Bella Hadid con l'abito «spruzzato» durante la sfilata di Coperni
La modella Bella Hadid mentre le «spruzzano» l'abito durante la sfilata di Coperni Primavera-Estate 2023 alla Parigi Fashion Week (Getty Images)

Quando tra un marchio e il proprio distributore il rapporto si rompe, a volte a pagarne il prezzo è il marchio. È quello che è successo a Coperni, il brand francese di prêt-à-porter che ha cessato le attività dopo mesi di tentativi falliti di risolvere il conflitto con Tomorrow, suo distributore esclusivo e azionista di maggioranza.

Coperni chiude: l’annuncio dei fondatori

Lo hanno comunicato i cofondatori e direttori creativi Arnaud Vaillant e Sébastien Meyer in un messaggio personale condiviso con Vogue Business, spiegando di non essere riusciti a sanare una disputa legata a somme non pagate. «Questi otto anni sono stati straordinari», scrivono. «Coperni è sempre stata un’avventura collettiva e siamo immensamente orgogliosi di ciò che abbiamo creato». Il duo ringrazia la Fédération de la Haute Couture et de la Mode, i negozi, i buyer, la stampa, le celebrity, le modelle e tutti coloro che hanno sostenuto il marchio. Poi guarda avanti: «Man mano che il mondo diventa più difficile, in particolare per la moda, crediamo ci sia ancora molto da creare e da reinventare. L’innovazione è sempre stata la nostra passione. Guardiamo avanti con ottimismo e tante idee, e non vediamo l’ora di condividerle con voi».

I segnali e la crisi di Coperni

I primi segnali erano arrivati a febbraio, quando Coperni aveva annullato all’improvviso la sfilata autunno/inverno 2026 alla Settimana della Moda di Parigi. A marzo anche Martine Rose, altro marchio del portafoglio Tomorrow, aveva dichiarato di non poter produrre la collezione in arrivo per ragioni indipendenti dalla propria volontà.

Nello stesso mese Tomorrow è stata ceduta a Progetto 11, la holding di The Level Group, piattaforma italiana di e-commerce che lavora con marchi come Palm Angels, Herno e Off-White. Dopo la vendita, il fondatore e CEO Stefano Martinetto ha lasciato la guida dell’azienda. Progetto 11 ha dichiarato di aver trovato, a fine marzo, «un’attività già al centro di una più ampia controversia su proprietà e governance, priva di finanziamenti, situazione che aveva portato anche alla cancellazione dell’ultima sfilata, con i fondatori intenzionati a riacquisirne il controllo».

Il tentativo dei fondatori di riacquistare il marchio

I fondatori hanno infatti provato a riacquistare il marchio da Progetto 11. A giugno Coperni ha ottenuto la protezione del Tribunale di Parigi, l’equivalente francese del Chapter 11 americano, per poter continuare a operare. Vaillant aveva spiegato a Vogue Business che il provvedimento arrivava dopo mesi di pagamenti in sospeso da parte di Tomorrow, e che quest’ultima aveva anche risolto il contratto di licenza in vigore.

Come funzionava il rapporto tra Coperni e Tomorrow

Sempre a giugno, Progetto 11 ha chiarito l’assetto societario: Coperni era controllato da due entità, la holding Coperni UK Limited, titolare della licenza con Tomorrow, e la controllata Coperni SAS, la principale società operativa francese, che gestisce l’attività quotidiana e impiega i team.

Tomorrow agiva da licenziatario e distributore per tutto il suo portafoglio: incassava tutti i ricavi e riconosceva ai brand royalty in base ai singoli accordi. Rimborsava inoltre le spese sostenute al di fuori del lavoro creativo, come la produzione di sfilate o campagne. Quando il wholesale di Tomorrow è entrato in difficoltà, in un contesto di settore complicato, Coperni sostiene che l’azienda abbia smesso di versare la quota dei ricavi e i rimborsi.

I conti di Tomorrow e le difficoltà finanziarie

I conti di Tomorrow mostravano la fragilità: nell’anno fiscale 2024 il fatturato è calato del 34% a 8,4 milioni di sterline, il margine lordo è sceso dal 76% del 2023 al 41% e le perdite operative sono aumentate del 28%, a 7,5 milioni di sterline. Al momento della vendita, Tomorrow non aveva ancora depositato a Companies House i bilanci dell’anno fiscale 2025.

Coperni, il marchio che univa moda e tecnologia

Coperni, etichetta amatissima dagli appassionati di moda, è nota per le silhouette d’avanguardia e per l’unione tra tecnologia e moda. Nel 2022 la sfilata primavera/estate 2023 è diventata virale mostrando dei macchinari che spruzzavano su Bella Hadid un abito bianco di fibre liquide. Due anni dopo il marchio ha usato l’aerogel di silice un nanomateriale della NASA, , «il solido più leggero sul pianeta Terra», per creare la The Air Swipe Bag, una borsa leggera fatta al 99% d’aria.

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