C’è un’organizzazione non dichiarata, composta da magistrati, medici e uomini di chiesa, che ha sostituito il comunismo con il migrantismo. Si tratta di una nuova religione laica, un’ideologia che si ripromette di cambiare il mondo attraverso gli stranieri, identificati dai militanti della nuova organizzazione rivoluzionaria come le nuove classi subalterne.
Dal comunismo al migrantismo
Un tempo la lotta di classe la si faceva in favore degli operai e dei salariati agricoli. Oggi il Sol dell’avvenire è invece perseguito nel nome degli extracomunitari.
Cosa mi fa pensare che quello che in Italia abbiamo conosciuto negli anni Ottanta come cattocomunismo, ovvero la saldatura fra militanti cattolici e comunisti, dopo aver attraversato una stagione di buonismo, si sia trasformato nel migrantismo? Basta dare un’occhiata a ciò che succede nei tribunali, nei presidi medici e in certe parrocchie dove si trovano conferme di ogni tipo. A Torino, un bengalese abusa sessualmente di una tredicenne dopo aver molestato una donna? Invece di gettare la chiave, il giudice lo scarcera con l’incredibile motivazione che l’uomo si sarebbe pentito. E in che cosa consisterebbe il pentimento? Nel fatto che ha subito il «trauma dell’arresto».
Confesso: non mi era mai capitato di leggere una attenuante tanto bizzarra. Un tribunale che prende atto dello choc del carnefice, ma non di quello della vittima. Un caso isolato? Non credo. A Imperia un altro straniero violenta una minorenne, ma la decisione del giudice è praticamente la fotocopia di quella del collega piemontese: visto, si scarceri. Quanti italiani sarebbero stati rimandati a casa se fossero stati scoperti a stuprare una ragazzina? Io credo nessuno.
Il doppiopesismo che favorisce gli stranieri
Ma se si tratta di uno straniero c’è la tendenza a chiudere un occhio. In pratica, si realizza quello che nel Sessantotto teorizzò Magistratura democratica, ovvero la correzione per via giudiziaria delle ingiustizie della società. Un povero, senza cultura ed educazione, senza i principi di una società occidentale, deve essere compreso e nei suoi confronti vanno concesse le attenuanti che non valgono per altri.
È il rovesciamento dell’articolo 3 della Costituzione, secondo cui la legge è uguale per tutti? Sì, ma le scarcerazioni a cui assistiamo ogni giorno, l’accoglimento delle più incredibili richieste di protezione umanitaria e il respingimento delle richieste di detenzione nei Cpr sono la prova che da anni nei tribunali vige un codice per gli italiani e un altro, più flessibile, per i migranti.
I complici del «migrantismo»
Dell’organizzazione che intravede negli extracomunitari le nuove masse da patrocinare, però, non fanno parte soltanto i giudici, ma anche i medici. Un gruppo di camici bianchi che per anni, falsificando i certificati, ha respinto le richieste di trattenimento nei Centri per il rimpatrio di coloro che avrebbero dovuto essere rimandati a casa, è stato scoperto a Ravenna. E come dimostra l’inchiesta del nostro Fabio Amendolara, hanno operato per anni, negando che decine di extracomunitari fossero adatti al trattenimento, disponendone dunque la liberazione.
Non abbiamo notizie sulla fine di costoro. Ma sappiamo che a Milano un peruviano, già condannato per stupro e pronto per essere messo su un aereo con il solo biglietto di andata, grazie a una disfunzione urinaria è stato anche lui liberato, consentendogli di molestare una donna e di assassinarne un’altra.
I pericoli del nuovo pensiero unico
Il migrantismo è un’ideologia pericolosa che non soltanto lascia liberi delinquenti tipo quelli appena citati, ma è benedetta da troppi preti i quali, così come giudici e medici, si sono convinti che i migranti siano le nuove classi subalterne da aiutare affinché si sollevino contro il sistema capitalista, pensano che gli stranieri siano i nuovi viandanti che ogni buon samaritano debba aiutare. Non ci sono gli italiani da redimere, da sostenere, da evangelizzare per convincerli a tornare nelle chiese. Ci sono solo gli extracomunitari a cui rivolgere le proprie attenzioni.
I risultati del migrantismo sono sotto gli occhi di tutti. Il numero di reati commessi da stranieri, come violenze sessuali, furti, rapine e danneggiamenti, cresce e in alcune città ha raggiunto e superato il numero di quelli compiuti da italiani. La sanità d’urgenza ormai è presa d’assalto da clandestini che neppure rispettano l’ordine delle visite in base alla gravità del caso, ma pretendono le cure e quando non le ottengono passano alle maniere forti. In compenso, le chiese si svuotano: gli italiani che ascoltano la predica sono sempre meno e di migranti che li rimpiazzino non se ne trovano. In nuovo comunismo aperto ai migranti sta, insomma, cambiando la società. Ma in peggio.
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