Dalla guerra russo-ucraina un nuovo dramma, la strage di bagnanti russi avvenuta ieri sul Mar Nero, sulla spiaggia Arkhipo-Osipovka di Gelendzhik, nella regione di Krasnodar, dove un drone delle forze ucraine ha impattato uccidendo sette persone, fra cui tre bambini, e ferendo 40.
L’attacco è stato filmato e le immagini mostrano un drone alato, che si abbassa di quota a 50-60 metri sopra la spiaggia mentre si ode il crepitio di mitragliatrici dell’antiaerea che tentano di abbatterlo, finché si schianta ed esplode. Il governatore di Krasnodar, Venyamin Kondryatev, ha commentato: «Quanto accaduto oggi è un attacco deliberato del regime di Kiev contro la popolazione civile, che non ha alcun legame con le infrastrutture militari».
Dal canto suo, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ne ha approfittato per accusare «Nato e Ue di sponsorizzare la banda terrorista che ha occupato l’apparato statale ucraino». I mass media hanno subito rilevato che la spiaggia colpita si trova a 25 chilometri, vicino, ma non vicinissimo, dal cosiddetto «Palazzo di Putin», un complesso di lusso da 17.000 metri quadrati la cui proprietà venne attribuita al presidente russo nel 2021 dal gruppo d’opposizione guidato dal defunto Alexei Navalny.
Difficile che il raid sulla spiaggia abbia a che fare con la «villa di Putin». Il canale telegram indipendente russo Agentstvo news, avvalorato dalla Bbc, ha riportato che la spiaggia era quella di un dopolavoro utilizzato dai dipendenti, con relative famiglie, di una filiale locale dell’industria missilistica Npo Mashinostroyeniya, famosa per il missile ipersonico Zircon e il missile antinave Brahmos.
Attacchi ucraini hanno causato altri quattro morti, fra cui una ragazzina di 13 anni in un parco giochi di Belgorod. Le difese russe affermano di aver abbattuto «131 droni ucraini». Fra i danni, l’ennesimo incendio a un centro logistico della «Amazon russa», la filiale della regione di Vladimir del gruppo Wildberries.
Le forze di Mosca, dal canto loro, hanno centrato tre navi cargo ucraine nel Mar Nero che trasportavano rifornimenti militari, oltre a una quarta nave da carico «nel porto di Nikolaiev». L’aviazione russa ha sganciato otto bombe plananti su Zaporizhzhia, dove è morta una donna, mentre droni e missili colpivano anche Kryvhi Rih e Dnipropetrovsk, uccidendo altre quattro persone, mentre la distruzione di una casa editrice a Kharkiv avrebbe mandato in fumo «8 milioni di libri».
Il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha affermato che intende fare ogni sforzo «affinché quest’autunno Putin non abbia alternativa alla pace», ma con una frase del genere può anche dare segnali controproducenti, facendo credere che per l’Ucraina l’autunno possa essere un momento critico e incoraggiando quindi Mosca a non demordere, a oltranza, fino a esaurimento dell’avversario.
Zelensky ha anche rilanciato il sistema antimissile ucraino Freya come possibile di una ipotizzata difesa integrata antibalistica europea, confermando di aver già raggiunto accordi di coproduzione con 12 aziende europee. Ha poi nominato l’ex-ministro della Difesa Rustem Umerov nuovo capo del servizio di intelligence estera dell’Ucraina, ma ha anche sollevato Olha Stefanishyna dall’incarico di ambasciatrice negli Stati Uniti. Sui confini della Polonia, intanto, caccia di Varsavia hanno intercettato e fatto allontanare un aereo russo da ricognizione Ilyushin Il-20, in una perenne tensione che non accenna a calare.
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