Regalo del Pd: bus gratis ai migranti
Ansa

Casteggio, in provincia di Pavia, un nigeriano si aggirava in un parco pubblico con un’ascia in mano e non certo con l’intenzione di preparare la legna per l’inverno. I carabinieri hanno accertato che l’uomo era in possesso di un regolare permesso di soggiorno, ma senza fissa dimora. Insomma, le forze dell’ordine sono arrivate prima che succedesse qualche cosa di irreparabile.

Quel che è successo a Milano si sa. Un gambiano ha accoltellato un uomo che neppure conosceva e un algerino ha sfregiato una ragazza di 22 anni che ha avuto il torto di guardarlo in faccia. A Savona, tre marocchini hanno tentato di stuprare una giovane dopo aver ferito il fidanzato. A Verona, un altro nordafricano ha prima molestato i passeggeri di un treno e poi aggredito gli agenti intervenuti per fermarlo, mentre un uomo senza fissa dimora, sempre di nazionalità marocchina, ha pugnalato un passante. Infine a Siracusa, un clandestino, ovviamente senza casa né lavoro, ha stuprato un ragazzo minorenne.

Ho preso a caso, e senza neppure sforzarmi di raccogliere tutti i crimini commessi da extracomunitari, alcuni episodi di cronaca avvenuti negli ultimi dieci giorni. Di fronte all’elenco non ci vuole molto a capire che siamo di fronte a un’emergenza. Non bastano le carceri che traboccano di immigrati arrestati e condannati e non servono le statistiche da cui risulta che, ormai, la quota di extracomunitari accusati e condannati per aver commesso reati come stupro, scippo, furto e rapina in pubblica via sia ormai cresciuta e viaggi stabilmente sopra il 30%.

Significa che più di un terzo dei fatti che allarmano la pubblica opinione e generano fra gli italiani una situazione di pericolo e insicurezza va attribuito agli stranieri e in massima parte, ma non solo, ai clandestini. Ma gli immigrati non rappresentano il 30% della popolazione italiana, bensì meno del 10%. Eppure, di fronte a questa realtà che non può essere smentita dalle chiacchiere buoniste, c’è ancora chi si rifiuta di affrontare la questione. Nei giorni scorsi, durante un evento a Venezia, ho letto uno studio dell’Osservatorio regionale sul lavoro sulla carenza di manodopera nella Regione. Dai calcoli dell’associazione mancherebbero 189.000 lavoratori e, dunque, l’argomento viene usato per ribattere a chi parla di remigrazione. Ciò che a sinistra si continua a non voler capire è che la maggioranza degli italiani non è contraria allo straniero che giunge in Italia con l’intenzione di lavorare, di rispettarne le leggi e di integrarsi. Ciò che la gran parte delle persone respinge è l’invasione di chi non viene per trovare un impiego, mettersi in regola con il nostro ordinamento e adeguarsi al nostro stile di vita, ma per vivere di welfare sulle spalle degli italiani e ignorarne i principi.

A sinistra si fa un gran parlare di Costituzione ma, alla prova dei fatti, all’immigrato non si chiede di uniformarsi ai precetti fissati dalla nostra Carta. E non parlo solo di Codice penale, ma anche di quei principi democratici alla base della civile convivenza.

Di fronte a comportamenti che sono intollerabili, alle violenze e all’integralismo, a sinistra sono sempre pronti a trovare una giustificazione. E quando si parla di rimandare a casa chi non ha titolo per restare, si oppongono chiedendo, come accaduto di recente a Roma, la chiusura dei centri per il rimpatrio di Ponte Galeria. Per i compagni, l’accoglienza prima di tutto, anche prima degli italiani. Così capita che a Bologna l’amministrazione pubblica, che ovviamente è nelle mani del Pd, avendo registrato un avanzo di bilancio ha pensato bene non di utilizzarlo per aiutare i pensionati bolognesi o per migliorare i servizi urbani, ma per pagare il biglietto sull’autobus agli stranieri che vanno a scuola.

Una scelta che spiega meglio di tanti discorsi un dato di fatto: gli immigrati hanno più diritti degli italiani. E poi ci si stupisce se qualcuno, se non gli offrono un posto adeguato, prende l’auto e si mette a tirare sotto i passanti? Gli abbiamo spiegato che hanno diritto alla casa, al lavoro ai sussidi e alla bella vita e, dunque, ora li pretendono. E quando non li ottengono…

Da non perdere

Schlein vuol razziare i nostri conti correnti
I nostri soldi

Schlein vuol razziare i nostri conti correnti

Il segretario del Pd lancia, su «Repubblica», il suo piano per dar fiato alle Pmi: dirottare alle aziende i risparmi degli italiani. Misura che ricorda la «rapina» di Amato per sostenere la lira e l’eurotassa di Prodi. Per i progressisti esistono solo le gabelle.

Chi sogna i neri in Nazionale pensa da razzista
Pensiero unico

Chi sogna i neri in Nazionale pensa da razzista

Cazzullo, sul «Corriere», spinge la disastrata Italia del pallone a emulare la grande Francia innervata dai figli dell’immigrazione. Ma qui la retorica dell’inclusione cede alla discriminazione biologica: sfruttare la genetica degli atleti di colore per tornare al top.