Il Pd mi censura per adorare il dio vaccino

Ma perché non pretendere direttamente il rogo dei libri? E magari anche dell’autore? Perché limitarsi a tappare la bocca a chi scrive cose sgradite? I sinceri democratici del Pd di Noale hanno chiesto di cancellare la presentazione del mio libro in programma per domani, venerdì 28 agosto, nel paese della provincia di Venezia.

E l’hanno fatto perché, secondo il loro comunicato, io fomenterei «l’odio ingiustificato verso la scienza medica», spaccerei «normali informazioni di farmacovigilanza per morti da vaccino» (qualsiasi cosa voglia dire) e alimenterei «narrazioni complottiste». Ieri mattina mi sono svegliato con un titolo a tutta pagina sul Gazzettino di Venezia: «Noale Festival: Pd contro i no vax, chiede l’esclusione di Giordano». Ad un passo dal rogo, insomma. E, ovviamente, sempre in nome della democrazia, della scienza e della libertà di pensiero. Il libro che ho scritto, per altro, non riguarda affatto i vaccini e la scienza, ma le banche. Altro tema, per altro, su cui la libertà di pensiero è messa fortemente a rischio, come dimostra la scarsissima (eufemismo) visibilità televisiva che questa mia opera ha avuto, nonostante l’ampio interesse dimostrato dal pubblico quando ne può conoscere i contenuti (chiedere alle 800 persone presenti domenica scorsa ad Asiago). Il libro s’intitola I Re di Denari e mostra i guadagni esagerati delle banche, spesso sulla pelle dei cittadini, suggerendo per altro la possibilità di applicare tasse sugli extraprofitti, cosa che non dovrebbe essere così sgradita in chi milita a sinistra, se solo sapesse leggere. Dote chiaramente non così diffusa nel Pd di Noale.

Questi sinceri democratici, infatti, chiedono di cancellare la presentazione di un mio libro sulle banche per difendere i vaccini. Non è meraviglioso? Già sarebbe strano voler cancellare un dibattito sui vaccini per difendere i vaccini, sia chiaro. Ma voler cancellare un dibattito sulle banche per difendere i vaccini lo trovo un capolavoro assoluto. Suggerisco pertanto una nuova regola per le presentazioni dei libri a Noale, in modo da non disturbare il Pd: prima di ogni incontro l’autore è obbligato a baciare una gigantografia di Burioni, inginocchiandosi tre volte di fronte all’altare di Bassetti dopo aver detto una preghierina a Pregliasco. Una specie di rito sotto l’insegna Big Pharma per tranquillizzare l’illuminato partito di Elly Schlein: vuoi parlare di agricoltura? Bacia Burioni. Hai scritto un romanzo fantasy? Inginocchiati a Bassetti. Vuoi presentare il tuo libro di ricette? Rendi omaggio a Pregliasco. Così i vaccini sono salvi. Il cervello meno, ma quello a certa gente evidentemente non serve.

Tutto ciò, però, la dice lunga sull’ossessione di questi signori per i vaccini. Che, da strumento sanitario, sono diventati dogma di fede. Indiscutibile e assoluto. Totalizzante e infallibile. Proprio come un dio. Il dio vax. E di fronte a tanta cieca devozione appare tutto inutile, anche provare a spiegare ai piddini veneziani che il termine «no vax» è quanto mai semplicistico e sciocchino, e che il sottoscritto non ha mai fomentato «odio ingiustificato verso la scienza medica» e tanto meno alimentato «narrazioni complottiste»: semplicemente ha provato a sollevare qualche dubbio e porre qualche domanda su come è stata gestita la pandemia. Dubbi e domande che hanno trovato riscontro, per altro, nei dati scientifici e nelle inchieste parlamentari di tutto il mondo, come dimostrano gli imbarazzi di Anthony Fauci negli Stati Uniti e le ammissioni dell’ex direttore generale Aifa, Nicola Magrini, in Italia.

È vero o no che le istituzioni hanno mentito sull’origine del virus? È vero o no che le istituzioni hanno mentito quando dicevano: «Chi si vaccina non si contagia»? È vero o no che la circolare «tachipirina e vigile attesa» fu un errore folle? È vero o no che le tanto contestate cure domiciliari avrebbero salvato tante persone? È vero o no che il compianto professor De Donno, demonizzato per la cura al plasma, aveva ragione? È vero o no che sono stati taroccati grafici e dati? È vero o no che non c’era sicurezza a sufficienza per vaccinare le donne incinte? È vero o no che sarebbe stato meglio non vaccinare i guariti? È vero o no che sono state omesse informazioni essenziali? Sono alcune delle domande che ci siamo fatti e che continueremo a farci, con buona pace del Pd di Noale che forse ha già tutte le risposte per illuminazione dall’alto del dio vax tramite il profeta Big Pharma.

Anche sul caso della bimba di Palermo ci siamo fatti qualche domanda quando abbiamo visto che, ancor prima che fossero certe le cause della sua morte, c’era chi (Roberto Burioni) s’avventava sul cadavere per fare un po’ di propaganda e chiedere vaccini obbligatori per tutti e su tutto. Ci ha preoccupato la strumentalizzazione del caso. E la demonizzazione dei genitori, come dimostra il fatto che siano stati indagati, loro, da soli, ancor prima di sapere se, come hanno denunciato, qualche ospedale ha sbagliato la diagnosi scambiando la difterite per una tonsillite. Quella bimba, anche se non vaccinata, si poteva salvare? La sua sofferenza è stata sottovalutata? C’è qualche altro responsabile? O basta aprire la caccia alle streghe no vax per risolvere tutti i problemi sanitari del nostro Paese, compresa la sfiducia di certi genitori nei vaccini?

Magari sbagliamo, ma siamo convinti che per ristabilire la fiducia degli italiani nella scienza e nei suoi rappresentanti istituzionali, cosa indispensabile, siano necessarie la massima trasparenza e la massima sincerità. Bisogna sgomberare il campo dai dubbi, rispondendo a tutte le domande, anche quelle scomode, perfino a quelle sbagliate. Del resto non è sempre così che è andata avanti la scienza? Mettendo in discussione tutto, persino il sistema tolemaico? La scienza non si fonda sui dogmi e sulle censure, e tanto meno sui roghi, altrimenti saremmo immersi nell’oscurantismo più buio. Più o meno come il Pd di Noale.

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