli autori dell’attacco, due palestinesi, sono stati uccisi dai militari. Le Idf hanno anche riferito di aver istituito dei posti di blocco e di aver limitato gli spostamenti nelle località vicine.

Il ministro della Sicurezza nazionale dello Stato ebraico, Itamar Ben Gvir, ha invocato lo smantellamento dell’Autorità nazionale palestinese, affermando che «dobbiamo agire prima che sia troppo tardi» e che l’Anp «deve essere smantellata e demilitarizzata, e la sua infrastruttura terroristica deve essere completamente eliminata» prima che si verifichi un altro 7 ottobre in Cisgiordania. Il ministro ha anche aggiunto che «lì scoppierà la prossima guerra».

La minaccia di Hamas: «Pronti ad un altro 7 ottobre»

Un’affermazione, questa, che sembra trovare un riscontro direttamente nei piani di Hamas. Ieri, infatti, alti funzionari del gruppo terroristico hanno inoltrato ad Israele un messaggio in cui si afferma che l’organizzazione è pronta a compiere un altro attacco come quello del 7 ottobre, o anche in Cisgiordania e all’estero.

La comunicazione senza precedenti è stata trasmessa tramite il Coordinatore umanitario dell’Onu Ramiz Al Akbarov, che ha incontrato a Gaza i vertici di Hamas. Le stesse autorità dello Stato ebraico hanno ammesso che i terroristi non avevano mai comunicato in passato con questa franchezza.

I leader dell’organizzazione presente nell’exclave palestinese hanno anche affermato che alcuni sviluppi stanno indebolendo il loro controllo sulla Striscia. Tra questi, lo spostamento della Linea Gialla, la prosecuzione della campagna delle Idf a Gaza e la cancellazione delle elezioni previste per il 28 novembre da parte del presidente dell’Anp Abu Mazen.

Si può ipotizzare, dunque, che Hamas stia preparando un’altra azione massiccia per recuperare la sua presa sulla popolazione o tentare di costringere le truppe israeliane alla ritirata dalla Striscia. Considerando, però, che buona parte dell’effetto dell’attacco del 7 ottobre è da imputare all’effetto sorpresa, difficilmente i terroristi potrebbero ottenere lo stesso successo per una seconda volta.

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